Lakshimi, bambina con otto gambe: tra religione e medicina

Lakshmi è la dea dell’abbondanza, della ricchezza e della fertilità venerata dagli induisti e celebrata il 31 dicembre. Con le sue otto braccia dispensa doni e benefici agli uomini.

Ma che cosa succede, in un Paese, ancora estremamente legato alle tradizioni, alla credenza nella reincarnazione ed alla religione tramandata di generazione in generazione, allorchè una bambina con otto gambe viene partorita, in un villaggio agricolo nello Stato più povero dell’India, proprio nel giorno dedicato alla Dea?

Non stupisce che la piccolina porti lo stesso nome della mitologica Dea e che, lungi dall’essere considerata un’anomalia della natura, guardata con curiosità o, persino, con disprezzo, sia, da subito, venerata come una divinità, dalla quale tutti accorrono con vari doni e riceverne la benedizione.

Ma la somiglianza di Lakshmi al suo omonimo mitologico ha un prezzo terribile. Non riesce a camminare, stare in piedi e, nemmeno seduta.

È stata partorita come un corpo unico formato da otto arti e due busti fusi ai fianchi: si tratta di una rara condizione “definita parassitismo gemellare”.

Nell’utero materno era insieme ad un altro feto “parassita” senza testa che, nonostante abbia smesso di svilupparsi, non ha subito un aborto, proprio perchè siamese rispetto alla sorellina. Di esso sono rimasti parte della colonna vertebrale e gli arti.

Proprio per ciò i medici, al momento del parto, erano convinti che la bambina non avrebbe potuto sopravvivere fino all’età adulta.

Al momento Lakshimi è cresciuta ed ha iniziato a frequentare la scuola, ma le sue vicende hanno molto da insegnarci su come la cultura e la società possono reagire in modo diverso a varie situazioni e quanto sia determinante il ruolo dei genitori.

Nata in una famiglia povera, nello stato, spesso senza leggi, del Bihar, nel nord-est dell’India, il futuro di Lakshmi è stato molto  incerto fino a quando un medico facoltoso, avendo sentito parlare della sua situazione, si è offerto di operarla gratuitamente.

Sharan Patil, ortopedico e proprietario dell’ospedale Sparsh a Bangalore, a 2.000 miglia a sud dal villaggio della bambina, si è recato da lei nel 2007 per incontrarla ed offrire ai suoi genitori la possibilità di donarle una vita degna di essere definita tale.

Non potendo sopportare di vederla soffrire tanto e desiderando darle una vita “normale”, i genitori, attirandosi le ire ed i biasimi di tutto il villaggio, compresa la nonna, hanno deciso di imbarcarsi nella complicata impresa di sottoporla ad una sequenza di operazioni chirurgiche.

Dopo più di un mese di studi e programmazione per la separazione, la squadra di Patil ha tentato la prima operazione di questo genere in tutto il mondo. Centinaia di giornalisti accampati fuori dall’ospedale, hanno atteso l’esito delle 27 ore di operazione.

È stato un intervento decisivo che le ha salvato la vita rendendola una persona completamente diversa, sulla via di diventare autonoma ed indipendente, come tutti i suoi coetanei.

A sei mesi dalla complessa operazione per rimuovere gemello parassita di Lakshmi, i medici hanno scoperto che ha sviluppato la scoliosi, ossia una pericolosa curvatura della colonna vertebrale.

Senza un’ulteriore intervento correttivo alla spina dorsale, medici erano convinti che la sua schiena si sarebbe gravemente deformata sempre più, con la crescita, sino a renderla disabile.

Inoltre, Lakshmi aveva bisogno di sistemare la spina dorsale dopo che le è stato scoperto un tessuto anormale in collegamento tra il midollo spinale ed il sistema nervoso.

Due anni dopo l’operazione di medicina pionieristica per separarla dal gemello parassito, toglierle quattro arti, a causa di una pericolosa infiammazione della colonna vertebrale dovuta ad una non corretta posizione del bacino e dei piedini, ha subito un altro intervento per chiuderle proprio il bacino così da camminare normalmente.

‘Quando penso a come è nata, sono convinta che non sarebbe mai riuscita ad andare a scuola o ad avere la vita che fa oggi’, dice la madre Poonam, di 26 anni.

‘Tutte le cose che è capace di fare oggi erano impossibili tre anni fa. Spesso cerco di pensare ciò che avrebbe potuto essere oggi se non avesse avuto l’operazione. Non riusciva nemmeno a stare seduta, prima, adesso va in giro come gli altri bambini. Lakshmi ha compiuto un lungo, lungo cammino, ma siamo molto spaventati per il futuro”, prosegue la mamma.

“Un tempo non avremmo mai immaginato che avrebbe avuto un aspetto così sano, e siamo molto grati per tutto l’aiuto che abbiamo ricevuto. Ma non possiamo sopportare l’idea che tutto questo aiuto potrebbe vanificarsi se non riusciamo a trovare il modo per ottenere i soldi per altre operazioni indispensabili che sono fuori dalla nostra portata. L’istituto di beneficienza che si occupa di lei, si prende cura di altri 500 bambini. Non ha dei fondi per pagare per queste operazioni e nemmeno noi li abbiamo. L’ospedale che l’ha operata ha promesso di aiutarci ma non riescono a correggere la sua colonna vertebrale, perché è un’operazione estremamente specializzata” affermava la mamma nel 2010.

