L’intrigante dominio della mano destra

Spesso crediamo che i nostri giudizi di valore, di qualità, di preferenza siano razionali, liberi ed immutabili, invero, non è sempre così.

 

 Le opinioni che abbiamo sul mondo che ci circonda sono influenzate dalla nostra cultura di appartenenza, dai valori nei quali siamo immersi e, persino dal fatto che siamo destrimani o mancini.

Se a ciò aggiungiamo il grande cambiamento antropologico in corso, ossia il fatto che dopo millenni di predominio del lobo sinistro del cervello (la parte prevalentemente adibita alla logica, la razionalità, la matematica, il linguaggio verbale…) sta sempre più lasciando il passo al destro (delegato alle emozioni, alle sensazioni, alle intuizioni…), l’argomento è più che mai di attualità, di interesse ed in sintonia con il Wellthiness.

Giova, forse ricordare, il curioso fenomeno della decussazione, ossia che la parte destra del nostro cervello guida, prevalentemente, la parte sinistra del nostro corpo, mentre il lobo sinistro si occupa della nostra destra (ossia la mano destra è guidata dalla sinistra).

Una recente ricerca, pubblicata online il 9 marzo 2011, in Psychological Science, rivela  che i destrimani tendono ad associare tutto ciò che accade nello spazio alla loro destra a qualcosa di positivo ed a connotare negativamente quanto ha luogo alla loro sinistra. Di contro, per i mancini è meglio la realtà alla loro sinistra nei confronti di quanto si trova alla loro destra.

Lo studio prova, inoltre, che una simile convinzione è facilmente modificabile.

In breve, per i destrimani la destra è buona e per i mancini sinistra è buona, ma la loro opinione non è poi così rigida come potrebbe sembrare.

Per i destrimani, dunque, a livello di concezione generale e di linguaggio, le idee positive sono collegate con la parte destra dello spazio e le idee negative con la sinistra.

Per inciso, ritornando alla nostra matrice culturale giudaico-cristiana, il buon ladrone era crocefisso alla destra di Gesù, il cattivo alla sinistra; nel Giudizio Universale, i cattivi staranno alla sinistra di Dio mentre i buoni alla destra del Padre…

È bello e buono essere in un’area “a destra” e male o cattivo essere “a sinistra”.

A rafforzare tale assunto, possiamo anche ricordare che in inglese “destra” si dice “right” che, non a caso, è lo stesso termine con il quale si traduce “giusto”.

Un esperimento del Max Planck Institute e della University of Pennsylvania, ha chiesto ad alcune persone di scegliere tra due prodotti da acquistare, quale di due candidati per un lavoro assumere, o che di due creature aliene sembrasse più intelligente.

I destrimani hanno teso ad optare per il prodotto, la persona o la creatura aliena alla loro destra, laddove, invece, i mancini per tutto ciò che era alla loro sinistra.

Daniel Casasanto del MPI ritiene che le concezioni che abbiamo del bene e del male dipendono, in parte, dal nostro modo di usare le mani.

“La gente”, spiega Casasanto, “può agire in modo più fluido con la mano dominante, e, quindi, riesce a fare cose migliori con la destra. Non stupisce, allora, se inconsciamente, finisce con l’associare quello che c’è di buono e di positivo con il suo ‘lato fluente’ dello spazio”.

Per verificare una simile ipotesi, Casasanto e colleghi hanno anche studiato il modo naturale di giudicare il bene e il male, da parte dei destrimani quando indossano un guanto da sci sulla mano destra.

Le persone colpite da ictus hanno rivelato le associazioni tra lo spazio e la bontà che sono implicite in chi è sano.

I pazienti che hanno perso l’uso della mano sinistra, sono inclini ad adottare il comune schema “destra-è-buono”.

Ma i pazienti che hanno perso l’uso della mano destra in seguito al danneggiamento dell’emisfero sinistro del cervello, associano preferibilmente il buono alla sinistra, come avviene spontaneamente nei mancini.

“La gente, di solito, pensa che i suoi giudizi siano razionali, ed i concetti che utilizza siano stabili. Ma se indossa un guanto per alcuni minuti, può invertire le proprie opinioni sul bene ed il male. Forse la mente è più malleabile e flessibile di quanto pensassimo”, conclude Casasanto.

Un altra ricerca, condotta dall’Università di Aberdeen, nel Regno Unito, e pubblicata nel numero di aprile di Cortex Elsevier, ha cercato di scoprire perché la maggior parte di noi (il 90%), è prevenuto nei confronti dell’uso di una mano piuttosto che dell’altra.

I ricercatori, credo che la spiegazione si possa trovare nelle azioni che ci impongono di utilizzare entrambe le mani allo stesso tempo. Da ciò trarremmo la propensione ad optare per la mano destra anziché per la sinistra.

Per lo studio, il team ha chiesto a persone destrimani e mancine di raggiungere un paio di oggetti con entrambe le mani allo stesso tempo e, subito dopo, uno solo con la mano più vicina.

Poco prima che iniziassero a muovere la mano singola, ai partecipanti alla ricerca è stato somministrato un lieve impulso vibratorio su una delle due mani dando loro un indizio su dove sarebbe apparso l’oggetto da toccare, e quindi quale mano avrebbe dovuto muoversi.

In alcuni casi, l’impulso è stato dato alla mano sbagliata, il che significava che i soggetti dovevano trattenersi dall’raggiungere l’oggetto proposto, con la mano segnalata.

I risultati hanno mostrato che i volontari destrimani trovato molto più difficile affrontare la situazione dell’indicazione non corretta data sulla mano destra, e che, in questo caso, compiono molti più errori e trovano una maggiore difficoltà a trattenersi. È quasi come se la mano destra sia già pre-selezionata dal nostro cervello, quando dobbiamo compiere un compito con solo una delle due mani.

I soggetti mancini non ha mostrato tali asimmetrie, il che suggerisce che siano meno prevenuti nel ricorso alla loro mano piuttosto che all’altra.

“Una spiegazione di simili risultati è che la scelta della mano da usare è legata al lato sinistro del nostro cervello, ossia specializzazione emisferica dedicata al parlato ed al linguaggio”, ha detto David Carey della University of Western Ontario in Canada.

“Molti mancini hanno un cervello destrimane, che indebolisce la tendenza tipica verso la scelta della loro mano dominante: la sinistra”.

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2 Risposte to “L’intrigante dominio della mano destra”

  1. […] su un computer, che esistono fenomeni straordinari come la sinestesia o il recente shift del potere dalla parte sinistra alla destra del cervello… altri scienziati, come gli esperti di Harvard, cercano di smontare il luogo comune, il mito del […]

  2. Be’ non c’e’ che dire, e’ interessante.
    Questo mi spinge a cercare il famoso equilibrio di Gesu’, cercando di adottare entrambe le mani per fare le stesse cose, cosi da dover avere un equilibrio tra il lobo piu spirituale e quello piu materiale.

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