Gastronomia digitale con la stampante 3D per cibo

La stampa digitale 3D inaugura una nuova generazione di cibo?
Gli scienziati della Cornell University di New York stanno sviluppando una stampante alimentare in 3D che utilizza come ‘inchiostri’ i cibi crudi. Una volta caricata la ricetta nel computer basta premere il pulsante e… voilà il piatto è pronto.
Per molti buongustai ma negati ai fornelli potrebbe essere grandioso avere una stampante digitale 3D in cucina capace di creare ogni tipo di piatto, reale o inventato, semplicemente schiacciando un pulsante. 
Cornucopia: Digital Gastronomy è un concetto di design che si avvale dei noti principi della stampa tridimensionale, più un preciso timer e controllo della temperatura, per miscelare gli ingredienti e cucinare. Ed apre, così, le porte al regno, virtualmente illimitato, della cucina creativa e replicabile in forme e combinazioni inimmaginabili con le tecniche della cucina tradizionale.

Per gli amanti del cibo creativo è un meraviglioso assaggio dell’ormai imminente futuro.

La nuova stampante 3D per cibo è un’invenzione rivoluzionaria nella gastronomia dove, l’ultimo cambiamento significativo è molto datato, in quanto si tratta del forno a micro-onde che risale ad una quarantina di anni fa.

Comunque, tutti continuiamo a friggere e rosolare nelle solite pentole sul fornello, a cuocere con la pentola a pressione, con il vapore, con la griglia, più o meno sempre nello stesso modo da millenni.

Molti sono stati capaci di rendere una vera e propria arte l’applicazione semplice e precisa del calore, del fuoco, del metallo e di vari ingredienti, ma la stampante 3D inaugura l’era delle  possibilità inimmaginabili.

Già la scelta del nome della stampante “Cornucopia: Digital Gastronomy” è più che mai significativo.

Rimandando alla mitica cornucopia dell’abbondanza infinita di cibo delizioso, specifica che non si tratta di semplice cucina, ma di una gastronomia che guarda al futuro, digitale, tecnologica, quindi, controllata, sofisticata e, volendo, reduplicabile, in modo identico, all’infinito.

Il concetto di Cornucopia è, dunque, un tentativo ingegnoso per trasformare radicalmente il processo del cucinare, dando spazio, da un lato, alla creatività interninable ed inesauribile, dall’altro l’opportunità della replicazione, grazie all’informatica.

Cornucopia realizza creazioni commestibili utilizzando un processo analogo alle normali stampanti 3D solo che si serve di vari prodotti alimentari invece che della plastica per costruire il suo prodotto finale.

Il cibo è stampato all’interno di uno spazio a temperatura controllata dove viene, poi, cotto o raffreddato e, quando il piatto è pronto da mangiare, la stampante stessa avvisa il cuoco.

Le “cartucce” con gli ingredienti, che costantemente, mostrano il livello dei loro contenuti, sono ricaricabili o ordinandole di nuovo o, in mancanza di possibilità di riempirle, trovano opportune e gustose alternative.

Il sistema Cornucopia è uno dei primi che consentono, virtualmente, di realizzare ogni tipo di piatto a patto di ricevere le istruzioni indispensabili alla sua creazoine.

La stampante può costruire e replicare tutti i tipi di combinazioni elaborate e complesse.

Ogni pranzo o cena può, così, essere controllato nel numero di calorie e nutrizionalmente bilanciato. Inoltre, viene ridotto al minimo lo scarto e le indicazioni del dietologo o del medico possono essere seguite alla lettera trasormandole in ricette che possono essere salvate, scaricate e utilizzate per creare la dieta durante tutta la settimana.

Ad alcuni sembra una soluzione molto fredda, meccanica, senza anima, ma Cornucopia è, comunque, un’opportunità per esperimentare qualcosa di innovativo con un design, delle ricette, delle soluzzioni originali per cibo in 3D.

Così gli chef digitali stanno per assistere ad una svolta epocale nelle loro facoltà creative.

“La nostra invenzione consente di ottimizzare il gusto del vostro cibo, la sue texture e le altre proprietà. Con il cursore potrete modificare la ricetta e le istruzioniin modo molto semplice” ha dettoJeffrey Ian Lipton.

Quindi, con la nuova soluzione si può stampare tutto ciò che può essere caricato nelle siringhe dell'”inchiostro” commestibile: dal formaggio liquido al cioccolato alla pastela per la torta.

Tra gli altri pionieri, Homaro Cantu, chef di Moto di Chicago, che ha stampato sushi utilizzando la Cornucopia, afferma “Si può immaginare che la stampante 3D crei una torta di mele fatta in casa senza la necessità di coltivare le mele, di concimarle, di trasportarle, di refrigerarle, di imballarle, di cucinarle e servire ed eliminando tutti gli annessi e connessi di automobili, camion, pentole, dispositivi di raffreddamento, ecc. La stampa 3D farà con il cibo quello che l’e-mail e l’instant messaging hanno fatto per la comunicazione.”

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