La Croce: simbolismo, misteri, significati e tradizioni

La crocefissione è il momento più alto dell’umanità di Cristo, il fatto più umiliante ed, insieme, esaltante nel quale gli avversari di Cristo credevano di averlo ucciso ed, invece, gli hanno dato modo di adempiere alle profezie celebrando l’incommensurabile amore di Dio, il sacrificio di suo Figlio, per redimere il peccato originale.

 

Non è un caso che, nella Bibbia, la storia dell’uomo inizi nel Paradiso Terrestre, dal quale Adamo verrà scacciato dopo il peccato che gli ha dato modo di vedere la propria nudità.

E, dall’altro canto, che la storia della redenzione dell’uomo con il Padre inizi ancora in un giardino, nell’Orto dei Getzemani, che Gesù, prima della crocifissione venga spogliato e, dopo la morte, venga deposto in un sepolcro di un altro giardino.

Non è nemmeno un caso che, come bene sa chi ha visitato il Santo Sepolcro a Gerusalemme, il Golgota è al secondo piano della Basilica ed, al primo piano, direttamente sotto il luogo della Croce, c’è la tomba di Adamo.

È un simbolo molto forte, indipendentemente dal fatto che sia o meno la vera tomba di Adamo, perché chiude il cerchio: il sangue di Gesù sulla Croce, lava il peccato compiuto dal nostro progenitore.

Quali sono, dunque, i segreti ed i misteri della Croce?

La Croce è il simbolo religioso più noto del cristianesimo e rappresenta uno degli eventi più significativi della Bibbia: la crocifissione di Gesù.

La croce è comunemente usata per indicare il modo nel quale Cristo è stato messo a morte.

Tuttavia, gli storici ritengono che la croce romana o latina, generalmente descritta come la croce cristiana non sia la stessa utilizzata durante la crocifissione. Questo si basa sul fatto che, all’epoca, la crocefissione era, di norma, eseguita avvalendosi o di un semplice palo o, al massimo, di un dispositivo a forma di T.

L’assenza di raffigurazioni cristiane di croci prima del terzo secolo suscita una legittima domanda: da dove proviene tale simbolo?

LE ORIGINI DELLA CROCE

Nei primi tre secoli del cristianesimo, erano estremamente rare delle rappresentazioni della croce come simbolo cristiano. Anche perché l’uso della croce è stato spesso condannato dai primi Padri della Chiesa come simbolo del paganesimo. Di contro, i primi cristiani ricorrevano al simbolo del pesce o “Ichthys” al quale sant’Agostino ha dato un significato particolare. Dopo aver applicato la tecnica cabbalistica decodifica dei notarikon al termine stesso, ha rivelato che il simbolo era un acrostico di “Gesù Cristo, figlio di Dio, salvatore.”

  • I è la prima lettera della parola di Gesù in greco
  • CH sono le prime lettere della parola Christos, il greco di Cristo
  • TH sono le prime lettere della parola Theou, Dio
  • Y è la prima lettera di Yios, figlio.
  • S è la prima lettera di Soter, salvatore

Ritornando alla croce, la cristiana può essere fatta risalire alla Croce Tao, che assomigliava la lettera greca “Tao”, ossia la nostra “T.” Questo simbolo è stato attribuito a molte culture pre-cristiane, ed è uno dei più affermati di antichi simboli che ritroviamo, oggi, nella così detta croce di San Francesco.

Il Tao è stato anche collegato ai Druidi Pagani, che creavano questa forma da alberi di quercia per rappresentare il dio Thau. La croce Tao è stata, inoltre, un simbolo romano e greco della divinità Mitra e Attis, che avevano come predecessore la divinità solare sumera Tammuz adorata in Babilonia.

Il rituale di segnare una croce sulla fronte con la cenere nella cerimonia cristiana del Mercoledì delle Ceneri risale alle feste dedicate al dio-pastore Tammuz che, come Gesù, è stato associato alla pesca ed alla pastorizia e del quale, ogni primavers, i credenti commemorano la resurrezione.

