Janice Tunnicliffe: la donna allergica all’energia elettrica

Per migliaia di anni, i nostri antenati hanno vissuto senza energia elettrica. Per noi oggi pare quasi impossibile immaginare un’esistenza senza luce, senza frigorifero, senza televisione, senza internet, senza nessuno dei prodigiosi strumenti che siamo stati capaci di inventare e che funzionano proprio con l’energia elettrica.

Ma che cosa succederebbe se, improvvisamente, non potessimo più servircene?

Non mi riferisco alle questioni delle risorse alternative, dei combustibili fossili, del nucleare etc. Ma proprio all’eventualità che, improvvisamente, per un qualche motivo, diventassimo allergici proprio all’energia elettrica stessa.

Malgrado un simile evento abbia una remotissima possibilità di accadere, Janice Tunnicliffe, una cinquantacinquenne Inglese, ha proprio contratto un’allergia all’energia elettrica.

Si tratta di una rara condizione, detta elettro-sensibilità, che le impedisce di compiere molte delle azioni più banali e comuni come usare un bollitore elettrico o il ferro da stiro, non meno che di stare in un luogo con connessioni internet wireless.

Per il suo stato, deve tenersi completamente al riparo da ogni tipo di campo elettromagnetico. Di conseguenza ha dovuto smettere di guardare la televisione, di usare il cellulare ed ascoltare la radio ed è, tra l’altro, anche costretta a tenere la lavatrice in un capanno in cemento fuori casa.

La vita senza elettricità, per chi è ormai, da sempre abituato alla sua comodità, è molto difficile.

Così, Janice passa ogni sera a giocare a Scarabeo a lume di candela con il marito.

E, comunque,  la sua particolare condizione ha finito per isolarli completamente dal resto del mondo moderno.

È come se vivesse nell’era pre-industriale solo che, a differenza delle comunità mormone nordamericane, la sua non è una scelta, ma un’imposizione.

 

La normale esistenza  è stata sconvolta quando, nel febbraio 2008, è stata ricoverata in ospedale con forti dolori addominali e nausea.

Dopo tre giorni di test, hanno scoperto che era malata di cancro all’intestino. I chirurghi l’hanno operata immediatamente per rimuovere il grosso tumore  oltre a 14 linfonodi.

Fortunatamente, nonostante le dimensioni del tumore, non si era diffuso, ma i medici hanno deciso di sottoporla, ugualmente,  ad un ciclo di chemioterapia dopo l’intervento chirurgico come misura precauzionale.

Ed è stato proprio allora che è incominciato il suo problema e che ha iniziato a sentirsi male ogni volta che si avvicinava ad uno qualsiasi dei molti apparecchi elettrici e senza fili che aveva in casa.

Janice sostiene che ci sia una qualche relazione tra i due fatti: “Personalmente, penso che ci deve essere un collegamento con la chemioterapia e l’ES, ma nessuno lo ammette.”

Dopo il ciclo di chemioterapie la donna ha subito iniziato a soffrire di un costante mal di testa, di vari dolori al petto, di nausea ed un formicolio alle braccia e le gambe ogni volta che si trova vicino a dispositivi elettrici o oggetti che emettono un segnale.

Per cercare di ovviarvi, spiega, “facevo lunghe camminate, ogni giorno e, quando ero fuori di casa, andava tutto bene. Ma appena rientravo, cominciavo a sentirmi subito male.”

“Allora i medici mi hanno consigliato di farmi una bella vacanza da qualche parte. Così, siamo andati, io e tutta la famiglia in Grecia a Kos per due settimane nel mese di settembre 2008.”

“Mentre ero là stavo bene, ma quando sono tornata a casa mi sono sentita di nuovo, subito, male. E solo allora ho capito che il mio problema poteva essere proprio legato a tutto l’elettrosmog che c’era in casa mia”.

Per ripararsi dall’elettrosmog dei vicini, Tunnicliffe ha anche dovuto coprire le finestre della sua abitazione con un particolare materiale metallico in grado di deviare le onde elettromagnetiche erranti.

Il suo unico momento di sollievo è stato quando nel suo villaggio, vicino a Mansfield nella zona rurale del Nottinghamshire, è stata, temporaneamente, sospesa l’erogazione di energia elettrica.

“Diversi tipi di tecnologie mi provocano reazioni e sensazioni differenti” spiega la donna “ma quello che mi accade è per lo più che inizo a soffrire di mal di testa e nausea. Gli IPhone mi fanno davvero stare malissimo e, in circa 20 minuti, da quando sto vicino a qualche persona che ne ha uno e, che magari, non vedo, inizio a stare davvero malissimo. L’effetto che mi fa il Wifi, è invece, che mi sembra quasi di avere una morsa che mi schiaccia la parte posteriore della testa facendomi morire. Una centralina elettrica di una casa mi può paralizzare completamente: è terribile quando mi capita non riesco più a muovere né l ebraccia né le gambe.”

Graham Lamburn, responsabile tecnico presso Powerwatch, un’organizzazione indipendente che promuove ambienti più sicuri, ha detto che “finora i medici sono sati lenti a riconoscere l’elettro-sensibilità come una malattia perché le sue cause sono ancora sconosciute.”

Ciononostante, al Consiglio d’Europa si stanno muovendo per cercare di attuare una drastica riduzione dell’esposizione ai telefoni e altri dispositivi wireless che, secondo alcuni, sono dannosi per la salute.

La vicenda di Janice, da un lato, ci insegna le difficoltà della medicina a valutare delle condizioni rare come l’elettro-sensibilità e quanto, spesso, la gente che colpita da simili stati sia abbandonata a se stessa , sia costretta a combattere, da sola, senza l’aiuto dei medici, la propria lotta per cercare di ottenene una migliore qualità della vita.

Dall’altro, la donna inglese, ci dà un forte monito nei confronti dell’elettrosmog, con il quale conviviamo quotidianamente ma del quale, molto (troppo)  spesso, non ci rendiamo conto.

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2 Risposte to “Janice Tunnicliffe: la donna allergica all’energia elettrica”

  1. […] anche da una serie di casi tra i quali si è, di recente, aggiunta anche la vicenda della donna britannica allergica all’elettromagnetismo. E, mentre i signori della telefonia, continuano a smentire ogni tipo di probabile influsso […]

  2. […] poteri di guarigione, dopo le recenti scoperte sulla magneticezione e il caso della donna inglese allergica ai campi magnetici,  ora è la volta di Paulo David Amorin, un ragazzino brasiliano della città di Mossoro, di 11 […]

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