Come spiega il Wellthiness il recod di Telethon?

32 milioni e 100 mila Euro è il nuovo record della generosità segnato ieri da Telethon. Come possiamo spiegarlo in una chiave di Wellthiness?

Se il presidente della Fondazione, Luca Cordero di Montezemolo non ha che potuto esprimere soddisfazione per il risultato che ha superato, di gran lunga, il già positivo esito del 2009 (31 milioni e 210mila Euro), per i membri della community del Wellthiness, è naturale, porsi una domanda: perchè, nonostante la crisi, la disoccupazione, la congiuntura economica negativa, tanti di noi non hanno esitato a donare anche solo una somma simbolica?

La risposta non va cercata soltanto nella carrellata di personaggi che si sono alternati sugli schermi televisivi per la colletta.

Non è nemmeno, solo, da imputare alla dettagliata descrizione di tutti i ragguardevoli traguardi che la ricerca ha superato nell’ultimo anno che spaziano  dall’accordo siglato con l’azienda farmaceutica multinazionale GlaxoSmithKline che consentirà di sconfiggere, per sempre, almeno 7 malattie genetiche alla possibilità di rendere ovunque fruibili le terapie messe a punto dagli scienziati di Telethon, dall’inaugurazione recente, a Houston negli Stati Uniti, di un laboratorio Telethon, finanziato da un’associazione americana di pazienti all’inaugurazione di un numero sempre più vasto di protocolli clinici su patologie ereditarie, l’ultimo passo per portare la cura al letto del malato.

Perchè, dunque, tanta generosità?

La risposta va cercata non solo nella comprensibile paura che suscitano le patologie genetiche, ma nella crescente presa di coscienza della gente, di noi tutti, che, soltanto quando siamo uniti, quando ciscuno si prende la sua piccola o grande parte di responsabilità, quando ci lasciamo coinvolgere e diventiamo proattivi, quando dimostriamo la nostra empatia, insieme possiamo raggiungere grandi obiettivi.

Il mantra dell’era in stato nascente, l’empatia, la capacità di mettersi in sintonia ed armonia con gli altri è il vero segreto.

Possiamo chiamrla carità (se siamo cristiani), possiamo definirla filantropia (se preferiamo i termini filosofici), possiamo dirla solidarietà (se ci poniamo in una prospettiva laica), possiamo etichettarla come responsabilità sociale (se sposiamo l’ottica del markeing) ma, seppure con accezioni e contenuti un po’ diversi, tutti i termini rimandano ad una realtà sempre più prorompente che ci vuole protagonisti, non semplicemente spettatori del mondo nel quale viviamo.

Ed, in quanto tali, siamo sempre più disposti a prenderci cura anche degli altri perchè stiamo iniziando a capire che non siamo monadi isolate, non siamo bolle di sapone chiuse in noi stessi, ma siamo sempre più connessi gli uni agli altri ed il destino di ciascuno di noi non è indipendente dal destino del prossimo e del mondo intero.

La generosità alla quale abbiamo partecipato ed assistito con Telethon è un’ulteriore prova, dunque, del nouvo Zeitgeist, del nuovo Spirito dei Tempi, una delle sempre più frequenti evidenze che, davvero, siamo all’alba di un’era sicuramente diversa e, almano dai presupposti, migliore. 

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