Eco-carburanti: le auto che vanno a torte e patatine

Che cosa hanno in comune lo spreco del cibo e il progressivo esaurimento del petrolio?

Apparentemente niente. Invero non è così.

Stando ai fatti, la quantità di cibo che, ogni anno, solo noi italiani buttiamo nei rifiuti sarebbe sufficiente a sfamare 44,5 milioni di persone.
Dall’altro canto la costante crescita dei prezzi della benzina e la progressiva riduzione delle scorte di combustibili fossili, associato ai costanti incrementi di inquinamento, stanno rendendo sempre più indispensabile trovare delle fonti energetiche alternative.
In alcune zone del mondo, come in Brasile, vengono già utilizzati per la produzione di eco-curburanti alternativi alcuni prodotti agricoli come l’olio di colza, la barbabietola, la canna da zucchero, i cereali, la soia, il mais.

Un simile impiego di materie prime che potrebbero anche sfamare le migliaia di persone che muoiono di fame ogni anno, inevitabilmente, evoca una serie di questioni molto delicate ed ambivalente di ordine etico e morale.

La soluzione potrebbe, invece, provenire dal riciclare i prodotti alimentari che, generalmente, gettiamo tra i rifiuti.

Anche qui un’alternativa potrebbe essere, in alcuni casi, di recuperare i cibi che sono ancora edibili, come insegna il last minute market, ma la parte che finisce, inevitabilmente, nella spazzatura come umido, potrebbe essere convertita in bio-carburanti.

Greenergy, il più grande fornitore di carburanti della Gran Bretagna sta proprio lavorando ad un progetto per ottenere del diesel utilizzando rotoli di salsiccia, patè, pasticci di maiale e patatine. La società ha già firmato un accordo per acquistare l’olio spremuto dai rifiuti alimentari, che sarà trasformato in bio-diesel nella centrale di Hull.

Il prodotto verrà poi miscelato in un diesel da distribuire in una pompa di carburante in Gran Bretagna.

“È un altro esempio dell’ingegno britannico che aiuterà a ridurre la nostra dipendenza dal greggio costoso,” ha affermato Paul Lester, a capo dell’azienda.

Anche se solo una percentuale molto piccola di carburante di ogni vettura verrà da scarti alimentari, la produzione complessiva ammonterà a milioni di litri ogni anno.

Secondo Lester, un solo impianto di trasformazione tratterà abbastanza rifiuti di torte o patatine da riempire una nave da crociera.

La filosofia è, dunque:

1-  di entrare in un’ottica di riciclo produttivo, per cercare di  risolvere la questione delle fonti energetiche alternative,

2- di iniziare a rendere utile la raccolta differenziata,

3- di continuare nella diffusione del messaggio che la risoluzione delle grandi questioni ambientali (dall’inquinamento alle fonti alternative) non riguarda solo i politici, le grandi aziende globali,… ma, anzi, deve partire dall’impegno di ciascuno di noi, nella quotidianità, nei gesti più semplici.  

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