Nato per salvare il fratello: amore, dono e bioetica

La vita è un valore.

L’amore che sta alla base del concepimento della vita è un valore.

Il stesso dono della vita è un valore.

 

La bioetica mostra come questi tre valori possono trasformarsi, assumere significati diversi a seconda di come vengono utilizzati ed invocati.

A mostrarlo, in modo concreto, suscitando un acceso dibattito internazionale è il caso di un ragazzo britannico di 12 anni, affetto da una rara malattia, curato grazie al suo fratellino appositamente concepito per donargli la vita.

Charlie Whitaker è nato con l’Anemia Diamond Blackfan (DBA), una condizione che impediva al suo organismo di produrre globuli rossi.

Per anni, per mantenere il suo sangue sano, si è dovuto sottoporre a dolorose iniezioni che lo hanno visto impegnato otto ore al giorno.

Ma ora, l’esistenza di Charlie è radicalmente cambiata, non ha più bisogno dei medici, può condurre una vita normale e sana, come hanno rivelato i suoi genitori, Jayson e Michelle.

È stato salvato dal trapianto di cellule staminali prese dal cordone ombelicale di suo fratello Jamie, nato da fecondazione artificiale, proprio per fornirgli il tessuto di cellule staminali indispensabile per salvarlo.

Come è abbastanza semplice supporre, il caso ha indotto un aspro dibattito, un po’ ovunque. Il ragazzino è dovuto andare negli Stati Uniti per sottoporsi alla procedura, al momento vietata in Gran Bretagna.

La mamma Michelle, una donna di 38 anni, ha dichiarato “Per parlare di Jamie la gente usa il termine ‘designer’ (progettato) o ‘baby harvest’ (bambino coltivato), per dare l’idea che sia nato per creare dei pezzi di ricambio, ma questo è completamente sbagliato mi piace molto di più l’idea di definirlo come il salvatore di suo fratello, perché questo è quello che è davvero.”

“Charlie è ora completamente sano, so che il suo fratellino lo ha salvato e lo sa benissimo anche lui e siamo convinti che questo sia meraviglioso.”

“Quello che Jamie ha fatto per suo fratello è ancora più speciale. Sono così orgogliosa di ciascuno dei due che, anche s dovessi ritornare indietro, rifarei tutto da capo”.

A livello etico la situazione è davvero molto delicata ed ambivalente perché evoca una serie di domande molto forti e chiama in gioco valori fondamentali come la dignità dell’essere umano, la nascita come gesto d’amore, la libertà, la responsabilità,… e le molteplici questioni della biogenetica.

Tutto ruota, indubbiamente, attorno al grande valore della vita.

Un valore che assume valenze e significati diversi a seconda di come lo si osserva.

Sarebbe stato giusto condannare per sempre Charlie ad un’esistenza di sofferenza?

Jamie dona la vita al fratello e la vita è stata donata anche a lui: ma è un donare diverso l’uno dall’altro.

Il primo è gratuito, per certi versi, persino non volontario, il secondo, in un certo senso, potrebbe essere inteso come un amore dotato di un fine utilitaristico.

L’amore è il filo conduttore: c’è l’amore dei genitori per Charlie, l’amore che li ha spinti a concepire un fratellino per salvarlo, l’“amore” del gesto di Jamie…

Di fronte a ciò non possiamo esimerci dal chiederci come si sentirà Jamie quando saprà di non essere stato concepito per amore nei suoi confronti, ma per amore nei confronti di Charlie.

Può darsi che non si crei questo problema, che, una volta diventato grande, senta fino in fondo di essere il salvatore del fratello, proprio come lo descrive la mamma.

Ma non è nemmeno da escludere che, un giorno, possa riflettere sul significato diverso dell’amore nel quale è stato concepito Charlie e del sentimento alla base della sua nascita.

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Una Risposta to “Nato per salvare il fratello: amore, dono e bioetica”

  1. Aldo Cannavò Says:

    Gesù diceva: Il sabato è per l’uomo,non l’uomo è per il sabato.Ha chiarito il concetto con l’asserzione che se l’asino cade nel pozzo di sabato si può infrangere la legge sull’astinenza dal lavoro nella festa per salvare l’asino.Il concepimento di Iamie per salvare il fratellino è quindi stato cosa buona.

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