State of the word 2011: muoiono gli animali, si avvicina l’Apocalissi?

Gli scienziati si interrogano, i catastrofisti si compiacciono, la gente inizia a preoccuparsi: che cosa c’è dietro le morti improvvise di uccelli? Perchè i suicidi in massa di altri animali?

Siamo davvero alle soglie dell’Apocalisse, come pretendono i pessimisti?

Oppure c’è dell’altro?

La nostra salvezza è davvero in pericolo?

Abbiamo passato la soglia del Wellthiness e non possiamo più ritornare indietro?

Nelle ultime settimane, stiamo assistendo, un po’ in tutte le parti del Globo, all’improvvisa ed inspiegabile moria di uccelli. 

Il fenomeno è tanto più inspiegabile in quanto interessa solo una specie all’interno della stessa zona.

I primi casi si sono verificati, il 31 dicembre,  3.000 merli ad ali rosse e storni sono piovuti dal cielo, morti, nel giro di un 1km, in Arkansas.

Il referto degli studiosi sulle loro carcasse è che non si tratta di un’epidemia virale, e che è come se avessero sbattuto contro qualche cosa  perchè sono stati trovati tutti lungo il bordo della strada.

Subito dopo, la medesima scena, ma con 500 merli ad ala rossa, storni e gracchi bronzati caduti morti dal cielo, si registra in Louisiana.

La loro autopsia mostra la presenza di anomali coaguli nel sangue.

Episodi analoghi hanno luogo, nei giorni a seguire, in Kentucky con una moria di merli, in Cile con gli uccelli testa girgia poi è la volta della Svezia, quindi anche dell’Italia con, come protagoniste, centinaia di tortore in Romagna e di merli a Roma.

Le analisi condotte escludono che si tratti di qualche forma batterica o virale influenzale e, perciò, che sia trasmissibile dagli animali all’uomo e ritiene che la moria sia il risultato di più cause concomitanti.

In effetti la scienza non riesce ancora a spiegare in modo esaustivo tali coincidenze.

Pertanto, molti hanno iniziato ad avanzare ipotesi alternative, più o meno credibili.

Alcuni ritengono che i fuochi pirotecnici di capodanno abbiano spaventato gli uccelli che, alzandosi in volo, hanno perso l’orientamento e sono morti.

Altri, della scuola del complotto e del cospirazionismo, evocano il progetto HARP con il quale gli americani starebbero compiendo degli esperimenti di controllo climatico, per fini bellici, immettendo pericolose sostanze nell’atmosfera. E proprio tali sostenza sarebbero la ragione della moria di uccelli

Dal canto loro, i catastrofisti, che non si lasciano scappare nessuna occasione pur di mettere in atto le loro operazioni di terrorismo psicologico per guadagnarci, ventilano l’idea che si tratti dei primi segni premonitori dell’Apocalisse che hanno tanto pubblicizzato per il 2012. Le loro fantasie, oltre a fruttare molto denaro con la vendita di prodotti ad hoc, hanno pericolosi effetti sociali nella realtà concreta. Così, molte persone stanno già iniziando a non prendere più appuntamenti, a non programmare nulla dopo l’ipotetico fatidico 21 dicembre.

Invero gli eventi occorsi alle varie specie di uccelli sono un effetto analogo di cause molto diverse e non è, dunque, corretto generalizzare.

Ed ancora meno attendibile è chi crede di rafforzare la tesi apocalittica menzionando la moria di altre specie animali.

Il loro obiettivo è di rendere ancora più confuso il quadro e di spaventare la gente aggiungendo ulteriori fenomeni di natura completamente diversa.

Così, i 100.000 pesci tamburo in secca su un breve tratto di costa dell’Arkansas, di 40.000 granchi vellutati in Inghilterra, di tonni e sardine in Brasile, di molti pesci morti e ritrovati senza occhi in Nuova Zelanda… ai quali, per rendere ancora più inquietante il tutto, vengono aggiunti altri eventi anche relativamente lontani nel tempo, come lo spiaggiamento delle 100 balene in Nuova Zelanda…

Sono, di nuovo, analoghe conseguenze derivanti da motivazioni completamente indipendenti.

E, tra gli altri fattori ci sono il raffreddamento delle acque per i pesci tamburo di acqua dolce, lo stress per altri pesci, i cambiamenti del campo magnetico terrestre e dell’attività solare oltre al rumore prodotto dall’uomo nei fondali marini, per i cetacei…

Lo stesso vale per la moria di api, segnalata anche dall’autorevole rivista Science che ha visto estinguersi o scomparire fino a circa il 70% di api in alcuni paesi.

E se, anche qui, i catastrofisti non hanno esitato a gettare un loro strale annunciando che, dopo l’eventuale (per loro certa) estinzione delle api, scomparirebbero anche gli uomini nel giro di quattro anni.

Anche qui le motivazioni menzionate vanno, oltre all’apocalittica, la presenza di alcuni parassiti, le coltivazioni transgeniche, alcune radiazioni…

Invero pare molto più credibile quanto suggerito, negli ultimi periodi, dalle rivelazioni di Wikileaks: la causa della morte delle api potrebbe essere un potente pesticida. Ad attestare l’idea è il fatto che, da quando è stato vietato, tre anni fa in Italia, il numero degli alveari, nel nostro paese, ha iniziato di nuovo a crescere. 

Concludendo, il nostro Wellthiness è davvero in pericolo? Sta davvero per arrivare la fine dei tempi?

Tutti i fenomeni appena descritti, sono naturali, certo devono essere, per tutti noi, motivo di un seria riflessione su quanto è delicato l’equilibrio della natura, sulla nostra interdipendenza nei confronti di tutti gli altri esseri viventi e, quindi, un monito di una maggiore sensibilità e responsabilizzazione in tutte le nostre scelte ed azioni.

Ma ciò non significa che tutto è finito, che tutto è perso.

Certo la moria di animali, come l’attuale disastro ecologico causato dalle alluvioni in Australia ed in Brasile, potrebbero deporre a favore dei pessimisti, ma se diamo retta alle loro fantasie, stiamo al loro gioco, rinunciamo ad impegnarci ora affinché la situazione non degradi ulteriormente… li aiutiamo a creare una profezia auto-avverante

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Una Risposta to “State of the word 2011: muoiono gli animali, si avvicina l’Apocalissi?”

  1. […] i fondali marini, dalla raccolta differenziata, alla preoccupazione per l’inquinamento e la morte o l’estinzione di animali, dal boom dei prodotti a Km zero  alla decisione della Germania di […]

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