La coscienza collettiva: tra fisica, meditazione, nuove tecnologie ed inediti orizzonti

Non ti sei mai chiesto se come ti senti in un determinato giorno possa avere a che vedere con come si sentono altri milioni di persone e con quello che stanno facendo?

Oppure, se il tuo stato d’animo è in qualche modo in grado di contribuire ad un più grande, stato d’animo collettivo?

I mass e new media, Internet, i social media, i social network, ed i programmi forniscono notizie ed aggiornamenti, in tempo reale e continuativamente, sullo stato d’animo e sull’umore nazionale e mondiale.

Il profilo Google degli stati d’animo (G-POMS) esamina i contenuti Twitter per valutare lo stato di felicità, gentilezza, attenzione, fiducia, vitalità e calma collettiva.

Gli agenti di cambio parlano di “stato d’animo degli investitori”, gli storici, invece, parlano di “Zeitgeist”, di Spirito dei Tempi.

Di recente, stiamo osservando molti segnali di un notevole rafforzamento del nostro “sistema immunitario collettivo”.

Il termine “coscienza collettiva” è stato, spesso, utilizzato in riferimento al clima sociale complessivo che emerge dal pensiero della gente ed al comportamento di tutti i singoli membri di una comunità o società.

Il tema è di grande interesse sia negli ambienti scientifici e sociologici sia negli ambienti filosofici e spirituali.

Non stupisce, dunque, sempre più voci si appellano proprio a discorsi e ragionamenti riguardo alla coscienza collettiva, ad un legame che ci unisce gli uni agli altri.

Da qui, gli studi di Roger Neston all’Università di Princeton con il suo particolare strumento che, generando numeri binari in ordine casuale, non solo registra i cambiamenti degli stati d’animo mondiali davanti agli eventi più eclatanti, ma pare riesca, addirittura, a prevederne l’avvento.

In altri campi, invece gli esperti affermano che mentre lo stress e la tensione aumentano nella coscienza collettiva, cresce anche uno stato di incoerenza che agita tanto i singoli individui quanto i gruppi all’interno della società.

Così, secondo lo Yogi Maharishi Mahesh, “Tutti gli eventi di violenza, di negatività, i conflitti, le crisi o i problemi in ogni società sono solo l’espressione dell’accumulo di stress nella coscienza collettiva. Quando il livello di stress diventa troppo acuto, si converte in crimini, violenze, guerre e disordini sociali”.

Per creare un’atmosfera nazionale più armoniosa, molti chiedono una maggiore civiltà e cordialità a partire dal settore politico ed economico, altri indicano la via di approfondire le ricerche sull’“anima” e rinnovare gli obiettivi che si danno le nazioni e le singole comunità.

Costruendo un rapporto più rispettoso rispetto al prossimo, si potrebbero smorzare i toni delle varie discussioni, lasciando emergere il forte spirito di empatia che aleggia in modo eccezionale da un lato all’altro del globo.

Soffermandoci a riflettere in modo disincantato sulla realtà, senza lasciarci prendere la mano dalle posizioni pessimistico-nichilistiche, tipiche del catastrofismo postmoderno, potrebbero apparire in modo molto più chiaro ed evidente una serie di obiettivi, di più alto livello, che stanno, progressivamente, comparendo all’orizzonte e che segneranno, inevitabilmente, le frontiere della civiltà in Stato Nascente.

Tuttavia, se la coscienza collettiva di una società o di una comunità, resta acutamente marchiata dalla tensione, dalla rivalità, dall’aggressività, dalla discordia pare molto difficile evitare che lo stress collettivo sfoci nella violenza.

L’approccio più saggio è di coltivare il germogliante sentimento di empatia, di solidarietà e di disinnescare le tensioni collettive , prima che si trasformino in comportamenti distruttivi.

LA COSCIENZA ED IL CAMPO UNIFICATO

Ammesso che siamo tutti interconnessi attraverso il tessuto della coscienza collettiva, pare verosimile che la società possa essere drasticamente trasformata da un certo numero di persone in grado di influenzarla in modo positivo?

Di norma, gli studiosi postmoderni ci hanno abituato a pensare che la nostra società è manipolata da un pugno di persuasori occulti, di eminenze grigie che ci illudono di essere liberi mentre ne siamo completamente schiavi e succubi. Il film Matrix docet.

L’idea che il mondo sia completamente avulso ed indipendente dalla nostra mente è stata rovesciata un secolo fa dalla meccanica quantistica.

Tuttavia, una comprensione scientifica di come siamo tutti interconnessi realmente, gli uni con gli altri e con l’universo, sta venendo alla luce proprio ora.

Il fisico quantistico John Hagelin, che studia la “teoria del campo unificato”, spiega: “I progressi in fisica teorica ne’l’ultimo quarto di secolo, ha portato ad una comprensione sempre più unificata delle leggi della natura, che si conclude con la recente scoperta delle teorie del campo unificato basato sulle superstringhe.

Queste teorie individuano un unico campo unificato universale alla base di tutte le forme e dei fenomeni dell’universo.”

