Tra pessimismo e scetticismo, riemerge l’ottimismo: la classifica mondiale

L’ottimismo che sembrava stato irrimediabilmente soppresso dall’interminabile crisi, inizia a rigermogliare nel nuovo anno.
A dimostrarlo è  un sondaggio condotto dal 11 ottobre – 13 dicembre 2010, in 53 paesi, con più di 63.000 persone intervistate per telefono, faccia a faccia o online.
E se i più pessimisti sono i francesi, i paesi emergenti e con economie in via di sviluppo tendono a vedere il nuovo anno in modo più positivo.
La ricerca ha trovato che i francesi sono i campioni dello scetticismo, con 61per cento degli intervistati convinti che il 2011 sarà ‘un anno di difficoltà economica.’
Immediatamente a ridosso dei cugini d’oltralpe ci sono i Britannici, con il 52 per cento di pessimisti, mentre gli spagnoli che vedono nero sono il 41 per cento.
E l’Italia come è messa?  Dal sondaggio emerge che meno della metà di noi (il 48 per cento) ha una prospettiva non molto rosea per l’anno appena iniziato.
Il sondaggio ha, inoltre, rilevato che si aspettano un incremento del livello di disoccupazione nei prossimi 12 mesi, il 74 per cento dei sudditi di Sua Maestà, il 72 per cento dei Pakistani, il 67 per cento dei francesi, il 65 per  cento dei russi. Gli italiani, invece, si attestano al 59 per cento.
Un dato positivo è che in Europa occidentale il 67 per cento degli occupati crede che il suo impiego lavorativo sia sicuro, di contro alla media mondiale del 63 per cento.
Una cifra che sale all’81 per cento nei Paesi Bassi, al 79 per cento in Germania, ma ascende al 59 per cento in Francia, al 55 per cento in UK, al 51 per cento in Italia e, fanalino di coda, è la Cechia con il 33 per cento.
E se diminuisce notevolmente la paura della disoccupazione rispetto all’anno scorso e raddoppia, l’ottimismo che sale al 12 per cento. 
Nel frattempo, in Brasile, India e Cina, il 49 per cento degli intervistati ha detto di credere che il 2.011 sarà economicamente prosper0, con solo il 14 per cento di previsioni di disagio.
Altri ottimisti sono i vietnamiti che, nel 70 per cento dei casi, esprimono fiducia nelle prospettive economiche per il 2011.
La positività regna anche in Nigeria, con l’80 per cento che si aspettano un notevole miglioramento finanziario.
E persino nei paesi minacciati dalla guerra come l’Afganistan e l’Iraq, gli intervistati hanno dimostrato di sperare in un futuro più luminoso.
Pare, dunque, che si inizino a diradare le tenebre del pessimismo e del nichilismo iniettate nel mondo dall’epoca di transizione, sostenute dai Postmoderni e rafforzate dalla crisi. Il 2011 sarà, definitivamente l’anno della rinascita? 
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