Comunicazione e pubblicità subliminale: siamo liberi o no?

Dagli anni ’60 del Novecento la comunicazione subliminale ed il suo presunto potere di manipolare i comportamenti e le scelte delle persone passando attraverso il loro inconscio, animano un costante e controverso dibattito tra scienziati, sociologi, pubblicitari, psicologi…  

 

Ma siamo davvero liberi oppure siamo semplicemente delle marionette, dei burattini nelle mani dei persuasori occulti, siano essi satanisti, cantanti, uomini di marketing, politici?

Per i sostenitori della passività e della non libertà degli uomini, saremmo tutti condizionati da uno speciale strumento di comunicazione detta subliminale in quanto composta da stimoli visivi o sonori che non vengono percepiti dall’occhio o dalle orecchie ma, direttamente dal nostro inconscio.

Si tratta di fotogrammi inseriti all’interno di filmati, di immagini che vediamo senza osservarle, dei famosi messaggi registrati al contrario in molti dischi musicali…

Invero, non esistono prove scientifiche del potere occulto di tali input ed anche il famoso caso del cinema dove, alla fine di un film molti spettatori avrebbero acquistato una nota bevanda della quale era stata proiettata l’immagine, ogni 5 minuti, in modo subliminale per indurne la vendita, è stato ampiamente confutato per vari motivi metodologici.

Tuttavia consta il fatto che, nella maggior parte dei paesi, Italia inclusa, la pubblicità subliminale è bandita perchè, sebbene il suo potere non sia provato per sicurezza, si è ritenuto meglio bandirla

Come si spiega, allora, il caso di Derren Brown, un presentatore che, sulla base di alcuni stimoli appositamente preparati,  riesce a sapere in precedenza, con sorprendente precisione, quale sarà il risultato del lavoro di due pubblicitari, invitati a realizzare una campagna per una presunta catena di negozi di animali imbalsamati ed a trovarne il nome?

 

Il video che testimonia inequivocabilmente tutto ciò, non è forse una prova sufficiente del potere dei persuasori occulti e della nostra illusoria libertà di scelta?

O, ancora, le varie tecniche di posizionamento dei prodotti sugli scafali dei supermarket, le strategie adottate nel packaging, nella scelta dei nomi dei prodotti, le pubblicità, il marketing olfattivo… non sono tutti esempi della manipolazione costante delle nostre scelte d’acquisto?

Invero l’intero ragionamento parte da un assunto obsoleto che considera l’uomo-consumatore come un eterno Peter Pan, facile da irretire con una manciata di polvere di stelle o  con qualche ipnotico jingle, oppure come un’Alice che si aggira nel Paese dei meravigliosi e magici prodotti, mettendone nel carrello molti ed inutili perchè mossa da bulimici raptus compulsivi.

Invero lo scenario è assai diverso.

L’In-divisus/consumatore oggi è estremamente diverso dai suoi predecessori, appartiene ad una nuova generazione umana che ha subito uno shift antropologico in virtù del quale dà più spazio alle funzioni (creative, emozionali,…) della parte destra del cervello e che è estremamente empowered (anche grazie alle nuove tecnologie ed il web 2.0). Un soggetto informato, competente, esigente, selettivo; un consumatore professionista, critico (in senso positivo e costruttivo), responsabile, molto attento ai discorsi dell’etica e del rispetto dell’ambiente.

E, proprio perchè caratterizzato da tali tratti, è quantomeno improbabile, se non impossibile, che si lasci manipolare così supinamente da qualche strategia che affascina tanti per il semplice fatto di evocare poteri occulti.

A conferma dell’improbabilità dell’efficacia dei messaggi subliminali è, poi, un’altra considerazione molto concreta.

Il ragionamento parte dall’entropia, dall’eccesso di comunicazione nel quale siamo immersi e che porta molti a sostenere che  “siamo ‘bombardati’ dalla pubblicità”, e dal vero significato della pubblicità stessa. 

Quindi, mettiamo tra  parentesi e trascuriamo qui la scelta discutibile del termine ‘bombardati’ che sottende, ancora una volta, l’idea di un consumatore passivo, un target, un bersaglio di un marketing marziale, arrogante, supponente ed in totale distonia con l’odierno Zeitgeist.

E consideriamo il compito reale della pubblicità che, non  come spesso ci hanno detto, di persuaderci, di costringerci, di sedurci ad acquistare determinati prodotti o brand. Non è nemmeno di suscitare in noi dei bisogni o, peggio, dei desideri invece di darci delle indicazioni su come soddisfare delle esigenze.

Il fine della pubblicità è meno occulto di quanto possiamo credere e, dati alla mano, sono le ricerche a testimoniarlo.

Ritornando alla comunicazione occulta, supponiamo pure che la pubblicità abbia il semplice scopo di indurci ad acquistare i prodotti. Invero le nostre crescenti competenze di consumatori professionisti che ci rendono molto attenti, sensibili e selettivi e ci hanno consentito di perdere definitivamente l’ingenuità tipica del passato, si aggiungono al fatto che, ormai, molti dei ‘trucchetti’ tradizionali usati dal marketing -dal posizionamento delle merci sugli scaffali al size effect- sono patrimonio comune.

Così, la stessa ipotetica “efficacia persuasiva” della pubblicità è minata alle sue stesse radici. In effetti è stato ampiamente dimostrato che il potere della pubblicità di cambiare le nostre convinzioni, le nostre abitudini, le nostre inclinazioni è davvero molto modesto e limitato tanto è che il più incisivo mezzo di comunicazione commerciale è, oggi, il passaparola e l’esperienza diretta. 

Riassumendo, siamo immersi in un costante flusso di comunicazioni più o meno promozionali, tra le quali il nostro cervello deve scremare. La scelta, che avviene in modo cosciente tramite la percezione e la memorizzazione selettiva, ci induce a distinguere tra i messaggi da prendere in considerazione, da non recepire o da cancellare.

E tutto ciò avviene su degli stimoli forti ed evidenti.

Perchè, dunque, in presenza di percezioni così incisive e palesi che, ripeto, selezioniamo per non impazzire, dovrebbero avere una qualche efficacia le flebilissime tracce, nell’inconscio, di una comunicazione subliminale?

Certamente è possibile che i messaggi occulti riescano a raggiungere il nostro inconscio ma ciò non significa che siano, necessariamente, anche in grado di condizionarci o manipolarci come marionette.  

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