2012: business, profezie, pseudo-scienza e verità

Libri, riviste, trasmissioni televisive, siti web continuano a speculare sul 2012, un ingente business fondato su una serie di ipotesi pseudo-scientifiche e che intercetta, abilmente, quanto spregiudicatamente, molti dei trend socioculturali emergenti della nuova era.

Il cocktail catastrofista ha tutti gli elementi indispensabili per catturare l’attenzione della gente ed innescare una serie di dinamiche molto pericolose a livello individuale e sociale, economico e culturale.

Una concatenazione di istanze che si riferiscono ai trend al recupero selettivo del passato, alla riscoperta della parte destra del cervello con tutte le sue varie funzioni non strettamente logiche e razionali, alle nuove forme di spiritualismo, al radicamento, alla rivoluzione antropologica in atto, alla complessità, eccesso di possibilità e conseguente disorientamento di chi non ha ancora indossato un paio di occhiali consoni a leggere, interpretare e gestire, l’inedito paradigma socioculturale… sono solo alcuni elementi dello scenario alle soglie del 2012.

Nel grande calderone di prove addotte dai catastrofisti rientrano eterogenee argomentazioni.

 

LANTICHE PROFEZIE

Una serie di antiche profezie di civiltà scomparse disseminate su tutta le terra: dai Tihuanaco ai Maya, dai nordamericani Hopi agli africani Dogone, sino ai cambogiani adoratori del dragone Kmer. La profezie più celebre e menzionata è legata al calendario Maya. In un recente viaggio in Messico, mentre discutevo con la guida sulle tradizioni e leggende locali, abbiamo avuto modo di intrattenerci a lungo al riguardo.

Alla fine del colloquio è emerso che il 20 dicembre 2012 per i Maya non era una data caricata di valenze apocalittico catastrofistiche, come molti tendono a suggerire oggi, bensì un momento di festa e di celebrazioni per la fine di un periodo e l’inizio di uno nuovo.

L’atmosfera e lo spirito sono di un  normale capodanno.

Per inciso, i Maya avevano tre diversi calendari per misurare il tempo: il Tzolk’in, di stampo religioso, composto da 260 giorni; lo stagionale, calibrato sul sole, di 365 giorni, ed il Lungo Computo, di 1.872.000 giorni, ossia circa 5.125 anni.

L’atteggiamento millenarista, apocalittico, catastrofista che si è innestato sulla ricorrenza gioiosa è opera del pessimismo Postmoderno, della sua miopia ed incapacità di abbandonare i vecchi schemi mentali per sposare i nuovi in sintonia con la nuova era.

E la disponibilità di molti a credere al business del 2012 è ampiamente alimentata da una crescente consapevolezza che l’era Moderna e Postmoderna sono ormai tramontate inesorabilmente, e qualcosa di originale, fresco è iniziato, anche se pochi riescono già a vederlo e comprenderlo.

Parimenti inattendibile è l’ampia rosa di supposizioni fiorita per spiegare come avverrà la fine del calendario Maya: dall’inversione di poli terrestri all’arresto del moto terrestre (secondo alcuni alla fine del calendario Maya il nostro Pianeta per si bloccherà per 72 ore per, poi, riprendere a ruotare al contrario determinando la fine dello “scudo” magnetico che la protegge dalla radiazione cosmica e solare), da una guerra nucleare ad una qualche pandemia influenzale, dall’impatto con un asteroide, il Pianeta X o, con il famigerato Nibiru (caratterizzato dall’avere un’orbita al di là di Plutone)all’esplosione di una supernova, sino a qualche, vaga, idea di una più soft e semplice trasformazione spirituale.

 

II FATTI “SCIENTIFICI”

Nel novero delle molte evidenze etichettate come “scientifiche” rientrano da un alcuni fatti reali ad ipotesi ed interpretazioni molto arbitrarie e fantasiose di eventuali effetti sul mondo.

In vetta alla classifica delle dimostrazioni più citate c’è il solstizio d’inverno che, il 21 dicembre 2012, vedrà il allinearsi di nuovo, dopo 26.000 anni, con il centro della Via Lattea.

Invero, il solstizio è un evento che si ripete, sempre, tutti gli anni, due volte senza che capiti mai nulla di anomalo o sconvolgente.

Pertanto è molto improbabile, se non impossibile, che un allineamento tanto lento e tra due strutture completamente differenti, quali una stella ed una galassia, possano sortire dei mutamenti così repentini ed epocali.

Ancora più inattendibile e senza nessuna prova scientifica è l’idea avanzata da un’èquipe di studiosi russi capeggiati da Alexey Dmitriev convinti che il sistema solare sia entrato in una nube energetica che sta contemporaneamente alimentando e destabilizzando il Sole e tale nube dovrebbe arrivare alla Terra tra il 2010 e il 2020 con esiti disastrosi.

Vero è che l’attività solare, che ha un ciclo di circa 11 anni, nel 2012 raggiungerà il picco provocando tempesta solari, aurore boreali ed una serie di eventi collaterali che, però, non avranno mai la portata di annientamento prevista dai catastrofisti.

 

ALTRI EVENTI

Non manca poi nemmeno chi annuncia il risveglio di vulcani (in particolare lo Yellowstone in US) con esiti dirompenti, altri terremoti, tsunami, inondazioni, uragani.

E, nel lungo elenco di segni premonitori, gli apocalittici non si sono nemmeno lasciati scappare alcune situazioni ancora irrisolte, come l’improvvisa morte di stormi di uccelli, branchi di pesci, o sciami di api.

Passando poi al “contributo” diretto dell’uomo, non mancano le varie tematiche dell’inquinamento, dell’effetto serra, della deforestazione alle quali si aggiungono l’instabilità politica, valoriale, la crisi economica…

 

Invero, il 22 di dicembre 2012 saremo ancora tutti, come sempre, indaffarati con il preparativi per il Natale, tutti intenti a pensare alle vacanze natalizia, a spedire gli auguri, a preparare il cenone… ma qualcosa sarà cambiato davvero?

La risposta è affermativa. Ma non dobbiamo aspettare il 2012 per vedere la profonda trasformazione che stiamo attraversando. Si tratta di un passaggio d’epoca simile alla scoperta della ruota, al 1000 d.C., alla Rivoluzione Industriale…

Uno spartiacque che ci sta aprendo davanti le porte di un mondo nuovo, con valori diversi dal passato, all’insegna dell’empatia, del Wellthiness, dell’olismo, dell’unità-nella-molteplicità, della riscoperta di tutta la sfera esistenziale che fa capo alla parte destra del nostro cervello, di una maggiore coscienza, resposnsabilità, riflessività, sensibilità, di una più stretta interconnessione ed interdipendenza, di una più sincera solidarietà ed armonia con noi stessi, con il nostro piccolo mondo e con il cosmo.

Riassumendo, dunque, se, da un lato, l’alone di nichilismo che avvolge il presunto evento del 2012 è il colpo di soda ed il risultato del morente pessimismo Postmoderno, il cuore pulsante e vibrante del tutto è una irrecusabile verità: il mondo è cambiato, l’uomo è profondamente diverso dal passato, si sta dischiudendo una nuova era, una nuova civiltà, la civiltà dell’In-divisuus, dell’empatia, della responsabiltà…

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Una Risposta to “2012: business, profezie, pseudo-scienza e verità”

  1. […] In uno scenario tanto complesso, si levano, come ormai di consueto, tra le altre voci, anche le profezie e previsioni di una schiera di catastrofisti convinti che tutto ciò rientri, ancora una volta, nei segni premonitori dell’imminente apocalisse. […]

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