Il benessere delle megalopoli future nelle nostre mani: tra auto elettriche e telepresenza

Quale è la realtà che si sta affacciando all’orizzonte? Che caratteristiche avrà?
Secondo un nuovo scenario del futuro, le auto elettriche e gli schermi per la ‘telepresenza’ sono, ormai, solo ad una generazione di distanza.
Lo studio “Megacities on the Move” (“Megalopoli in movimento”) abbozza alcune ipotesi su come verranno affrontati e superati alcuni problemi del trasporto e di altre infrastrutture nelle sempre più vaste aree urbane.
Uno scenario, che pare molto accreditato, ha per protagoniste le auto elettriche che possono essere impilate come succede, oggi, con i carrelli della spesa.
Le auto elettriche, secondo gli studiosi, si potranno noleggiare da una stazione collocata in una particolare zona della città per poi venire restituite in un’altra stazione vicino alla destinazione scelta da che se ne servirà.
Oppure, se tutti avranno auto elettriche, le stazioni metteranno, invece, a disposizione batterie caricate che la gente potrà scambiare con quelle scariche.
Analogamente, sembra che cambieranno in modo radicale anche le telecomunicazioni, che consentiranno agli utenti di apparire in una stanza a migliaia di chilometri di distanza, proprio come se fossero lì di persona.
I pionieri di una simile tecnologia sono già ampiamente attivi in California.
E mentre aspettiamo la diffusione delle loro prodigiose tecnologie, la Sony non si è lasciata scappare l’occasione di mettere sul mercato un apposito schermo per immagini tridimensionali (Sony 3D) che promette di poter guardare direttamente negli occhi l’interlocutore, di coglierne tutti i segnali della comunicazione non verbale e, quindi, di istaurare una relazione più verosimile e naturale.
Il report “Megacities on hte Move” contiene, però, anche un severo monito: se non interveniamo al più presto, le grandi città rischiano di diventare “ambienti disfunzionali, dove la gente è destinata a soffrire ed a sacrifici estremi a causa della penuria di cibo, di acqua e di energia. Si presenteranno come realtà sempre più vulnerabili alle inondazioni, agli tsunami, alle ondate di calore ed a tutte le altre conseguenze dei radicali cambiamenti climatici in corso”.
“Oggi stiamo assistendo alla più grande migrazione di persone verso le città che si sia mai verificata nella storia. Perciò, il modo nel quale si stanno sviluppando le città oggi avrà importantissime conseguenze positive o negative per i decenni a venire”, ha dichiarato Peter Madden, il responsabile esecutivo del forum.
“Il futuro benessere di miliardi di persone dipende, dunque, dalla nostra azione adesso. La corsa globale per la sostenibilità sarà vinta o persa sulle strade e nelle strade delle nostre megalopoli”.
Il report verrà presentato ai governi, alle autorità cittadine ed alle imprese per aiutarli a comprendere le sfide del futuro e, nel contempo, anche a sviluppare strategie per aiutare la gente a vivere e viaggiare in maniera più sostenibile nelle principali città del XXI secolo.
Un portavoce del Governo scozzese ha chiosato: “La Scozia, senza dubbio, si svilupperà in modo tale da riuscire ad adattarsi ai nuovi stili di vita, modi di lavorare e di spostarsi, in costante cambiamento. Per esempio, i veicoli elettrici svolgeranno un ruolo chiave nel futuro dei trasporti, ed andranno solo con l’energia elettrica fornita da una rete di punti di ricarica”.
La prospettive sono, dunque, molto promettenti, spetta a noi il compito di metterle a frutto, per costruirci un futuro migliore, oppure di perdere l’occasione rischiando di diventare causa delle nostre stesse disgrazie.
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Una Risposta to “Il benessere delle megalopoli future nelle nostre mani: tra auto elettriche e telepresenza”

  1. Condivido e aggiungo, per quanto riguarda il paese Italia che ogni anno, sulle strade italiane, circolano quasi 900.000 milioni di passeggeri per chilometro a cui vanno aggiunte quasi 150.000 milioni di tonnellate di merci, sempre per ogni chilometro di strada. Numeri impressionati – quasi un milione di milioni di passeggeri – che testimoniano l’altissima domanda di mobilità da parte di comuni cittadini e aziende e che va necessariamente gestita e controllata. Non è sufficiente cercare di limitare la necessità di spostarsi, per esempio mettendo online molte delle pratiche più comuni della Pubblica Amministrazione, così da permetterne lo svolgimento via internet. L’italiano ama comunque spostarsi, e quando lo fa, è per lo più con i mezzi privati; quelli pubblici, infatti, sono talmente giudicati inefficienti da riuscire a coprire solo una minima parte della domanda di mobilità: meno del 10% di quella passeggeri, un terzo circa di quella merci oltre i 50 km.
    Guardando i numeri, anche a livello europeo, oltre il 60% della popolazione dell’Unione europea vive in ambiente urbano; poco meno dell’85% del prodotto interno dell’UE proviene dalle città: queste rappresentano il motore dell’economia europea, alimentano il dinamismo economico attraendo investimenti e occupazione. Di fronte a queste problematiche dalle molteplici implicazioni, occorre uno sforzo comune per incentivare la ricerca di soluzioni innovative e ambiziose in materia di trasporto urbano, che permettano di rendere le nostre città più agibili, più accessibili, più sicure e meno inquinate. Dobbiamo muoverci, per utilizzare un termine già coniato e condiviso a livello europeo, «verso una nuova cultura della mobilità urbana».
    Poiché la mobilità urbana deve agevolare lo sviluppo economico delle città, la qualità della vita degli abitanti e la tutela dell’ambiente cittadino, proprio in questa prospettiva le città devono affrontare delle sfide da vincere nell’ambito di un approccio integrato.
    C’è la necessità di ripensare la mobilità urbana, ovvero ottimizzare l’uso di tutte le modalità di trasporto e organizzare le «comodalità» tra i diversi modi di trasporto collettivo (treno, tram, metropolitana, autobus, taxi) e individuale (automobile, motocicletta, bicicletta, a piedi). Significa anche realizzare gli obiettivi comuni di prosperità economica, rispetto del diritto alla mobilità mediante un’oculata gestione della domanda di trasporto, qualità di vita e tutela dell’ambiente. Significa, infine, conciliare gli interessi del trasporto di merci e del trasporto di persona, qualunque sia il modo di trasporto utilizzato.
    Questa domanda di mobilità di persone e merci è aumentata notevolmente negli ultimi decenni, e le previsioni dicono che il trend al rialzo continuerà anche nei prossimi anni. Non possiamo più aspettare, le conseguenze negative – per l’ambiente, la qualità della vita, la sicurezza del trasporto e per l’intera economia italiana – che decenni di quasi completa mancanza di iniziative e progetti hanno generato.

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