Perchè rifiutiamo quanto ci potrebbe salvare?

Il motivo che ci spinge a rifiutare di usare cose che possono renderci più sicuri e, magari, persino salvarci la vita, è esplorato in un nuovo studio della University of Texas a Austin e Northwestern University School of Law comparso sul Journal of Consumer Research.

“Per sentirsi sicura e protetta da ciò che potrebbe metterne in pericolo la salute o, addirittura, la vita, la gente si fida degli airbag, dei rilevatori di fumo, dei vaccini. Sfortunatamente, però, a volte fare i vaccini causa malattie e gli airbag possono anche non funzionare e ferire o uccidere. Ma solo perché questi dispositivi non sono perfetti, non significa consumatori dovrebbero venire condannati o rifiutati definitivamente”, hanno affermato Andrew D. Gershoff e Johnathan J. Koehler, gli autori della ricerca in questione.

Il loro studio ha rivelato che quando i consumatori si sentono traditi venendo a conoscenza dei rischi associati ai prodotti che dovrebbero garantire a loro sicurezza, reagiscono in modo emotivo e finiscono con il respingerli.

I due ricercatori hanno chiesto ai partecipanti all’indagine di scegliere tra due auto: una era dotata di un airbag che, molto probabilmente, sarebbe stato difficile che fosse riuscito a salvare una vita in caso di un incidente grave. L’altra vettura aveva un airbag che aveva un maggior numero di probabilità di salvare la vita ma aveva anche una piccola possibilità di causare la morte per la forza con la quale entrava in funzione.

La maggior parte dei partecipanti ha evitato l’airbag che aveva solo una minuscola possibilità di nuocere loro, nonostante l’eventuale danno da incidente sarebbe stato maggiore.

“I risultati mostrano che le persone hanno forti reazioni emotive quando i dispositivi di sicurezza hanno anche un potenziale molto piccolo di tradire la loro fiducia”, scrivono gli autori.

“Quindi, invece di soppesare i costi ed i benefici reali delle alternative di scelta, rifiutano queste opzioni in modo definitivo, anche se questo è peggio.”

A detta dei ricercatori, si potrebbe influenzare la gente a compiere scelte più sicure, costringendole a decidere per degli estranei piuttosto che per se stesse.

“Anche se questo ultimo metodo può sembrare contraddittorio, ha senso se consideriamo che le persone tendono ad essere meno emotive e a fare scelte meno emotive quando non coinvolgono se stesse o i propri cari” concludono gli autori.

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