Visione remota (Remote Viweing): i segreti di un nostro talento accantonato?

Il grande dibattito sui nostri più o meno utilizzati talenti e facoltà, inclusa la Visione Remota, non di rado si riversa nel grande tema dell’evoluzione della specie umana.

Per alcuni, in epoche relativamente recenti, il nostro percorso si distinguerebbe per una progressiva perdita, più o meno consapevole, di alcune delle nostre facoltà più significative.

Pertanto, ammesso che la vista abbia ancora il monopolio dei sensi, pare che oggi sappiamo vedere solo tramite gli occhi, ignorando altre capacità di visione legate alla nostra mente ed alle nostre sensazioni.

Ossia, pare che abbiamo nettamente ridimensionato il peso attribuito ai nostri istinti, alle nostre capacità intuitive, credendo, invece, solo a ciò che i limitati sensi fisici ci permettono di vedere.

Invero, il sorgere di una nuova generazione di uomini (In-divisuus Olisticus) antropologicamente, fisiologicamente, psicologicamente e culturalmente, diversa dalla precedente, con una spiccata sensibilità e sensorialità, tende un po’ a rivalutare il discorso. Tuttavia, in linea di principio, sino all’avvento dell’era appena iniziata, di fatto, per un simile depotenziamento sensoriale, siamo diventati meno consapevoli di molte sfaccettature della realtà.

La capacità di vedere oggetti, persone, situazioni distanti nel tempo e nello spazio è una delle varie facoltà che si sono progressivamente affievolite.

Di fatto, tra le così dette esperienze di percezioni extra-sensoriali (extra-sensory perception –ESP) c’è la Visione (Remote Viewing –RV), una capacità che ci consente di ottenere delle impressioni su qualcosa che si trova distante (nello spazio e/o nel tempo) tramite le nostre facoltà paranormali.

Di norma, un soggetto che vede a distanza, si ritiente che riesca a fornire una serie di informazioni su un oggetto che non può vedere fisicamente.

IL CONTESTO

Tra la fine degli anni 60 e gli inizi del 70, soprattutto negli States, ha iniziato a diffondersi una grande attenzione per i fenomeni dell’occulto e psichici e molti hanno cercato di di dare a loro una veste pseudo-scientifica.

L’emergere della New Age e la popolarità del movimento intitolato al potenziale umano ha innescato un mini-rinascimento rinnovando l’interesse per gli studi sulla coscienza e gli studi psichici riuscendo ad ottenere anche una serie di finanziamenti per compiere delle ricerche.

Così, tra gli altri campi analizzati dalla parapsicologia, si è sviluppato il tema della psicocinesi (la capacità mentale di interagire con oggetti inanimati o, talvolta, anche animati).

Un altro ambito riguarda le esperienze pre-morte (la NDE – Near Death Experiences) testimoniate chi si risveglia dal coma o da chi si trova ad un passo dalla morte.

Uno dei campi di indagine più fertili, è stato, però, proprio l’ESP (ExtraSensory Perceptions) che si concentra su tutti i tipi di informazioni ottenute al di fuori dei cinque sensi.

Ed è proprio in un simile contesto che si inserisce la Vista Remota, al momento ritenuta un ibrido tra scienza e parapsicologia.

Ad aumentare l’alone di mistero che la circonda è la sua origine legata ad un segretissimo progetto condotto dalla CIA negli anni della Guerra Fredda, poi esternato da una serie di ex-agenti partecipi delle operazioni.

Il termine Visone Remota è stato introdotto da due parapsicologi, Russel Targ e Harold Puthoff nel 1974

Pertanto, lo stato dell’arte, al momento, vede una prima serie di esperimenti scientifici, degli anni 60-70, che sembra abbia dato una serie di risultati positivi, non confermati, però, dagli studi più recenti, svolti in condizioni rigorosamente controllate.

Quindi la Visione Remota, resta, come tutti gli altri fenomeni di percezione extra sensoriale, una pseudo-scienza.

CHE COSA E’ LA RV.

A detta dei fautori della RV chi ne è dotato, è in grado di raccontare quanto sta accadendo in un luogo remoto o di descrivere in modo approfondito e dettagliato eventi e circostanze occorsi nel passato.