Intanto la situazione al villaggio è nettamente peggiorata. Una serie di calamità climatiche l’ha messo alla dura prova e gli abitanti si sono convinti che tutto dipenda dal fatto che i genitori non hanno accolto il dono della dea Lakshimi sfidandola con le operazioni.

Ha, pertanto, avuto buon gioco il diffondersi della fama della bambina dal suo piccolo villaggio in tutto il mondo, che ha spinto Sucheta Kriplani Shiksha Niketan (SKSN), una scuola di beneficenza, per bambini disabili, nello stato del deserto del Rajasthan, ad offrire ai genitori un posto dove vivere e la possibilità di una educazione per Lakshmi e suo fratello Mithilesh.

Bhairoon Singh Bhati, il segretario del SKSN, afferma: ‘Lakshmi è un caso speciale per noi. Lei è un caso molto impegnativo, perché, sulla base delle esperienze sino ad ora accumulate nella storia della medicina, nessuno può sapere quando si ammalerà di nuovo e come. La sua scoliosi è un esempio dei problemi che affronta Lakshmi perché non avevamo modo di sapere che avrebbe sviluppato una curvatura della colonna vertebrale così pericolosa. Allo stesso modo, nonostante tutti i problemi che affronta ancora, non abbiamo modo di sapere quello che può sorgere in futuro. La maggiore difficoltà è che Lakshmi è un caso unico – non c’è mai stato un bambino come lei prima, così non possiamo consultare nessuno per avere dei consigli o dei suggerimenti”.

Sotto la guida di Bhati, Lakshmi ha iniziato la scuola insieme al fratello maggiore. Non è un fatto ordinario, come potremmo essere indotti a pensare: andare a scuola in India, significa avere un futuro, aprire una porta, una speranza di una vita diversa, migliore. Di conseguenza il papà ne è molto soddisfatto: ‘Credo con tutto il cuore che Lakshmi sia davvero una dea. L’operazione di rimozione delle gambe in più è stata fatta per consentirle di condurre una vita normale, ma lei non è un bambino normale. Era un dono della dea quando è nata con le sue quattro braccia e quattro gambe, ed continua ad essere un dono per noi, malgrado al nostro villaggio non siano riusciti a capirlo e ci abbiano costretti ad andarcene”

Il suo recupero è stato prodigioso. Ma restano ancora molti aspetti irrisolti, come la sfida per i chirurghi plastici di trovare un modo per creare dei glutei, un utero a Lakshmi e risolvere i problemi connessi con la vescica e l’intestino.

Ora è una vivace e spumeggiante bambina che ama giocare a cricket con il fratellino maggiore ed ha la tendenza a catalizzare attorno a sé sempre nuovi amici ed è la prediletta del papà.

È l’amore che spinge i genitori di Lakshimi a non fermarsi davanti alle credenze popolari, alle tradizioni, al giudizio della gente, proseguendo nella loro strenua, coraggiosa, eroica lotta contro il destino, nel nome del Wellthiness, della felicità, del benessere e della salute, della loro piccola dea.

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5 Risposte to “Lakshimi, bambina con otto gambe: tra religione e medicina”

  1. Aldo Cannavò Says:

    Sarebbe interessante avere una foto della bambina dopo l’ ultima operazione.

  2. Solo la cultura potrà porre fine a tanta superstizione. Scolarizzando la popolazione aiuteremo tante piccole vite, destinate a vivere abbandonate per stupide credenze. Un plauso alla mamma della piccola, che non lascinadosi intimidire , ha riportato a vita nuova la piccola.grazie ovviamente agli aiuti ricevuti

  3. Ho visto ieri sera questa notizia in tv e sono rimasta sconvolta e stupefatta dai miracoli della chirurgia. Complimenti al dottore e alla forza dei genitori che hanno avuto per sopportare tutta la situazione e i vari interventi della piccola. Auguri Dea , ti auguro tutto il bene del mondo

  4. federica giorgia Says:

    Sono una donna Italiana molto introversa.
    La forza dell’amore è più grande della forza umiliante della socetà……. Complimenti per i genitori che hanno avuto un carattere così forte nei confronti della loro socetà, una forza dettata dall’amore per la loro figlia. Ho visto più o meno tutti ivideo di lei triste, prima degli interventi e ha messo tanta tristezza anche a me, non smettevo più di piangere per la sua grande sofferenza, io sono troppo emotiva. Ora sono conteta di sapere che la bambina è felice ed abbia voglia di vivere. Vorrei tanto vederla e poterla conoscere, penso che da lei ci sita tanto da imparare e possa insegnare tanto alla nostra socetà piena di capricci e consumismo. Io sono un asociale e difficilmente lego con la gente del mio paese proprio per questo motivo, preferisco legare i miei rapporti di amicizia con popoli di altri paesi ove ancora è riconosciuto il valore della salute, della natura e delle cose in genere.
    Spero, bimba, di poterti conoscere presto e ti stimo per il coraggio che hai avuto di affrontare tutti questi eventi. Sono sicura che tu per me sarai una vera amica.
    Ciao a presto
    Federica.

  5. Ciao Lakshimi, se sei iscritta a Facebook possiamo anche scambiarci le nostre idee così, e se non sai l’italiano parlo anche in inglese. Do you like to became my friend? Bye Federica

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