19 marzo la festa del papà: significati, figure e ruoli

La festa del Papà è celebrata, in Italia, come in molti altri paesi di matrice cattolica, il 19 marzo, il  giorno dedicato a San Giuseppe.

Di Giuseppe, il padre putativo di Gesù, sappiamo poco ma la sua figura racchide in sè i tratti archetipici del ruolo paterno nella nostra Civilizzazione.

La tradizione ce lo presenta come un uomo molto più anziano di Maria. Così, almeno, sino ad un recente passato, all’interno della coppia è sempre stato l’uomo ad avere un’età maggiore nei confronti della donna.

Inoltre, nella cultura ebraica, come nell’immaginario collettivo che stiamo faticosamente riconvertendo dopo una devastante parentesi moderno-postmoderna, grazie alla progressiva geriatrizzazione della società, la maturità di Giuseppe, la sua barba bianca, ne simboleggiano la saggezza ed, in un certo senso, anche una certa sapienza.

Una sapienza semplice ed umile, eppure tanto grande da renderlo degno di essere padre del Figlio di Dio, del Figlio dell’Uomo. Non è, dunque, un caso che Yoseph, in ebraico, significhi “Dio mandi altri figli”.

Giuseppe  è l’emblema della sensibilità, della capacità dell’uomo di mettersi in ascolto, di leggere le labili tracce degli angeli, di credere alla Parola portata dall’Annuncio, di serbarla stretta nel suo cuore, di obbedire ad un Padre che è ancora più grande di lui, che è ancora più amorevole di lui, dal quale egli ha molto da imparare e che, per ciò, rispetta e venera.

Non stupisce, dunque,  che il magistero pontificio l’abbia proclamato “Patrono della Chiesa universale”.
Giuseppe è il modello di una fede totale, non ottusa, calata nella quotidianità, di una forza morale e spirituale che gli consente di sopportare la desolazione, quando pensa di dover ripudiare Maria già gravida, di dovere fuggire in Egitto per salvare il proprio figlio in fasce. Ma è anche l’alfiere della speranza, della fiducia, della consapevolezza di non volere rinunciare al grande onore e compito della paternità, di non soccombere alle sfide ed alle difficoltà del mondo perché sa di essere nel giusto, di dovere portare fino in fondo il proprio impegno di padre.

Il suo gesto coraggioso di non ripudiare e condannare pubblicamente Maria,  ci ricorda la responsabilità del marito e del padre. Perché,malgrado quanto sostengano alcuni, la figura del padre, come quella della madre, è fondamentale ed imprescindibile per lo sviluppo di un bambino. Le famiglie monoparentali o omosessuali, nonostante quanto se ne dica,  

Ed ancora, Giuseppe è l’uomo che non si vuole mettere in primo piano, ma sta nell’ombra, nell’ombra di Maria e di Gesù. Un uomo tanto discreto quanto importante, perchè spetta a lui di mantenere la Sacra Famiglia, tramandare ed insegnare al figlio la Legge nonché il mestiere di falegname. Un lavoro umile, nel quale rieccheggia il gesto di (ri-)creare, con la fatica del lavoro ed il sudore della un oggetto, un utelsile, dal legno, una creatura di Dio.

L’uomo al quale è chiesto di prendersi cura della moglie e dei figli, sapendo quando compiere un passo in dietro ma senza esimersi dall’intervenire in modo normativo ed educativo.

La figura del padre, non di rado, è stata accostata ai grandi “padri fondatori” di religioni, filosofie, casati, patrie… Non si tratta solo di un’espressione di società di chiaro imprinting maschile. 

I padri fondatori, gli eroi, sono uomini che diventano dei veri e propri modelli di comportamento, danno i valori, le regole per il funzionamento della società. Esempi, modelli, protettori per la loro genia, per il loro popolo, per i loro seguaci.

E qui il pensiero non può che andare a grandi uomini che, per il loro coraggio e la loro posizione, molti considerano, in modo metaforico, come padri: da Papa Giovanni Paolo II a Gandhi, da Martin Luter King agli eroici giapponesi che, proprio in questo istante, si trovano nella centrale di Fukushima a cercare di domare il mostro atomico mettendo in serio pericolo se non sacrificando la vita per i loro figli, per le loro famiglie, per i loro posteri, ma anche per noi tutti!   

IL PAPA’ OGGI

Ma come e cambiato e quale è il ruolo del papà oggi?

Con l’evoluzione della società, la figura del papà si è profondamente trasformata: da semplice genitore autoritario, autorevole e normativo (che deve dare le regole e badare che vengano rispettate), ossia come direbbe Freud, la proiezione del nostro Super-Ego, di norma, ha leggermente smussato i suoi tratti introducendo maggiormente anche una dimensione affettiva.

I papà di oggi sono molto più collaborativi nella crescita dei figli: non si limitano più ad intervenire sulla linea di fondo da adottare, ma si lasciano coinvolgere in prima persona anche nelle piccoli aspetti e nelle banali questioni della quotidianità.

Ormai non ci stupisce più di vedere o di sentire che un papà si mette in maternità, o di un papà casalingo o, persino, di un papà che, per non si sa ancora di preciso per quale motivo bio-psico-fisiologico, riesce ad allattare i figli.

Non mancano però alcune minacce al compito del papà oggi: la complessità della congiuntura ha visto alcuni padri, anche in Italia, che, disoccupati, si sono tolti la vita per la disperazione di non riuscire a mantenere la famiglia ed i figli.

C’è poi la latitanza del ruolo paterno nelle coppie separate. Purtroppo è comune errore credere che una mamma da sola basti a crescere un figlio. Non è così. Un bambino ha bisogno di una figura maschile, paterna, di un uomo che resti il punto di riferimento, non meno che di una femminile,  materna.

E se è vero che nell’età adolescenziale, il rapporto con i genitori diventa conflittuale, è altrettanto vero che molte ricerche testimoniano una profonda sete dei giovani di ritornare ad avere il papà come modello di riferimento.

Ossia il mito dei calciatori è solo un modo per compensare la mancanza di un papà che dia l’esempio.

Un esempio positivo da seguire, di valori che parlino di dignità, di correttezza, di trasparenza, di coerenza, di rispetto, di devozione, di impegno, di amore per la vita, di essere disposti a compiere dei sacrifici per i figli e per la famiglia…

Auguri Papà!

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