La curiosa sindrome di Fregoli: tra travestimenti ed inganni

In una società in continua trasformazione, mentre tutti siamo dei veri e propri camaleotni che devono continuamente adattarsi a nuovi contesti e nuove situazioni, siamo costretti a recitare, spesso contremporaneamente, diverse parti (figlio/figlia, marito/moglie, impiegato, studente, sportivo, appassionato di, esperto di, volontario, turista, consumatore…), su diversi palcoscenici (casa, scuola, ufficio, palestra,…).

Alcuni parlano di identità e personalità multipla, di uomini frantumati, in polvere, di schizofrenia che ci impedirebbe di essere noi stessi, rendendoci tanti personaggi, scollegati tra loro.

Invero, sappiamo che l’Indivisuus è uno solo, indiviso ed indivisibile (a parte le situazioni patologiche, ovviamente) e che, infondo siamo capaci di dare un senso a tutte le nostre diverse parti e ruoli costruendo l’armonico puzzle che è ciascuno di noi.

Di fatto, dunque, vengono sempre più smentite le ipotesi di uomini privi di una qualsiasi natura unitaria, al totale sbando e di una società tanto camaleontica da non riuscire più a ricordarsi quale è la sua reale identità.

Passando dal fornte della normalità al fornte della patologia, che cosa succede se nostra madre, nostra sorella, l’autista del bus, il nostro istruttore della palestra, il nostro medico, la nostra insegnante, il nostro vicino di casa sono tutti la stessa persona?

È la sindrome di Fregoli, un curioso fenomeno mentale che rende la già complessa e sfuggente situazione di oggi, con il suo estremo camaleontismo, ancora più difficile.

Chi ne soffre riesce a riconoscere gli altri proprio nel loro ruolo, ma, in fondo, crede (mlto erroneamente) che diverse persone nella sua vita siano, invero, la stessa persona che, utilizzando, diversi travestimenti, vulole ingannarli.

La Sindrome, prende il suo nome dal famoso trasformista italiano Leopoldo Fregoli che, nella prima metà deel 1900, aveva affascinato tutti per la sua straordinaria capacità di cambiare abito e carattere in pochissimi istanti.

La Sindrome di Fregoli è una patologia psichiatrica spesso difficile da interpretare ed, invero, non rimanda ad un effettivo camaleontismo, come la Sindrome di Zelig, perché, non è il paziente a trasformarsi ma, a sua detta, gli altri che lo circondano.

La Sindrome di Fregoli è collegata alla Sindrome di Capgras, un raro disordine neurologico la quale induce a credere che amici e parenti siano stati rimpiazzati da degli impostori a loro identici.

Portata alle estreme conseguenze, la Sindrome di fregoli può divenire una vera e propria mania di persecuzione perché ci si convince che tutti siano sempre la stessa persona che, di volta in volta, si traveste per prendersi gioco del soggetto.

È una patologia altamente invalidante che si verifica, sembra, solo per un processo neurodegenerativo. Poiché gli studi dimostrano che chi soffre della Sindrome conserva, comunque, la capacità di riconoscere il viso delle persone e la loro identità, la memoria visiva pare non si affatto intaccata. Così gli psichiatri sostengono che non si tratti di un problema neurologico ma psicologico.

Un paio video su Youtube possono darci un’idea, in modo più o meno ironico,  di che cosa possa significare soffrire della sindrome di Fregoli.

Di fatto, mentre molti si limitano a descriverlo come un fenomeno bizzarro e curioso, chi relamente soffre della Sindrome di Fregoli, è natuale che vive in uno stato di costante diffidenza dei confronti del prossimo, di disillusione e, non di rado di depressione, il che va ad intaccare, inevitabilmente, anche il Wellthiness.

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Una Risposta to “La curiosa sindrome di Fregoli: tra travestimenti ed inganni”

  1. michaelangelus Says:

    Questa sindrome si acquisisce quando si cresce senza un ferma educazione morale. Oggi la preoccupazione maggiore è di essere in linea con i tempi,i quali però non migliorano col calendario,ma spesso tendono a degradare. La modernità porta progresso in certi settori,specie in quello tecnico e, regresso in altri.Un settore attualmente in crisi è quello morale.Si considera la trasgressione un valore,giustificandola con la frase “così fan tutti”,cascando così nell’omologazione comportamentale generale,proprio come il camaleonte che cambia colore per mimetizzarsi. Ciò a scapito della propria personalità,dell’autostima e della serenità.Conseguenze sono le depressioni, i disturbi psichici,l’insoddisfazione costante ed il senso di solitudine anche quando si è in compagnia,spesso di persone che non stimiamo,ma che imitiamo per paura di sembrare diversi.

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