Il fantasma del monaco visto da dei ragazzi

Nell’interminabile teoria di più o meno presunti avvistamenti di fantasmi, si distingue il caso dei tre ragazzi che, in apparenza, hanno, incidentalmente, filmato lo spettro di un uomo.

Il video, girato in una casa in costruzione, con un telefono cellulare, sembra essere attendibile.

I ragazzi sono davvero terrorizzati al duplice incontro con una sagoma dalle vaghe parvenze di un monaco.

E, pare che, in effetti, non molto distante dal luogo dell’avvistamento, un tempo, ci fosse un monastero.

Sospendiamo la valutazione sull’attendibilità e la veridicità dell’accaduto.

Proviamo, invece, ad indossare gli occhiali della sociologia e di chi vuole capire i possibili messaggi impliciti dell’evento.

I protagonisti sono tre normalissimi ragazzini che giocano tra di loro con i telefonini: si riprendono reciprocamente, ascoltano la musica, ballano.

Qui l’idea che passa è di una situazione ordinaria e quotidiana.

Il contesto è un po’ diverso dai tradizionali luoghi di manifestazioni di entità soprannaturali.

Non è un rudere, un castello, una vecchia casa, ma un edificio nuovo, anzi, non ancora concluso.

Il significato è che, a differenza del passato, oggi, non c’è più una netta distinzione, a compartimenti stagni, tra realtà e fantasia, tra luoghi e tempi del mistero, dell’occulto, della magia e luoghi e tempi della razionalità, dell’evidenza scientifica…

Il fantasma del monaco che appare ai ragazzi dotati di high tech, potrebbe addirittura essere letto come la loro coscienza, il loro passato, le loro origini che li riportano ad un mondo nel quale le certezze date dai nuovi strumenti, dalle nuove scoperte scientifiche, dal razionalismo, sono costretti, comunque, ancora una volta a fermarsi ed interrogarsi davanti al mistero, all’incomprensibile, alla vita ed alla morte.

La paura ed il panico dei ragazzi è un segnale forte che, malgrado tutto, nell’uomo resta sempre il timore dell’ignoto perchè è una sua parte intrinseca che non può essere cancellata o rimossa, malgrado i vani tentativi compiuti nella Modernità.

Interessante è l’atteggiamento spavaldo di uno dei protagonisti che, potrebbe rappresentare molto bene, il prototipo dell’uomo moderno. Sicuro di sè, della propria ragione, delle proprie facoltà razionali a tal punto da schernire e denigrare tutto ciò che vi esula: dalla fede religiosa alla credenza in fenomeni sopra-natuali…

Potremmo, invece interpretare, il panico dei suoi amici come metafora dei dubbi, delle incertezze, delle esitazioni che attagliano l’uomo di oggi nel suo affacciarsi ad una nuova era estremamente, complessa, caotica, turbolente. Un periodo nel quale non avendo più, alle sue spalle, grandi certezze, verità assolute, l’uomo è costretto a cercare di capire il mondo con gli strumenti e le categorie a sua disposizione.

Quando rivedono la seconda volta il fantasma tutti e tre i bambini lo riconoscono come tale, si allineano sulla sua definizione e credono all’esistenza di qualche cosa di strano, di misterioso che, perciò, li spaventa.

Ammettere le proprie paure e debolezze, non è infamante, non è vergognoso, anzi, è indice di una profonda maturità e consapevolezza dei propri limiti. Un pregi, dunque, e non più un difetto come ci aveva insegnato, per decenni, la Modernità.

Ciò non significa, però, nemmeno abbandonarsi al pessimismo, al nichilismo dell’era postmoderna.

La nuova generazione di uomini è molto più riflessiva, più consapevole, più sensibile, più empatica, più autocosciente di sé e non indugia più a manifestare i sentimenti che la attraversano o le incertezze che la costellano.

Il fantasma del monaco è proprio lo spettro del nostro passato, della nostra essenza più profonda, della nostra coscienza più vera che viene evocato, sembra, proprio dalla musica, tramite il telefonino. Ed anche qui, volendo cercare un senso a ciò, è il punto di chiusura del cerchio, dove il futuro (le tecnologie, la scienza, la razionalità) si ricongiunge al passato (il monaco, il mistero, la coscienza, la spiritualità) dando vita ad una realtà aumentata, più ricca, più sfumata, quale è, per esempio la dimensione del Wellthiness.

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2 Risposte to “Il fantasma del monaco visto da dei ragazzi”

  1. Se fate caso a 1’06 ed 4’44 in questi minuti si vede l’ombra della tonaca per terra, poi s’intravede anche l’ombra sotto il lenzuolo.

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