La carta killer per alimenti più sani e duraturi

Il packaging, nei prodotti alimentari, prima di avere una funzione estetica, ossia di attirare l’attenzione ed invogliare ad acquistarli, ne ha una protettivo-conservativa.
Se a ciò aggiungiamo l’importanza della possibilità di conservare i prodotti stessi preservandoli dai vari processi di deperimento, visto che, ogni anno, in Italia, lo spreco alimentare industriale ammonta a 1 miliardo 841 milioni e 827.000 Euro e finisce nella pattumiera, dalle nostre tavole tanto cibo da sfamare 44,5 milioni di persone… è abbastanza semplice capire il significato della scoperta in questione.
Ma di che si tratta?
Gli scienziati hanno sviluppato un nuovo materiale da imballaggio alimentare che ha la capacità di conservare gli alimenti, combattendo i batteri che ne causano deterioramento.
La ‘carta killer’ contiene uno strato di nanoparticelle d’argento capaci di uccidere, in sole tre ore, i batteri dell’Escherichia coli e Staphillococus aureus, due cause di intossicazione alimentare batterica.
Una delle possibili applicazioni della scoperte è come materiale di imballaggio per alimenti. Il suo impiego potrebbe allungarne la cosiddetta shelf life, ossia il periodo di scadenza.
Aharon Gedanken ed alcuni colleghi hanno notato che l’argento è già ampiamente utilizzato come battericida in alcuni unguenti medicinali, in prodotti per le superfici della cucina e del bagno, in alcuni  spazzolini da denti e persino per certe calze resistenti alla puzza dei piedi.
Finora, però, gli scienziati non sono stati in grado di depositare le particelle di argento – di una dimensione pari ad 1/50, 000 del diametro di un capello umano- sulla carta. Il nuovo metodo, avvalendosi degli ultrasuoni, o le onde sonore ad alta frequenza, riesce proprio nell’impresa di depositare le particelle su carta.
La ‘carta killer’ potrebbe anche fornire un’alternativa ad altri metodi comuni di conservazione degli alimenti come le radiazioni, i trattamenti termici e lo stoccaggio a bassa temperatura.
Così, la scoperta, descritta nella rivista Langmuir ACS , potrebbe aprire le porte ad una nuova epoca di maggiore sicurezza e minore spreco alimentare.
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