1° maggio 2011: Beato Papa Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla

Una data storica, per le migliaia di fedeli cristiani e di uomini di altre religioni: il primo maggio 2011, il giorno della Beatificazione di Giovanni Paolo II.

La grandezza di un uomo non si misura in base ai titoli e gli onori che lo incensano, alle ricchezze ed i successi terreni che accumula, ma nemmeno alle seducenti parole e gli infervoranti concetti che usa o le masse e folle che lo esaltano.

La grandezza di un uomo si dimostra nel suo amore concreto e vibrante, nella sua dimessa umiltà e travolgente carisma, nella sua totale coerenza e nella positiva speranza che diffonde in chiunque lo accosti, nel messaggio che incarna nella sua vita, nella sua semplice capacità di offrire un modello positivo per i giovani, nella straordinaria capacità di incarnare tutto il meglio dello Spirito dei Tempi, guidando la storia e l’umanità verso un mondo migliore, nella sua speciale dote di sintonizzarsi sugli altri, di capirli, di aiutarli, di accoglierli di amarli, superando i pre-giudizi, le paure, i timori, le angosce…

Il beato Papa Giovanni Paolo II era un grande uomo, una grandiosa icona positiva del secolo e del secondo millennio.

“Santo subito” gridavano i più di 70.000 fedeli, tra i quali migliaia di giovani, accorsi, l’8 aprile 2005, in Piazza San Pietro, per dare l’ultimo commosso saluto al grande Papa, al grande uomo, al grande modello, Karol Wojtyla.

“Santo subito” chiedeva alla Chiesa il mondo, con gli occhi pieni di lacrime, il cuore gonfio d’amore e l’anima confortata dai saldi insegnamenti di un Papa speciale.

La data della Sua Beatificazione (la più rapida della storia, a solo 6 anni dalla sua morte) non è casuale.

DOMENICA

È di domenica, il giorno della festa, dedicato a Dio, alla preghiera, la commemorazione della Pasqua, per i cristiani. Karol Wojtyla, il giovane prete polacco, costretto a celebrare di nascosto la messa per non essere deportato o ucciso, sapeva molto bene la reale potenza dirompente e l’autentico valore della festività domenicale: un significato spirituale, vitale, esistenziale, relazionale, universale, “cattolico” (nel senso etimologico del termine), ecumenico.

Papa Giovanni Paolo II è stato il Papa Ecumenico in assoluto. Capace di dialogare con tutte le altre religioni e gli altri fratelli in Cristo, riconoscendone la dignità, rispettandole, abbracciandole senza più demonizzarle, volerle schiacciare, volerle cancellare in nome della Verità. La testimonianza più grande del successo dell’approccio ecumenico di Papa Wojtyla è stato, oltre alle giornate memorabili di Assisi ed i suoi viaggi in tutto il mondo, il suo funerale e, oggi, la sua beatificazione. Migliaia di persone di diversi credo gli hanno reso omaggio, hanno riconosciuto la grandezza di Karol, il suo messaggio universale di pace e d’amore.

LA SECONDA DOMENICA DI PASQUA

È la prima domenica dopo Pasqua, il giorno nel quale, secondo il rito Ambrosiano, Cristo prende spunto dall’incredulo San Tommaso (“finchè non lo vedo con i miei occhi e non metto la mia mano nel suo costato”), per dire beato chiunque creda senza avere visto e toccato il miracolo della resurrezione. Giovanni Paolo II è stato il Papa che ha risvegliato la fede di migliaia di persone, che ha dimostrato come essere cristiani, come essere santi, in modo semplice e concreto, nella quotidianità domestica. I suoi insegnamenti erano fatti, erano vita, non mere parole, astratti principi, era vibrante amore e non fredda dottrina.

