Terremoto in Spagna: la predizione si è avverata?

11 maggio 2011: un terremoto di magnitudo 4.4 fa tremare la terra in Spagna e, due ore dopo, un’altra scossa di intensità 5.3 abbatte molti edifici nel sud della Spagna, nei pressi della città di Lorca. Il bilancio, al momento, è di 10 vittime e decine di feriti.

La notizia è salutata con sgomento da tutti fuorché da un manipolo di verbosi castastrofo-pessimisti che, negli scorsi mesi, ha, progressivamente, rintuzzato la fiamma della preoccupazione e della paura nella gente comune, intercettando e dando sfogo ad una serie di frustrazioni e difficoltà che ognuno ha da affrontare nella quotidianità.

Prima di cercare insieme di capire il significato sociale e culturale, più o meno recondito dell’accaduto, è importante sottolineare che, come già precisato in un post precedente, Bendandi non ha mai detto o scritto da nessuna parte che l’11 maggio 2011 ci sarebbe stato un terremoto devastante a Roma. La notizia era, per sè, una bufala: un interessante fenomeno mediatico, diffuso da Internet.

Qualcuno potrebbe rispondere che, comunque, l’allineamento astrale (propio come la Super Moon Extreme in coincidenza con il terremoto-tsunami giapponese, è un dato di fatto. Certo che lo è, ma può benissimo essere, a sua volta, una coincidenza.

Ogni giorno, nel mondo si verificano terremoti più o meno forti e distruttivi.

Tuttavia, rimanendo all’oggettiva realtà, verso mezzogiorno dell’11 maggio, 22 scosse molto lievi hanno scosso l’Italia, ma, secondo l’United States Geological Survey, nessuna può essere identificata con la presunta predizione di Bendandi (che, ripeto, non esiste).

Dilatando la prospettiva, è naturale che, davanti ai forti terremoti che, negli ultimi mesi stanno devastando il pianeta causando migliaia di vittime e miliardi di dollari di danni, chi non ha molta dimestichezza con la sismologia sia portato a domandarsi che cosa sta succedendo e, sotto l’onda della suggestione, sia anche disposto a credere alle più fantasmagoriche spiegazioni. Spiegazioni molto astute che sono, tra l’altro, un importante cartina di tornasole, della rinata sensibilità nei confronti della dimensione spirituale, del bisogno collettivo di riscoprire la fantasia, le religione, il mistero, l’arcano, non accontentandosi più della semplice razionalità e spingendosi, invece, ad indagare le lande dell’irrazionale, dell’occulto, del reincantamento.

Ma guardiamo gli effetti concreti di tutto quanto accaduto.

Nonostante le diverse smentite e, persino la RAI abbia cercato di smorzare i timori dedicando una buona parte di una trasmissione nota per esplorare le terre del mistero, il Comune stesso di Roma ha messo a disposizione un numero verde e, come testimoniano anche vari reportage apparsi persino sulla stampa estera, incluso il Canadian Press, la BBC e la CNN, migliaia di persone hanno lasciato Roma per precauzione.

Così, chi temeva il disastro si è recato in  campagna ed in un quartiere vicino alla stazione ferroviaria centrale dell’Urbe, molti negozi sono rimasti chiusi.

Inutile dire che un simile scherzo ha avuto, quindi, un certo impatto anche a livello economico.

Non è servito nemmeno l’intervento della Protezione Civile che ha ufficialmente ribadito che non c’era pericolo perchè i terremoti non si possono predire. Eppure le testimonianze raccolte da chi è fuggito non lasciano dubbi su quanto sia stato potente e pervasiva la bufala di internet: “Ho detto al mio capo che ho una visita dal medico e mi prendo un giorno di ferie,” ha spiegato il barman Fabio Mengarelli alla  Reuters. “Se devo morire voglio morire con mia moglie e i mie figli, e so che moltissime altre persone faranno come me”, ha concluso.

Allo stesso modo, Tania Cotorobai, una chef, ha affermato che, a sua volta, si sarebbe presa un giorno di riposo: “Io non so se davvero ci credo, ma se si guarda internet si vede tutto e il contrario di tutto, e si finisce per farsi suggestionare”.

Il potere della comunicazione e di internet, specialmente nella diffusione di notizie è davvero inimmaginabile.

A rendere ancora più inquietante la situazione è stato il ricordo di quanto accaduto in concomitanza del terremoto di L’Aquila, nel 2009 con le sue più di 300 vittime.

La coscienza collettiva non è riuscita a cancellare il ricordo che, in tale occasione, si sono scatenate feroci polemiche perchè uno scienziato, Giampaolo Giuliani, nei giorni precedenti alla tragedia ha cercato di avvertire la popolazione locale di un imminente terremoto senza venire ascoltato. Una Cassandra che, comunque, ha lasciato un dubbio nel cuore e nelle menti di molti, anche se i funzionari dicono che lo studioso aveva sbagliato ad identificare la posizione del disastro annunciato.

Passando, invece proprio sul versante della scienza ufficiale,  il ricercatore Alberto Michelini è contento di fenomeni quali quello appena vissuto perchè li considera una forma di sensibilizzazione collettiva nei confronti del pericoli naturali. Quindi, a sua detta, è importante “approfittare di questo momento di paura e psicosi per cercare di spiegare quello che facciamo” veramente noi scienziati.

