Il Meccanismo di Antikythera: alla ricerca del mistero stellato sopra noi

“Due cose hanno soddisfatto la mente con una nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me” sosteneva il grande Immanuel Kant, dando evidenza ad un fenomeno che tutti conosciamo spontaneamente: l’incantevole meraviglia del mistero che ci avvolge ogni volta che alziamo gli occhi scrutando la volta celeste di notte.

L’uomo ha, da sempre, cercato le risposte alle domande più inquietanti, più inspiegabili, alle ansie ed alle angosce che lo tormentano, per alimentare il proprio Wellthiness (il benessere, la salute, la felicità, la salvezza). Ed il modo più naturale per interrogarsi è, non di rado, stato l’immergersi nell’infinito cielo nero trapuntato di stelle.

Nel desiderio di riuscirvi ha costruito meravigliosi strumenti dall’astrolabio al telescopio, dalle lenti gravitazionali ad uno strumento noto come il meccanismo di Antikytera.   

Tale congengo appartiene alla categoria degli OOPART (Out Of Place Articraft). Si tratta di manufatti che sembrano essere collocati in un tempo “sbagliato”, perchè sono incoerenti con la realtà storica, culturale, tecnologica… dell’epoca che li accoglie.

Le spiegazioni più frequenti spaziano dalle più fantasiose alle più razionali.

C’è chi crede che siano stati creati o dimenticati da chi viaggia nel tempo.

C’è chi li attribuisce a civiltà aliene o mitologiche delle quali abbiamo misteriosamente perso le tracce.

Chi ritiene che siano il frutto di una serie di conoscenze, per qualche ragione ignota, perdute e le quali, dopo un periodo più o meno lungo di latenza nella coscienza o nell’immaginario collettivo inconscio, sono riemerse.

Una simile idea, che pare la meno fantasiosa, implicherebbe una vera e propria riscrittura dell’evoluzione dell’umanità intesa non più come un processo lineare, come un incessante progresso in tutti i campi, ma alla stregua di un percorso nel quale si alternano fasi evolutive ad altre involutive.

Pensiamo all’immenso sapere “medico” delle popolazioni antiche, ma anche ad alcune delle realizzazioni più incredibili che ci sono pervenute: dalle piramidi egiziane alle statue dell’Isola di Pasqua…

Ebbene tra gli OOPART c’è, proprio, l’affascinante strumento affascinante che molti rtengono un computer a ruote ante-litteram: è il meccanismo di Antikytera, noto anche come il calcolatore di Rodi.

Per inciso Antikytera, è un’isola del Mare Egeo compreso tra il Peloponneso e Creta, famosa proprio per il ritrovamento, nel 1902, da parte di un gruppo di pescatori di spugne, di un tesoro formato, oltre che dall’oggetto in questione, da statue di bronzo e marmo nel relitto di una nave affondata, verso il I secolo a.C.

Insieme agli altri reperti, il calcolatore è conservato al Museo Archeologico Nazionale di Atene.

Malgrado la presenza di una serie di ingranaggi che potrebbero trarre in inganno dandoci da pensare ad un orologio, diversi esperti sostengono che si tratti di un congegno astronomico utilizzato forse, più che da astronomi, da astrologi desiderosi di conoscere l’aspetto dei cieli in un tempo prestabilito, passato, presente o futuro.

Il meccanismo, rimanderebbe, dunque, all’inesauribile sete del nostro genere di capire, di scoprire, di sapere, di scrutare il meraviglioso cielo stellato sopra noi.

Lo strumento è, probabilmente, stato costruito verso l’87 a.C. da un discepolo del filosofo Posidonio di Rodi o opera di qualche astronomo, matematico e filosofo come Gemino.

Si tratta di un sofisticato apparecchio che riproduce, in modo meccanico,  i movimenti dei corpi celesti con un’estrema precisione.

Gli aspetti sorprendenti sono di vario ordine.

In primo luogo ai tempi, i Greci, salvo alcuni filosofi più illuminati, erano convinti che la Terra fosse piatta, un grande disco sostenuto da un immenso oceano, surmontato da una cupola, il cielo. La Terra era al centro e la Luna si muoveva lungo certi piani geometrici insieme alle stelle.

Poi c’è il fatto che i primi meccanismi con ruote dentate pervenutici risalgono a secoli e secoli dopo.

Ma ciò che è più inquietante è che il Calcolatore di Antikytera implica la conoscenza di almeno una serie di idee dirompenti, scoperte almeno 19 secoli dopo:

  1. la formazione del sistema solare basata sulla teoria dei vortici di Willis del 1841
  2. l’eliocentrismo e non il geocentrismo (la Terra che ruota attorno al Sole e non il contrario), proposta da Copernico nel 1543
  3. la legge della gravitazione universale formulata da Newton nel 1687…

Il meccanismo è composto da tre sistemi di ruote con denti di forma triangolare, non ad evolvente di cerchio come gli attuali ingranaggi, due anteriori ed uno posteriore.

Il cerchio davanti ha incisi i nomi dei segni zodiacali su una fascia, su un’altra mobile ci sono i nomi dei mesi in greco. I due sistemi di ruote posteriori indicano i moti della Luna e dei pianeti.

Pertanto, il calcolatore riesce a riprodurre i movimenti annuali del Sole e della Luna, e si può muovere, dal retro, dando a loro ogni tipo di velocità, perciò non è un orologio ma un vero e proprio primordiale computer astronomico  o un navigatore per i marinai.

Il meccanismo di bronzo e legno andava caricato, quotidianamente, mediante una manovella.

E come l’ammirazione per il mistero del cielo stellato sopra di noi resta… il fascino delle facoltà della nostra mente non può che stupirci, ancora una volta ricordandoci l’altro celebre motto di Kant: sapere aude!

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