Per trovare l’anima gemella stiamo attenti a che numero di figlio siamo?

Un antico dilemma che, da millenni, mette a confronto due scuole opposte di pensiero, circa le relazioni interpersonali, ed, in particolare, le affettive è se si attraggano di più i simili o gli opposti. Ossia se funzioni meglio una coppia con caratteristiche, interessi, aspettative affini o contrapposti.

La questione potrebbe apparire futile o banale, invero, pensando alle persone delle quali ci circondiamo, una risposta potrebbe anche aiutarci a capire meglio noi stessi oltre che gli altri.

Gli ultimi studi sulle affinità elettive di coppia tendono a miscelare antichi saperi e nuove scoperte in vari campi e sembrano propendere maggiormente per la teoria dell’opposto attrae opposti.

Così, stando a quanto sostiene la psicologa clinica Linda Blair, per trovare il tuo partner ideale, potrebbe essere molto più semplice di quanto tu possa credere.

Blair sostiene che il fattore che esercita la più potente influenza su di tutti noi al momento della scelta del compagno o della compagna è l’ordine nel quale siamo nati.

Ciò non riguarderebbe soltanto il nostro carattere, ma anche la carriera e le relazioni.

Un figlio primogenito ha dei tratti differenti rispetto a chi è nato dopo o chi è l’ultimo dei fratelli.

Così, per esempio, se il tuo/la tua partner è l’ultimo figlio e tu sei un primogenito, probabilmente scoprirete di andare molto più d’accordo che se siete entrambi i primi o gli ultimi nati.

Analogamente, se siete entrambi figli unici, secondo la studiosa, ci potrebbero essere problemi in futuro.

Prendiamo il caso di un primogenito ed una figlia ultima: per la massima che ‘gli opposti si attraggono’ è un buon punto di partenza, così le relazioni tra primogeniti ed ultimi figli sono, spesso un’alchimia perfetta, a detta di Blair.

Semplicemente perché il figlio maggiore rischia di essere una persona organizzata molto di più degli altri fratelli, mentre, invece, un ultimo nato rischia di essere più dipendente da qualcun altro, ma tende anche ad essere meno organizzato.

Non solo, ma il più giovane in una famiglia ama di più il divertimento del maggiore, il quale, invece, prende le varie situazioni ed i vari impegni in modo un po’ meno leggero e frivolo, non fosse altro che, da sempre, si è sentito dire “sei il maggiore, devi dare il buon esempio”.

Invero, però, non va nemmeno trascurata un’ultima questione che, secondo la psicologa, potrebbe anche causare un problema: i figli ultimi mettono molta più passione in ciò che credono e nelle proprie opinioni personali, una qualità che potrebbe essere incompatibile con l’abitudine dei primogeniti di essere molto più convenzionali e legati alle regole tradizionali.

Invero, l’ipotesi qui menzionata è interessante anche per un altro motivo: ammesso che l’era antica e moderna si siano caratterizzate per le logiche manichee o…o, e la postmoderna per il relativismo e…e, una teoria dell’attrazione degli opposti in quale delle due correnti si potrebbe collocare? Ed una dell’attrazione degli identici?

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