Origini della tradizione del 1° aprile

Come è nata la festa del pesce d’Aprile? Che connessione ha con il Wellthiness

La tradizione del Primo d’Aprile, come nella maggior parte delle ricorrenze che si celebrano nel corso dell’anno, affonda le sue radici in tempi assai remoti.

Già gli studiosi del XVIII e XIX secolo, ne pongono le origini nell’antichità e ne ricercano le origini nella mitologia antica. Si tratta di ipotesi che non hanno mai trovato un ampio sostegno, ma sono, comunque, molto interessanti.

LA MITOLOGIA ROMANA

Nella mitologia romana Plutone, il dio dei morti e degli Inferi, dopo aver rapito Proserpina, la porta a vivere con lui nell’Ade (inferno). Proserpina chiama la madre Cerere (la Dea del grano e del raccolto) per chiederle aiuto, ma Cerere, riesce solo sentire l’eco della voce della figlia, quindi la cerca invan. Alcuni studiosi teorizzato che la ricerca infruttuosa di Cerere per la figlia (commemmorata durante la festa romana dei Cerealia) è l’antecedente mitologico dello scherzo popolare del 1° aprile.

LA MITOLOGIA CRISTIANA

Nell’abituale opera di cristianizzazione delle feste pagane, la Chiesa ha dato delle origini bibliche alla celebrazione del 1° Aprile.

Tra le altre credenze, si ritiene che sia una tradizione è stata attribuita a Noè che invia, per errore, la colomba fuori dall’arca prima che le acque diluvio si siano calmate, prendendo in giro tutti.

Una seconda storia suggerisce che il 1° di Aprile si commemora l’episodio di Gesù inviato da Pilato a Erode e viceversa.

La frase “Mandare un uomo da Pilato ad Erode” (in antichità significava anche mandare qualcuno a prendere in giro qualcuno) è stato spesso indicato come una prova della validità di una simile teoria.

LE FESTE DELLA RINASCITA E DEL RINNOVAMENTO

Quasi tutte le culture del mondo hanno una qualche festa nei primi mesi dell’anno per celebrare la fine dell’inverno ed il ritorno della primavera.

Gli antropologi le assommano etichettandole come “feste del rinnovamento”

Spesso comportano la messa in scena di forme ritualizzate di caos e di malgoverno.

Molto comune è anche il ricorso a travestimenti.

Le persone giocano scherzi ad amici ed a sconosciuti.

L’ordine sociale è temporaneamente annullato o, ancora più spesso, sovvertito. Così i servi possono persino prendersi gioco dei propri padroni, o i figli sfidare l’autorità dei genitori e insegnanti.

Tuttavia, le azioni di disturbo sono sempre limitate all’interno di un rigido calendario, e le tensioni vengono disinnescate dalle risate e dalla comicità.

È il decontrollo controllato.

L’ordine sociale è simbolicamente, messo in discussione, ma poi restaurato, riaffermando la stabilità della comunità e delle gerarchie, così come i mesi freddi invernali, temporaneamente, sfidano la vita biologica senza riuscire a spezzare il consueto ciclo della vita che, sistematicamente, inizia di nuovo ad ogni primavera.

Il 1° Aprile ha tutte le caratteristiche di una festa del rinnovamento, come il carnevale.

Per un giorno, diventano acettabili tutte le forme di comportamento, normalmente, non consentite (la menzogna, l’inganno, giocare scherzi), e tuttavia la follia è limitata all’interno di un rigido calendario: cessato il giorno tutto ritorna alla normalità.

Tradizionalmente, gli scherzi non dovrebbero essere effettuati dopo le ore 12 del primo di Aprile.

E se le gerarchie sociali e le tensioni sono amplificate, l’ostilità è disinnescata da sonore risate.

Gli studiosi hanno studiato da molto tempo il 1° d’Aprile notando le similitudini con le altre feste primaverili del “rinnovamento”.

Molti storici hanno ipotizzato che si tratti di una diretta evoluzione di alcune feste dei tempi antichi.

Un collegamento diretto tra il 1° si Aprile con una delle feste di epoca romana sembra, a molti, improbabile.