Mentre Teoria delle Superstringhe e la M-teoria sono in fase di perfezionamenti importanti, i maggiori teorici concordano sull’esistenza del campo unificato.

“Ciò che abbiamo scoperto alla base dell ‘universo è un campo universale, dove si uniscono tutte le forze e le particelle di natura come uno”, dice Hagelin. “Sono increspature su un mare unico dell’esistenza”.

Sorgono così, in modo naturale, una serie di intricanti domande: “Se questo campo non-materiale è l’essenza di tutto ciò, è anche l’essenza della coscienza individuale e collettiva? Se il campo unificato è al centro di tutto – anche al centro del nostro corpo – è anche nascosto nel profondo della mente?”

Hagelin risponde in modo affermativo, e se vogliamo approfondire ulteriormente il discorso, possiamo sperimentare questa realtà di base, ossia il campo di unità, dall’interno.

CONDIVIDIAMO TUTTI LA STESSA COSCIENZA?

La scienza occidentale, al momento, non ha gli strumenti concettuali e, quindi, la capacità di comprendere, a fondo, il discorso della coscienza collettiva, perché ha, a lungo rifiutato una simile ipotesi, salvo qualche filosofo rimasto del tutto inascoltato. Così, non è in grado né di affermare né di negare che la coscienza si riferisca al campo unificato.

Invero, per migliaia di anni le grandi tradizioni meditative e spirituali in tutto il mondo, hanno identificato l’esistenza di un fondo, di un campo non materiale nel quale, a differenza della prospettiva nella quale si pongono, forma, mente, spirito o anima, si fonde con la materia, il corpo.

E se i grandi mistici cristiani se ne sono occupati a lungo non meno che i filosofi occidentali antichi, il primato della riflessione va, però, all’oriente.

La tradizione vedica è specializzata nello sviluppo di tecniche per l’apertura della consapevolezza umana a questa unità di base della vita.

“Le nostre menti rispecchiano profondamente la struttura gerarchica della natura,” dice Hagelin. “Siamo in grado di immergerci all’interno di livelli più profondi della mente, di accedere a livelli più potenti di pensiero ed, in ultima analisi, di raggiungere il campo unificato per sé, il più potente, senza limiti, il livello universale della nostra coscienza”.

Per alcuni, può essere sorprendente sentire che l’esplorazione scientifica dei livelli più profondi della natura, dal livello molecolare all’atomica, nucleare e subnucleare, potrebbe ci hanno riportato a riflettere su noi stessi, che il campo fondamentale che sottende tutta la natura si confonde con il livello più profondo della mente.

Eppure, fin dall’inizio della storia documentata, i saggi hanno percepito e segnalato l’esistenza di un campo trascendentale di unità, l’origine e la sostanza di ogni cosa, e non solo in Oriente. “Dentro di noi è l’anima di tutto”, ha detto Emerson, “il silenzio sapiente, la bellezza universale, l’eterno Uno”.

Il salto per la scienza occidentale comporta il riconoscimento della coscienza come qualcosa di più del funzionamento del cervello, come una cosa di per sé, un fondamentale campo .

UNA TECNOLOGIA PER IL CAMBIAMENTO E LA PACE SOCIALE

Hagelin cita numerosi studi sulla meditazione trascendentale che misurano, utilizzando tecniche avanzate di analisi statistica, il potere della meditazione di gruppo per modificare il clima sociale: “Nell’estate del 1993, questo approccio ha ridotto la criminalità del 26 per cento a Washington, DC. Questo e vari altri risultati sono stati confermati più volte attraverso un’ampia ricerca pubblicata su riviste scientifiche”

Neuroscience dimostra che il cervello diventa estremamente coerente durante la pratica della Meditazione Trascendentale “L’ordine del funzionamento cerebrale nei singoli si riflette sulla società”, dice Hagelin. “Dal momento che il campo unificato è un campo che pervade tutto quello che c’è alla base della coscienza e materia, quando l’unità è animata nell’individuo, l’unità è animata ovunque. Questo è un effetto di campo di coscienza”

Sapendo che siamo tutti interconnessi, su un livello più profondo di Twitter o Facebook, è più facile comprendere come si muove la coscienza collettiva.

Certo, c’è molto lavoro per migliorare l’istruzione, l’economia, la sanità ed altri settori.

Ma è anche indispensabile iniziare a ragionare in termini nuovi, iniziare a registrare l’esistenza di una realtà diversa rispetto al passato, più sensibile, più empatica, che, da ultimo, riesce a garantire a tutti un maggiore Wellthiness

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2 Risposte to “La coscienza collettiva: tra fisica, meditazione, nuove tecnologie ed inediti orizzonti”

  1. […] in modo esponenziale la consapevolezza dell’esistenza di una coscienza collettiva, di una responsabilità personale, di doveri ai quali siamo chiamati sia nei confronti di noi […]

  2. […] come abbiamo già visto parlando della coscienza collettiva, siamo in grado di influenzare la generazioni casuale di numeri binari di un computer producendo […]

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