Ella Anderson: il miracolo della bambina morta e congelata che torna a vivere

Il freddo può essere letale per l’uomo eppure ci sono centinaia di persone che si fanno congelare sperando, un giorno, che qualcuno trovi il modo per risvegliarle ridonando a loro la vita.

Ma per Ella Anderson, una neonata inglese, la storia è diversa è una vicenda di gelido calore vitale, un mistero nel quale si intrecciano le più sofisticate ed avvenieristiche frontiere della medicina ed il prodigio del Wellthiness.

La piccolina ha subito un arresto cardiaco per avere perso molto sangue mentre si trovava ancora nell’utero della mamma. Una volta partorita, ci sono voluti 25 minuti prima che ritornasse in vita.

Ogni anno muoiono circa 1.000 bambini o riportano danni cerebrali causati dalla  mancanza di ossigeno alla nascita.

Tra i sopravvissuti molti riportano gravi danni invalidanti come la paralisi cerebrale.

La stampa inglese, nel dare la notizia che sa quasi del miracoloso, sottolinea che Enna ha sofferto di anossia, ovvero di mancanza di ossigeno, perciò i medici hanno temuto che potesse, a sua volta, o morire o subire irreparabili danni cerebral.

Così, l’hanno immediatamente mandata in un altro ospedale, l’Addenbrooke’s di Cambridge, dove l’hanno sottoposta ad un trattamento di raffreddamento all’avanguardia  mantendendola in uno stato di congelamento, ad una temperatura corporea di 33,5°C per 72 ore.

Così hanno rallentato il normale metabolismo del cervello consentendogli di auto-ripararsi.

Rachel Claxton, la mamma 32enne di Ella, ha ammesso: “Non riuscivo a resistere, aspettando di prenderla tra lebraccia per la prima volta e do darle un abbraccio per riscaldarla. Non possiamo ancora essere sicuri del futuro, o dei problemi che potrebbe affrontare, ma finora si sta rafforzando di giorno in giorno”

John Anderson, il papà, in un’intervista, ha spiegato: “Quando ci siamo recati a vederla in ospedale, era collegata a ogni tipo di tubi e macchinari possibili e immaginabili. Ho appoggiato la mia mano sulla sua testa, e al contatto era fredda come il ghiaccio”.

Per evitare ulteriori danni cerebrali, per risvegliare Ella la sua temperatura è stata aumentata di mezzo grado per volta.

Nove mesi dopo, Ella non ha mostrato nessun tipo di anomalie dovute alla procedura che le è stata applicata, sebbene deabba essere sottoposta a della fisioterapia.

Il suo pediatra, Topun Austin ha detto che la procedura di raffreddamento è molto importante per i bambini che non sono in grado di ottenere la quantità di ossigeno indispensabile durante il parto.

“Un tempo si pensava che chi nasceva in mancanza di ossigeno riportasse un danno cerebrale istantaneo. In realtà ci vogliono alcuni giorni prima di riportare delle conseguenze. Ma fino a poco tempo fa non esisteva alcuna possibile cura per questo tipo di problemi. Ora però il raffreddamento è considerato universalmente come la terapia standard per i neonati, come Ella, che soffrono di una carenza di ossigeno alla nascita. E’ molto importante che i bambini che hanno i requisiti per questo tipo di trattamento siano identificati presto, perché prima inizia il raffreddamento e meglio è”

In Italia la tecnica del raffreddamento neurologico è stata studiata da in vari centri tra gli altri anche al Buzzi di Milano.

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