Svegliarsi con un accento straniero: indemoniata o una sindrome rara?

Per alcuni potrebbe quasi avere dell’incredibile, altri potrebbero pensarlo un miracolo (proprio come era accaduto nei discepoli di Gesù dopo la discesa dello Spirito Santo) o, persino, una possessione del demonio.

Invero la realtà è, come sempre, più articolata ed interessante da scoprire.

Karen Butler, una donna di 56 anni, che vive ai Newport, Oregon, ha iniziato a parlare con un accento diverso dopo aver subito un intervento chirurgico dentistico.

Al risveglio dall’anestesia ha smesso di avere la sua naturale inflessione parlando, invece, con un forte accento tra l’irlandese, il britannico e lo scozzese, con un tocco di sudafricano, australiano e transilvanico.

Gli esperti ritengono che sia vittima di una condizione rara, ma reale, clinicamente, definita come sindrome dell’accento straniero (FAS- Foreign Accent Syndrome), una malattia rara che colpisce il lobo sinistro del cervello, nella sua area dedicata al linguaggio, provocando un’alterazoine che induce ad assumere, spontaneamente, la pronuncia di una lingua straniera.

Nel mondo ci sono solo 60 casi accertati di tale sindrome, incluso quello di una donna inglese con una notevole inflessione cinese.

A soffrirne sono, specialmente, molte persone colpite da ictus.

Anche qualsiasi altro tipo di lesione della testa potrebbe innescare la sindrome dell’accento straniero.

Anche per Butler, i ricercatori ritengono che tutto dipenda da un piccolo ictus che avrebbe inficiato le corrette funzioni della parte del cervello destinata a presiedere al linguaggio della donna.

“È  stata colpita una porzione molto piccola del cervello che controlla l’articolazione e l’intonazione del modo di parlare, ecco perché è così tanto rara. Le chance che questa area venga colpita una persona durante un ictus sono una su un milione quando viene un ictus”, rassicurano i neurologi.

Una persona che convive con tale sindrome ammette che all’inizio è veramente difficile perché sembra quasi di avere perso la propria identità. “Le persone che ti conoscono, ti credono pazza, oppure pensano che le stai prendendo in giro. Così diventa ancora più difficile farsene una ragione. C’è, poi, anche la drammatica posibilità che qualcuno inizi, persino, a malignare e sparge la voce che sei posseduta dal diavolo, che devi essere esorcizzata. Poi, continuando a sentire che te lo dicono, può anche succedere una cosa terribile: inizi a dubitare di te stessa, ed alla fine, per cercare di risolvere la situazione, ti metti nelle mani di qualche esorcista, e perdi tanti di quei soldi, senza poterne venire a capo”.

Le conseguenze possono, dunque, essere anche gravi, quasi più sull’aspetto relazionale (con sé e con gli altri) che per gli effettivi problemi  fisici.

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Una Risposta to “Svegliarsi con un accento straniero: indemoniata o una sindrome rara?”

  1. Aldo Cannavò Says:

    Nel nostro DNA esiste la memoria di tutti i nostri antenati,che normalmente resta nel nostro inconscio. Può succedere che un trauma od una forte emozione facciano riaffiorare certi ricordi od atteggiamenti di qualche nostro antenato,che può anche essere vissuto in territori lontani dal nostro. Questo concetto l’ho elaborato riflettendo sulla credenza degli indù relativa alla reincarnazione.Essi si basano, per sostenerla,su racconti di persone che dimostrano di ricordarsi anche cose accadute centinaia di anni prima e spesso in luoghi lontani, o che sanno fare cose che impossibili per il loro grado di studio ed esperienza.Dovendo riconoscere questi fatti come reali,sono appunto convinto che essi dipendano dalla memoria del nostro DNA,che qualche volta fà risvegliare esperienze vissute da qualche antenato che ci ha trasmesso alcuni suoi geni.

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