Comunque, gli esperti professionali non credono che sia possibile prevedere i terremoti a causa della loro casualità. “Nonostante gli sforzi enormi ed i grandi progressi nella comprensione dei terremoti, non ci sono buoni esempi che dimostrino che siamo stati in grado di prevedere con successo un terremoto definendo con precisione dove, quando e con quale intensità si sarebbe verificato”, ha concluso  il responsabile della sismologia presso il British Geological Survey, Brian Battista.

Quindi chi utilizza metodi spuri per prevedere i terremoti finisce, spesso per screditare l’intero lavoro della comunità scientifica perché finisce solo per “causare allarme sociale”.

Invero, le previsioni a brevissimo termine (30 secondi) sono sicuramente possibili, ma quelle a lungo termine, almeno per il momento, sono molto più difficili. Al massimo, con il livello di capacità predittiva attuale, i sismologi possono, al massimo, limitarsi ad affermare che alcune regioni, come  gli Stati Uniti occidentali e il  Giappone, sono più inclini ad essere colpiti da  forti sismi.

Concludendo, l’intero fenomeno è molto più significativo sotto il punto di vista socioculturale che non scientifico, perchè dimostra un comune sentire molto diverso rispetto al passato, testimonia il sorgere di nuove forze, di nuove modalità di comunicazione e di diffusione dell’opinione pubblica, di un originale forma di empatia.

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4 Risposte to “Terremoto in Spagna: la predizione si è avverata?”

  1. Giuseppe Says:

    Mi sono fatto veramente di gusto quattro risate quando tutti i telegiornali d’Italia si sono messi ad insultare i catastrofisti che rifacendosi allo scienziato predicevano il terremoto. Infatti la giornata incriminata non era ancora passata… Mi ricorda un’altra ben più famosa predizione, qualcuno ricorda le calende greche? 😀 Sono arrivate, ma non certo finite…

    La verità è che sia i catastrofisti che gli scentisti a mio parere sono degli idioti, che ragionano più per fede (entrambi) che razionalmente…

    Un catastrofista vede catastrofi ovunque ed in ogni momento, uno scentista cerca di razionalizzare ogni cosa sempre e comunque.

    Ma soffermiamoci più sui secondi, perché i primi ultimamente sono già abbastanza ridicolizzati. Chi è scientista (non scienziato) cerca sempre (alcune volte anche inbrogliando) di dimostrare che qualcosa che non può essere riprodotta da chiunque è impossibile (il famoso principio della ripetibilità). Poco importa se è vero, poco importa se funziona… Dopotutto è rassicurante pensare che ogni cosa si può toccare con mano e controllare. Quindi per esempio nega Dio perché non ci sono prove scientifiche della sua esistenza, dimenticando però che non esistono nemmeno prove della sua NON esistenza… E dimenticando anche il cosidetto principio scientifico di falsicabilità, che dice che la scienza può provare solo se una cosa non è vera, non se è vera… (parola chiave falsificabile). E dimenticando anche che i più grandi scienziati della storia sono stati sempre credenti (solo per fare qualche esempio Eistein). Oppure quello che avveniva per il “magnetismo animale”, considerato dall’allora scienza ufficiale inesistente, salvo poi cambiargli nome e chiamarlo ipnosi e dire che era scientifico. Ecc…

    Quindi per fare il punto, dopo la brutta figura del terremoto predetto, deriso, e avverato, certa gente dovrebbe stare solo in silenzio e fare autocritica. Non si può credere per fede che cio’ che non è dimostrato non esiste.

    • Purtroppo, nella nostra società, sono sempre più le persone che millantano una scientificità per cerccare di conquistare credibilità. lo scientismo (non la scientificità) è una vera e propria fede, con i suoi dogmi, i suoi ministri, i suoi rituali… anche se molti pseudo-scienziati si dicono atei, invero il loro dio è la loro presunzione, la loro supponenza, la loro mancanza di umiltà.
      E ciò contagia anche molti scienziati di fama mondiale. Un esempio per tutti è la nota Margherita Hack che crede di dimostrare la non esistenza di Dio per il solo fatto di non essere mai riuscita a vederlo con il suo telescopio!

  2. Giuseppe Says:

    Ciao Ada,
    vedi che sono completamente d’accordo con te, e mi fa piacere quello che hai detto sulla Hack, perché la “scienziata” è proprio l’esempio idelale di quello che sto cercando di dire…

    Ricordo una sua inervista nella quale diceva: “non esiste acqua su marte”. L’indomani la NASA pubblicò le prove dell’esistenza dell’acqua su marte… 😀

    In questo caso però, forse sono stato leggermente frainteso, me la sono presa con chi appunto sostiene la non possibilità di prevedere terremoti e la falsità di quella teoria catastrofista, ma che è stato smentito (e deriso) dalla realtà dei fatti, perché il terremoto alla fine c’è stato…

    Dire “non è scientifico” non significa dire “è falso”. E dire “non è stato ancora dimostrato” non è dire “non è scientifico”.

    Comunque, saluti affettuosi

    Giuseppe

  3. Giuseppe Says:

    Alla fine, per rispondere alla tua domanda: la predizione si è avverata?

    Si. 😀

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