Personalizzazione: la medicina rivoluziona la nostra cartella clinica

La tecnologia delle informazioni sanitarie personali deve essere progettata avendo in mente il paziente. Potrebbe sembrare una frase scontata ma, invero, non lo è affatto.

Basta guardarci un po’ attorno e ci rendiamo conto del drammatico scollamento che c’è tra chi inventa e realizza le tecnologie e chi le deve utilizzare, incluso anche nel campo sanitario.

Che cosa significa, dunque?

Il senso profondo del discorso è che non è più sufficiente pensare di creare delle sofisticate tecnologie del tutto inutilizzabili perché troppo complicate da capire, da gestire.

Bisogna cercare di facilitare maggiormente l’accesso dei pazienti alle informazioni sulla salute, secondo un editoriale redatto da due medici della Virginia Commonwealth University di famiglia pubblicato nel numero di gennaio del Journal of American Medical Association.

Nell’articolo, Krist Alexander del Dipartimento di Medicina Familiare della Scuola di Medicina di VCU, insieme a Steven Woolf,  del Dipartimento di Medicina di Famiglia e direttore del Center for Human VCU Needs, hanno messo a punto un modello per promuovere la creazione di cartelle cliniche personali più centrate sul paziente .

Il modello descrive come le cartelle cliniche personali devono comprendere e svolgere almeno sei funzioni principali:

  • raccogliere e memorizzare le informazioni del paziente,
  • raccogliere e memorizzare informazioni del medico del paziente stesso,
  • tradurre le informazioni cliniche in linguaggio accessibile a tutti,
  • indicare al paziente come migliorare il proprio stato di salute in base alle sue informazioni personali, 
  • rendere le informazioni fruibili al paziente.

Utilizzando i principi elencati da loro modello, il team di ricerca di Krist Woolf’ ha creato proprio una cartella sanitaria personalizzata centrata sul paziente  per la prevenzione. La nuova cartella si chiama “MyPreventiveCare”, mostra ai pazienti le informazioni mediche e spiega a loro in modo chiaro e semplice il significato di quanto viene scritto dai medici in modo che possano capire.

Inoltre, è concepita così da poterli guidare nella gestione quotidiana della loro salute.

“Attualmente, le cartelle cliniche più personali non fanno altro che archiviare e mostrare le informazioni dei pazienti”, ha detto Krist. “Al momento non stiamo utilizzando a pieno tutti i vantaggi che potrebbero provenirci dalle nuove tecnologie”

“Una cartella sanitaria personale ‘paziento-centrica’, dovrebbe fornire informazioni fruibili. Dovrebbe permettere ai pazienti un semplice accesso e di coordinare in modo efficace e funzionale la cura, garantire un aiuto personale e personalizzato, su misura nelle decisioni e fornire materiali didattici. Dovrebbe dare la priorità alle esigenze individuali ed integrare le cure attraverso l’assistenza primaria e specialistica”, ha detto Krist.

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