Ufo su Gerusalemme? Io c’ero… Cerchiamo di capire il contesto…

I casi della vita… Ho trascorso l’ultima settimana in Israele  per un educational interessante ed intenso organizzato da GeaWay, del quale vi racconterò in seguito.

Giunta a casa ieri notte ho appreso, con molta sorpresa, che, a detta di molti mass-/new media il 28 gennaio, pare sia comparso un UFO sulla Spianata delle Moschee, nel cuore di Gerusalemme.

 

A corredare la notizia, tre video, resi pubblici uno di seguito all’altro, tramite You Tube e ripresi da altri mezzi di comunicazione (primo video, secondo video, terzo video).

Malgrado le riprese siano, apparentemente, inquietanti, gli esperti in elaborazione delle immagini hanno già dimostrato la loro non autenticità.

Invero, io c’ero e non è accaduto proprio nulla.

Ma che senso ha una simile montatura? Perchè è un evento ugualmente siginificativo? Che cosa ci insegna?

Pare che il fatto stia paralizzando tutto il movimento ufologico. C’è quasi l’impressione che dall’autenticità o meno delle testimonianze, dipenda l’attendibilità del discorso sulle altre forma di vita nell’universo e le loro presunte visite sulla Terra.

Alcune trasmissioni televisive dedicano addirittura uno spazio all’analisi dei video che circolano e ci invitano a spedire le presunte prove per analizzarle e spiegate i motivi scientifici per i quali possono essere ritenute credibili o semplicemente delle più o meno abili manipolazioni.

A detta degli esperti, a passare i test di veridicità, conservando un alone di mistero, sono non più del 10 per cento dei video o delle immmagini in circolazione.

Per inciso, l’episodio di Gerusalemme è l’ennesimo caso nel quale viene confuso un oggetto volante non identificato con una manifestazione di un’entità extra-terrestre.

Ossia creiamo un’indebita associazione di idee per la quale tutto ciò che non siamo capaci di spiegare razionalmente, di categorizzare entro uno schema mentale noto, crediamo sia alieno.

Inoltre i video di Gerusalemme, indipendentemente dalla loro ormai comprovata inautenticità, non autorizzano a considerare falsi anche gli altri avvisatmenti mentre, invece, enfatizzano la loro natura mediatica ed hanno portato agli estremi sia le posizioni degli scettici sia le posizioni dei possibilisti. 

Ormai è un po’ di tempo che, sui giornali, in Internet ed anche in televisione, vediamo molti articoli, posti e trasmissioni dedicati al tema degli UFO. Perché?

Una delle possibili risposte è eminentemente palese proprio nel caso Gerusalemme. Per leggere e capire quanto sta accadendo è, però, indispensabile contestualizzare la situazione attuale.

In primis non dobbiamo dimenticarci che siamo agli sgoccioli di un profondo cambiamento d’epoca.

Ci siamo già lasciati alle spalle la Modernità e la cosiddetta Postmodernità e stiamo, progressivamente, entrando in una nuova era.

Un periodo affatto diverso dal passato, all’insegna della complessità, di nuovi valori, di inedite logiche, di originali dinamiche sociali, relazionali, comunicative… Un’epoca che, proprio per la sua differenza da quanto siamo abituati, inevitabilmente non può che disorientarci, intimorirci… e che cosa c’è di più misterioso ed inquietante degli UFO?

Ma non è tutto qui. Che cosa sta succedendo, negli ultimi giorni, in Medio Oriente? L’Egitto, da anni il calmiere, l’ago della bilancia, il cuscinetto tra paesi arabi ed occidentali, è nella bufera.

La tensione si diffonde a macchia di leopardo dalla Turchia alla Siria, dall’Egitto al mondo intero. Come si concluderà la vicenda? Stiamo andando verso una guerra totale? Verso l’acclamata ed adorata apocalisse che invocano i catastrofisti postmoderni?

Sapete già come la penso io. Ed Israele, al momento, ne è la conferma. 

Malgrado quanto accade ai suoi confini, almeno per il momento, paradossalmente rispetto ai diffusi stereotipi non corretti, nello Stato aleggia una sensazione di sicurezza, di tranquilla.

Non c’è ombra di timori, di paure, di pericolo.

Di contro, nelle nazioni circostanti cresce a dismisura l’agitazione e l’irrequietezza.

Perchè, dunque, il presunto avvistamento, proprio a Gerusalemme e proprio sulla spianata delle Moschee.

Potrebbe essere una specie di proiezione, più o meno consapevole, dei dilaganti timori. Il fantasma del tanto pubblicizzato, quanto non assodato, scontro di civiltà.

La spianata delle Moschee è uno dei simboli forti dell’islamismo, nella Città Santa, nel cuore dell’ebraismo e del cristianesimo.

L’UFO è la proiezione delle nostre paure, del mistero, dell’imprevedibile, del “diverso”. Così collocando  l'”apparizione” in un simile luogo è come ammettere, implicitamente, che paventiamo l’inasprirsi dei conflitti tra le due civilizzazioni culturali.

In modo indiretto e, quasi paradossale, è anche un auspicio che tutti gli uomini superino le distinzioni religiose, politiche, economiche, sociali per unirsi, per aggregarsi, per coalizzarsi contro un presunto nemico esterno.

Le dinamiche sociologiche della coesione, del superamento degli attriti a fronte di un pericolo maggiore sono risapute.

L’alieno, a livello psicologico e simbolico, è il nemico comune, chi crediamo possa mettere in pericolo la sopravvivenza non di un popolo o di un altro, di una religione o di un’altra, ma dell’intera umanità.

Il nemico comune che si è incarnato, a seconda dei momenti storici e delle ideologie imperanti, talvolta nel diavolo, nel capitalismo, nei saraceni, nella peste, nella povertà, nella guerra…

Pertanto, tralasciando la concreta esistenza o meno degli extraterrestri, la loro presunta manifestazione è un tentativo di catalizzare e canalizzare le energie, le forze, l’attenzione su un obiettivo comune, superando le frizioni. Un tentativo di dare una risposta positiva alle incertezze, allo spiazzamento, al disorientamento davanti ad un’epoca molto più complessa del passato.

L’UFO è, allora, da un lato, la proiezione dell’ignoto, del futuro, dei terrori che attraversano il nostro animo individuale e la coscienza collettiva, un’inquietudine identificabile come una presenza incomprensibile difficile da gestire, da accettare, da spiegare.

Dall’altro può essere il nemico comune che, se gestito correttamente, potrebbe aiutarci a bypassare le contrapposizioni, i dissidi, i particolarismi nell’ottica UBI MAIOR MINOR CESSAT (davanti al male maggiore, i mali minori scompaiono).

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