LA DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA

È stato proprio Giovanni Paolo II ad istituire, ufficialmente, il culto della Divina Misericordia, la domenica dopo Pasqua. Il suo pensiero, a tale riguardo, può essere riassunto nelle parole dello scritto Dives in misericordia (14.15)

“La Chiesa deve considerare come uno dei suoi principali doveri – in ogni tappa della storia e, specialmente, nell’età contemporanea – quello di proclamare e di introdurre nella vita il mistero della misericordia, rivelato in sommo grado in Gesù Cristo. Questo mistero, non soltanto per la Chiesa stessa come comunità dei credenti, ma anche in certo senso, per tutti gli uomini, è fonte di una vita diversa da quella che l’uomo, esposto alle forze prepotenti della triplice concupiscenza, operanti in lui (1 Gv 2,16), è in grado di costruire. (…) La Chiesa proclama la verità della misericordia di Dio, rivelata in Cristo crocifisso e risorto, e la professa in vari modi. Inoltre, essa cerca di attuare la misericordia verso gli uomini attraverso gli uomini, vedendo in ciò un’indispensabile condizione della sollecitudine per un mondo migliore e “più umano”, oggi e domani. Tuttavia, in nessun momento e in nessun periodo storico – specialmente in un’epoca così critica come la nostra – la Chiesa può dimenticare la preghiera, che è grido alla misericordia di Dio dinanzi a molteplici forme di male che gravano sull’umanità e la minacciano. Proprio questo è il fondamentale diritto-dovere della Chiesa, in Cristo Gesù: è il diritto-dovere della Chiesa verso Dio e verso gli uomini”.

IL PRIMO MAGGIO

Nel rito Romano, si ricorda anche che, nel Vangelo, Gesù è chiamato ‘il figlio del carpentiere’. Così, in san Giuseppe, viene riconosciuta la dignità del lavoro, come dovere e perfezionamento dell’uomo, esercizio benefico del suo dominio sul creato, servizio della comunità, prolungamento dell’opera del Creatore, contributo al piano della salvezza (Concilio Vaticano II, “Gaudium et spes”, 34). Per inciso, Pio XII ha istituito, nel 1955, questa memoria liturgica nel contesto della festa dei lavoratori, universalmente celebrata il 1° maggio.

Karol Wojtyla oltre ad essere estremamente sensibile alla festa di Giuseppe falegname ed al primo maggio, era, a sua volta, un lavoratore, nel senso stretto del termine. Ha esperito personalmente la fatica e la sofferenza fisica. L’uomo che, nella lontana Polonia, ha condiviso con gli altri i sacrifici, le fatiche, le frustrazioni, le angosce, le angherie di chi è sfruttato.

Scegliere il primo maggio per rendergli l’onore degli altari è un modo per sottolineare anche la sua dimensine umana, la sua capacità di condividere anche questo aspetto duro, materiale, muscolare con gli altri uomini.

IL MESE DI MAGGIO

Infine il mese di Maggio è il mese di Maria, la Mamma di Gesù, la madrina della Chiesa. Totus Tuus c’era scritto sullo stemma pontifici di Papa Giovanni Paolo II e tota tua dovrebbe essere la vita di ogni cristiano. Papa Wojtyla ci ha insegnato a rifugiarci nell’amorevole abbraccio di Maria quando abbiamo paura, quando ci sentiamo deboli, quando siamo angosciati, perché è la mamma buona, il nostro tramite per raggiungere Dio.

La devozione di Karol a Maria, nata da un miracolo che pare gli abbia cambiato la vita, dopo essere stato investito da un veicolo in Polonia, si è sempre più radicata nella sua vita rafforzandosi ulteriormente dopo essere miracolosamente sopravvissuto al proiettile di un folle attentatore (proiettile che ora è proprio inserito nella corona della Madonna di Fatima).

Giovanni Paolo II è l’uomo carismatico che viveva quello che diceva e sapeva comunicarlo, è l’uomo che ha vissuto in prima persona la paura e ci dice di non avere paura, è l’uomo che ha dato una nuova speranza al mondo, che ha dato una nuova vita al cristianesimo. Karol Wojtyla è il Papa che ha avvicinato i giovani alla Chiesa, che ha solcato il mondo portando ovunque l’esempio dell’amore, è l’uomo che ci ha ricordato l’universalità della Chiesa…

Grazie Papa Giovanni Paolo II, grazie di tutto ciò che ci hai insegnato e di essere sempre con noi!

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Una Risposta to “1° maggio 2011: Beato Papa Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla”

  1. Aldo Cannavò Says:

    Ringraziamo Dio d’averci donato Papa Giovanni Paolo II. Ora che è nella vita eterna, lo abbiamo più vicino di prima. Speriamo che la sua santificazione giunga presto ad arricchire lo stuolo dei nostri Santi.

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