È, invece, abbastanza plausibile un qualche collegamento con le celebrazioni medievali in occasione del periodo dell’equinozio di primavera (come il Capodanno feste alla fine di marzo).

Tuttavia, non c’è accordo su quale possa essere la festa tradizionale dalla quale il Pesce d’Aprile nasca.

Tra le altre idee adombrate, vengono spesso proposte, come precursori:

I SATURNALI

I Saturnali è una festa invernale romana celebrata alla fine di dicembre. La gente ballava, beveva ed era, in generale, euforica ed allegra.

Ci si scambiavano regali e gli schiavi potevano fingere di avere saldato il proprio conto con i padroni, ossia di essere liberi.

Un re della burla, il princeps Saturnalicius (o Signore della Misrule), regnava per tutto il giorno.

Nel IV secolo d.C., i Saturnali sono stati trasformati nella festa di capodanno del 1 gennaio e molte delle sue tradizioni sono state accorpate al Natale.

HILARIA

A fine marzo i romani onoravano anche la resurrezione di Attis, figlio della Grande Madre Cibele, con la celebrazione degli Hilaria. Nella gioia collettiva, le persone indossavano vari travestimenti.

HOLI

Più lontano, in India, c’è Holi, nota come la festa del colore, durante la quale i celebranti si buttano addosso reciprocamente polveri colorate ed acqua.

La festività è organizzata il plenilunio del mese indù di Phalguna (di solito alla fine di febbraio o all’inizio di marzo).

LA FESTA DI LUD

I nordeuropei osservano un’antica festa per onorare Lud, il dio celtico dell’umorismo.

Nel Nord Europa, per l’occasione, si indossano costumi popolari che riproducono la gerarchia dei Druidi.

LA FESTA DEI FOLLI

La medievale Festus Fatuorum (Festa dei Folli), è un’evoluzione dei Saturnalia. In questo giorno i celebranti eleggonno un signore di malgoverno e vengono messi in scena una serie di parodie dei rituali ecclesiastici, spesso in modo estremamente blasfemo.

La Chiesa, nonostante abbia condannato l’usanza, non è riuscita a sradicarla nemmeno con una serie interminabile di decreti.

Così si è tramandata dal V secolo fino al XVI secolo.

LE FESTE REGIONALI BRITANNICHE

Alcune feste in varie regioni della Gran Bretagna durante il Medio Evo hanno molte analogie con il 1° Aprile. Hoke-Tide (o Hock-Tide) è stata trasformata in Pasqua.

Uomini e donne fermavano estranei di sesso opposto, sulle strade e li legavano rilasciandoli solo in cambio di denaro, che doveva poi essere utilizzato per uno scopo pio. Non mancavano nemmeno una lunga saga di vari giochi anche pesanti.

Shig-Shag (o Shick-Shack) Day era osservato il 20 maggio. I celebranti mettevano dei rametti di quercia e di melo sui cappelli o nei risvolti. Era un gesto, probabilmente, per indicare la fedeltà alla monarchia, dal momento che si dice che Carlo II si sia nascosto in una Oak Apple per sfuggire alle forze di Cromwell. Tuttavia, la tradizione ha, probabilmente, ancora radici pagane nel culto degli alberi. Qui chi non indossava la quercia poteva essere accostato e deriso, ma solo fino a mezzogiorno. Dopo mezzogiorno l’obbligo di “indossare SHIG-shag” cessava e tutto ritornava, sistematicamente, ancora una volta, normale.

Il collegamento che c’è tra il 1° Aprile ed il Wellthiness è, dunque, un effetto “valvola di sfogo”, di decontrollo controllato. Un momento nel quale è data la breve possibilità di vedere il mondo da una prospettiva diversa, di mettere tra parentesi le leggi, le regole, le rigidità rendendo tutto meno greve, meno grave, più fluido, più leggero, più sereno.

Tutti i problemi, l’aggressività, le preoccupazioni, gli asti, gli odi, le ire, le invidie vengono messe sul piatto ma non sfociano in  violenza, in tensioni, come avviene di solito, vengono stemperati in una comune risata liberatoria…. 

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