Si ritiene che la prima croce sia diventata un simbolo importante per ii cristiani nel terzo secolo in Egitto.

Gli antichi Egizi avevano già celebrato la mistica Tao di Tammuz e lo hanno recuperato una volta convertitisi al cristianesimo.

L’IMPERATORE COSTANTINO E LA PRIMA CROCE CRISTIANA

L’imperatore romano Costantino è stato il primo ad adottare in modo ufficiale la prima croce cristiana, partendo dall’emblema Chi-Rho, un simbolo pre-cristiano che rappresentava, in origine, Chronos, il dio romano del tempo, così come altre divinità solari, ed era considerato un segno di buona fortuna.

Secondo un Padre della Chiesa, Eusebio, il simbolo era apparso in sogno all’Imperatore alla vigilia di una battaglia, con una scritta che presagiva un esito positivo: “Con questo segno vincerai”

Così la croce è diventata il simbolo standard dell’esercito di Costantino ed ha rappresentato le prime due lettere del nome di Cristo: “Chi” e “Rho”.

La lettera greca “chi” ha l’aspetto della lettera X. La croce greca originale, o la croce cristiana, aveva la forma di una X per rappresentare l’abbreviazione del nome “Cristo” e non a simboleggiare la crocifissione. La croce latina, nella versione a noi nota oggi, è apparsa per la prima volta quando l’imperatrice Elena, madre di Costantino, ha affermato di avere scoperto la vera Croce a Gerusalemme durante la quarto secolo. La leggenda narra che la donna, avendo trovato tre croci, per capire quale fosse quella di Gesù, ne abbia presa una scheggia da ciascuna ed abbia toccato un morto, resuscitato dopo essere venuto in contatto con il frammento della Croce di Cristo.

LA CROCE FINO AD OGGI

La croce è spesso usata per rappresentare il trionfo di Cristo sulla morte attraverso la risurrezione e la conseguente redenzione dell’uomo.

Nelle chiese Armene, i fedeli non possono mai vedere la croce con il corpo di Gesù appesovi perché darebbe l’idea che sia morto e non resuscitato. Così, nelle loro chiese, il Crocefisso, è solo nella zona dove possono accedere solo i sacerdoti e non nell’area riservata al pubblico.

A più di duemila anni, lungi dall’avere perso la sua potenza originaria, il simbolo della croce è ancora al centro dell’attenzione. È sufficiente pensare all’infuocato dibattito sulla liceità di mantenere la croce in luoghi pubblici come scuole ed ospedali. Una battaglia che si è conclusa, con un esplicito pronunciamento dell’Europa, in favore proprio della Croce stessa.

D’altro canto il fatto stesso che la scritta posta sulla Croce (INRI, Jesus Nazarenus Rex Judeorum), fosse in tre lingue diverse, aveva in sè il germe dell’universalità di un messaggio e di una cultura che andava anche oltre l’aspetto religioso. 

Così, indipendentemente dall’essere cristiani e professanti, la matrice della nostra Civilizzazione Culturale è giudaico-cristiana e greco-romana e la croce ne è uno dei simboli più forti.

Rinnegarlo vorrebbe dire metterci al gioco dei postmoderni che parlano di una preoccupante omologazione, di un devastante sradicamento, di una pericolosa globalizzazione che ci priverebbe della nostra identità, della nostra unicità.

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2 Risposte to “La Croce: simbolismo, misteri, significati e tradizioni”

  1. Aldo Cannavò Says:

    Ci sono diversi tipi di croci: quella dei Cavalieri di Malta è ad otto punte,a significare le otto beatitudini. Oltre al Tau esiste anche quella ortodossa,che ha ogni estremità con un tronchetto perpendicolare,altre con i quattro tronchi della stessa lunghezza, ecc… Quello che importa però è il suo alto valore simbolico.

  2. […] Wellthiness Blog Benessere, Salute, Felicità « La Croce: simbolismo, misteri, significati e tradizioni […]

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