11 maggio terremoto a Roma? La verità e Bendandi, l’uomo dei terremoti

 Nel calendario delle ipotesi catastrofiste, tra le altre date salienti, dopo la Supermoon dell’11 marzo, è la volta dell’11 maggio.

 

(Raffaele Bendandi)

Per l’occasione, ancora una volta, i presupposti vedono un eterogeneo mix di scienza, profezie, superstizioni, comunicazione, timori latenti, tensioni sociali o personali che creano un potente cocktail.

A detta dell’eclettica compagine di “prove” e segnali deboli che preannuncerebbero un devastante terremoto, in serio pericolo dovrebbe essere Roma.

Così, mentre Valerio Rossi Albertini del Cnr e docente di Chimica e Fisica alla Sapienza di Roma, getta acqua sul fuoco puntualizzando la non correttezza delle generalizzazioni di un’imminente fine del mondo, l’immaginario collettivo ed emozionale pullulano di altre date di presunte catastrofi, giudizi universali.

A dare un tocco diverso alla predizione della distruzione di Roma da parte di un terribile terremoto l’11 maggio è il coinvolgimento, oltre che di molti sensitivi, incluso  Raffaele Bernardi.

Perciò, da un lato entrano nella lizza i soliti i sensitivi, quali il sedicente Divino Otelma, non indugiano a dichiarare: “I segni, questi e quelli che verranno nei prossimi mesi, sono perfettamente in linea con quanto detto dai Maya e da molti altri prima e dopo di loro: dai Caldei a Nostradamus”.

Dall’altro lato, ritorna in auge, proprio Raffaele Bendandi, ribattezzato dal prestigioso Corriere della Sera, dopo il terremoto di Senigallia del 2 gennaio 1924, “l’uomo che prevede i terremoti”.

Malgrado i giovani lo abbiano conosciuto solo negli ultimi sei mesi, da quando circola il suo nome associato al presunto terremoto dell’11 maggio,  Bendandi non è un uomo qualsiasi.

La storia racconta che tutte le peggiori calamità, a livello di terremoti, che hanno sconvolto l’Italia dal 1915 sono state preannunciate da Bendandi.

Così si sono progressivamente avverate le sue profezie il 13 gennaio 1915 alle ore 7.48 ad Avezzano, con lo sconvolgente terremoto, dell’11° grado della scala Mercalli, che ha squarciato la terra mietendo 30.000 vittime.

Poi è stata la volta del terremoto della Marsica, del Friuli il 6 maggio 1976, con magnitudo 6,5, 1000 morti e 45.000 senza tetto.

Bendandi è un astronomo, un sismologo ed uno scienziato fai da te, morto nel lontano 1979 ma che, secondo alcune fonti ignote che hanno messo online la notizia, ha lasciato come profezia proprio la distruzione di Roma per l’11 maggio 2011.

Mentre la notizia circola in modo sempre più insistente sul web, Paola Lagorio dell’ Osservatorio Geofisico Raffaele Bendandi di Faenza, ha smentito tutto sulle pagine di Repubblica. Invero negli scritti di Bendandi compare il 2011 ma contestualizzate in un discorso di considerazioni numeriche, prive di qualsiasi riferimento preciso a date o luoghi particolari.

Così la fascinazione esercitata dai lavori di Bendandi ha portato persone più impressionabili, più sensibili alla cultura catastrofista ed una schiera di astrofili a creare la leggenda metropolitana del terremoto dell’11 maggio.

A fronte di tutto ciò molti si stanno anche chiedendo quanto sia attendibile il sistema messo a punto da Bendandi per la predizione dei terremoti. E la risposta è molto semplice: perché possa essere veramente una predizione di un evento sismico, è indispensabile che ci siano indicazioni dettagliate su: il luogo ed il tempo nel quale si verificherà e la magnitudo che avrà. Mancando anche solo una delle tre coordinate, è impossibile parlare di predizioni.

Tutte le indicazioni contenute nelle carte di Bendandi, conservate, nell’Osservatorio a lui dedicato, proprio come quelle delle calamità avvenute mentre era in vita, sono sprovviste di luoghi o date precise, quindi non è corretto definirle “predizioni”.

A latere è interessante, però, notare come l’immaginario collettivo, sta  elaborando una serie di presunte date di catastrofi, di cataclismi che, non di rado, cadono l’11 del mese. Pensiamo all’apripista dell’11 settembre con i terroristi che abbattono le Torri Gemelle aprendo una nuova fase della storia dell’umanità, ed al correlato attacco alla metropolitana di Madrid dell’11 marzo 2004 sino a giungere alla tragedia giapponese dello scorso 11 marzo.

Coincidenza? Per gli eventi causati dall’uomo è probabile di no, in quanto l’11 settembre 2001 è una data simbolica, che alcuni hanno anche cercato di decriptare con la Kabala, la numerologia, Nostradamus.

Come sempre, dunque, ad alimentare il caso del presunto terremoto di Roma, intervengono una serie di componenti esoteriche, pseudo-scientifiche, di fobie collettive, di terrorismo psicologico esercitato dai maestri catastrofisti per guadagnare soldi, per incutere ansie e terrori, dai signori della comunicazione per distogliere l’attenzione da altre tematiche più rilevanti o per ottenere una maggiore notiziabilità…  

Tutto ciò è ampiamente risaputo, consta, però, il fatto che molti ci credono, molti sono affascinati, incuriositi da tali fenomeni e, questo, è il frutto del sempre più potente trend alla ricerca di nuove forme di spiritualità, al recupero selettivo del passato, al reincantamento che, non si è ancora completamente epurato dai miasmi del pessimismo e apocalittismo postmoderno. 

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Una Risposta to “11 maggio terremoto a Roma? La verità e Bendandi, l’uomo dei terremoti”

  1. […] o meno recondito dell’accaduto, è importante sottolineare che, come già precisato in un post precedente, Bendandi non ha mai detto o scritto da nessuna parte che l’11 maggio 2011 ci sarebbe stato […]

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