Le tecniche di insegnamento dell’RV si basano sull’idea che tali facoltà non si possono apprendere o trasmettere studiando, tuttavia si può imparare ad allenare e ad espandere le proprie facoltà percettive.

È un po’ come avviene quando frequentiamo un corso di somellier: lentamente impariamo a riconocere ed affinare le nostre capacità visive, gustative ed olfattive.

I trainer di RV hanno, dunque, come obiettivo, di insegnare a trasferire le informazioni dal subconscio alla coscienza vigile, dove possono poi essere decodificate, rese comprensibili ed espresse con chiarezza.

Nell’ambito degli studi di RV ci sono due scuole contrapposte: l’una sostiene che non funziona, l’altra che funziona sempre.

Invero, entrambe le parti hanno ragione ed entrambe hanno torto.

Ci vogliono molta costanza, pazienza ed una lunga pratica ma alla fine, sempre secondo i sostenitori, i viewer più esperti possono ottenere dei risultati positivi fornendo descrizioni incredibilmente accurate e senza errori.

Le informazioni sembra che provengano da un campo di pure informazioni, non energia, detto “the Matrix”.

“The Matrix” pare sia dietro ogni processo energetico e che i normali strumenti non possano rilevarlo. Sembra sia nell’ambito del mitico, aristotelico etere mitico, che i fisici sanno esistere ma non riescono a rilevare sperimentalmente.

The Matrix è anche descritto come la conoscenza universale, collegata in piccola percentuale ad ognuna delle singole conoscenze individuali.

Non ha nulla a che vedere con la famosa saga cinematografica omonima, qui è semplicemente il pensiero universale che agisce con il personale, in una prospettiva molto olistica.

Così per i sostenitori della RV la coscienza originale ha un incalcolabile numero di connessioni al pensiero generale.

Ogni connessione è progettata per una determinata percentuale del tempo della Vita (intesa come la Vita in generale, non l’individuale).

Ogni connessione è legata ad uno specifico personaggio che vive l’esperienza di una singola vita, circondato da altre particolari entità, tutte contenute nel loro insieme nell’illusorio spazio/tempo chiamato “Realtà”.

Ed ancora, ogni individuo è in grado di entrare in contatto, tramite la propria connessione, con il pensiero generale, che contiene ogni dato di ogni singolo luogo ed esistenza, in ogni tempo.

La capacità di avvalersi di tali tecniche e di descrivere ogni cosa, in ogni momento, e qualsiasi persona o situazione, è la Vista Remota. Il temine “viewing”, invero non è molto corretto per descrivere il processo in atto in quanto i Remote Viewer oltre ad ottenere delle immagini, possono anche percepire odori, sapori, suoni, e molte altre sensazioni corredate da dati emotivi e concettuali.

Il “remote viewer” spesso lavora con una persona (tasker) che lo guida verso ciò che deve vedere (target).

Fondamentale è il fatto che il viewer non ha nessuna idea o conoscenza del luogo nel quale deve andare ossia è “cieco”. Potrebbe essere qualsiasi cosa, ovunque ed in qualsiasi momento.

Ciononostante, riesce a descrivere nel dettaglio tutti gli aspetti del target.

La RV è stata utilizzata per individuare persone rapite (come è capitato nel 1981 quando è stato rapito dalle Brigate Rosse un generale), per identificare il luogo preciso dive si sono schiantati aerei, per lo spionaggio internazionale.

Malgrado sia stata utilizzate per fini governativi, la RV, ammesso che esista, resta, comunque, una nostra facoltà personale.

E sebbene ci siano dati statistici che dimostrano quanto sia servita per azioni meritorie (ritrovare dispersi, rapiti,…) oltre che per altre di dubbia validità, resta il fatto che è un talento che ciascuno di noi potrebbe/dovrebbe sviluppare anche in un ottica di Wellthiness.

3 Risposte to “Visione remota (Remote Viweing): i segreti di un nostro talento accantonato?”

  1. Dove posso contattare un (tasker) per fare un po’ di pratica? Oppure ci devo pensare io….

  2. […] tema della percezione extrasensoriale (Extra-sensory perception – ESP) sta diventando sempre più di attualità culturale. Così, nel naturale diverbio tra i suoi […]

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