L’ambulanza è un carro armato? Tra percezione selettiva e ciecità da distrazione

“Video meliora proboque sed deteriora sequor”, diceva Ovidio ossia: vedo ciò che è meglio e lo lodo, ma faccio ciò che è peggio.

Invero non sempre è così: tante volte vediamo le cose migliori e ci prodighiamo per realizzarle ed, altrettanto di frequente, non riusciamo nemmeno a vederle e, pertanto, non le perseguiamo.

I ricercatori hanno cercato di spiegare proprio perché, a volte, non vediamo quello che ci sta proprio davanti agli occhi.

Un fenomeno che chiamano “cecità da disattenzione”.

Questo è, forse, il motivo che spinge molti di noi a perdere il semaforo mentre stiamo parlando al telefonino.

La ricerca dice che chi non riesce a vedere qualcosa di giusto davanti a sé mentre si sta concentrando su qualcosa d’altro, in realtà ha ridotto “la propria capacità di memoria di lavoro”.

Janelle Seegmiller, co-autrice dello studio in questione, dell’Università dello Utah negli Stati Uniti, spiega: “Perché le persone differiscono nel modo di focalizzare la loro attenzione, ciò può influire sul fatto che possano vedere o meno qualcosa di inaspettato”.

Per dimostrare l’esistenza di una tale condizione, gli scienziati si sono serviti di un video che mostra sei attori impegnati in una partita di basket.

Gli spettatori sono stati invitati a contare il numero di passaggi effettuati dai giocatori.

Durante l’esperimento erano tanto assorti dall’assolvere il compito affidato a loro che non si sono nemmeno accorti che una persona vistosamente vestita con un costume da gorilla si batteva il petto in mezzo ai giocatori in campo.

“Abbiamo scoperto che le persone che notano i gorilla sono le stesse che riescono meglio focalizzare la loro attenzione”, afferma Watson, dell’università Brain Institute.

“Si può immaginare che se si sta guidando e le condizioni stradali non sono molto buone, possono accadere varie cose inaspettate e gli individui che riescono meglio a controllare la loro attenzione è più probabile che si accorgano di quegli eventi inattesi”, dice Seegmiller.

D’altro canto, c’è anche una lunga schiera di casi, molto noti a chi studia comunicazione e, soprattutto la pubblicità, che rimandano ad un altro specifico fenomeno definito “percezione selettiva”.

In un simile frangente è stato ampiamente dimostrato che siamo portati a non vedere ciò che risulta in contrasto (dissonanza percettiva) nei confronti dei nostri schemi mentali, delle nostre convinzioni, delle nostre idee e principi.

Famoso è l’esempio di chi guardando l’immagine di un ambulanza, non si accorge che al suo interno ci sono armi di distruzione di massa o che, in vero, l’ambulanza è un carro armato.

In effetti il nostro cervello non solo tende a focalizzarsi su quanto ritiene più importante e vitale, al momento, ma tende anche a non registrare delle situazioni che potrebbero mettere in crisi il nostro modo di ragionare, di vivere, di pensare, di relazionarci.

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