Giornata delle “Spiagge e fondali puliti”: risintonizzarci sul valore della Natura

Nella Società Sensibile che si va progressivamente affermando, la rosa dei nuovi valori dà un posto speciale alla natura, o meglio, alla Natura.

 

Da Madre buona l’avevamo trasformata, dapprima in Matrigna cattiva, per poi declassarla a semplice schiava, da sfruttare, vessare e violentare impunemente ed arbitrariamente, a proprio piacimento.

Negli ultimi anni qualcosa, anzi, molto è cambiato.

Mentre circa 20-30 anni fa chi dimostrava una qualche sensibilità nei confronti dell’ambiente e delle corrispondenti tematiche o era un estremista, integralista, fanatico verde, o un radical chic che, sposando le cause ambientaliste o animaliste, intendeva, semplicemente, distinguersi dalla massa, oggi tutto è profondamente diverso.

Ammesso pure che ci sia stato un periodo iniziale nel quale i comportamenti, gli atteggiamenti, le scelte ambientaliste erano mosse esclusivamente da finalità egoistiche ed egocentristiche (“ho paura di ammalarmi, quindi non uso l’eternit”), e che, in un secondo momento il focus dell’attenzione si sia progressivamente allargato includendo i timori ed i pensieri riferiti, oltre a se stessi, anche i propri cari (“prendo prodotti a km 0 perché ne va della salute dei miei figli”), oggi lo spirito è molto diverso.

La sensibilità ambientale è intesa in senso lato.

È un tipo di attenzione più lungimirante, più globale ed olistica, per certi versi, più profonda, intrinseca e connaturata.

La Natura diventa un valore, un bene di tutti e per tutti, perché ci siamo resi conto che siamo tutti coinvolti e, danneggiandola, non solo ne andrebbe di mezzo l’ambiente, il mondo, qualche popolazione lontana, ma tutti noi, indistintamente.

Si tratta, dunque, di un radicale cambiamento di prospettiva che coinvolge sempre più le nostre scelte quotidiane, che, in generale, ci induce a comportamenti di maggiore riguardo e rispetto verso l’ambiente e perso il nostro prossimo, senza necessariamente essere dei verdi, degli ambientalisiti,… È stato un processo lento di normalizzazione, di quotidianizzazaione dei valori ambientali che da elitari si stanno, lentamente, diffondendo in tutta la società.

In un simile quadro si sono inserite le due iniziative, promosse da Legambiente, “Spiagge e Fondali puliti 2011” in Italia, e a livello internazionale, nel Bacino del Mare Nostrum, “Clean up the Med”, che, nello scorso week end, hanno visto migliaia di volontari coinvolti nella pulizia dell’immenso patrimonio naturale delle coste marine. In linea di principio, sono state coinvolte tutte le 1.500 località costiere di diverse lingue e culture del Mediterraneo, considerato tra i 25 luoghi a maggiore concentrazione di forma di vita animale e vegetale sulla Terra.

È l’habitat nel quale vivono il 20% di tutte le specie marine, una straordinaria concentrazione di biodiversità che rischia di essere gravemente compromessa dalle attività umane, inclusa la pesca illegale, la cementificazione selvaggia, gli scarichi abusivi, il trasporto di greggio, oltre ai danni causati dai mutamenti climatici.

Un ulteriore fattore di pericolo è l’inquinamento dato dalla presenza di rifiuti gettati nei fondali marini e che deturpano le spiagge.

Tra i gli oggetti che più di frequente invadono le nostre splendide spiagge ci sono plastica, bottiglie, mozziconi di sigarette, fazzoletti, elettrodomestici, carcasse di metallo,…

Per cercare di capire l’impatto ambientale da parte di chi per disattenzione o incuria, rende le nostre coste discariche a cielo aperto, teniamo presente che il periodo di degrado è di:

  • 3 mesi per un semplice fazzoletto di carta
  • 4-12 mesi per un giornale
  • 12 mesi per un pacchetto di sigarette
  • 1-5 anni per un mozzicone di sigaretta
  • 5 anni per un pezzo di carta plastificata
  • 5 anni per una gomma da masticare
  • 100-1000 anni un sacchetto di plastica

Per inciso, come curiosità, a favore di comportamenti più responsabili e di raccolta differenziata, possiamo ricordare che, per esempio:

  • con 800 lattine di alluminio si può produrre una bicicletta,
  • con 37 una caffettiera e
  • con solo 3 un paio di occhiali.

L’incuria nei confronti delle spiagge, dunque, non solo mina la bellezza delle coste e la possibilità di fruirne, ma mette anche in serio pericolo la biodiversità dentro e fuori dal mare.

Se poi, passiamo ai fondali marini, lo scempio è ancora peggiore ed ha quasi dell’incredibile come raccontano alcuni sub coinvolti nell’operazione di pulizia dei fondali.

“C’era di tutto sotto. A un certo punto ho persino recuperato qualcosa che sembrava la ruota di un aereo, per non dire dei copertoni dei camion, le gomme delle auto, enormi pezzi di onduline,…” spiega Silvia Cattaneo.

Dall’altro canto, l’iniziativa ha anche un forte valore pedagogico.

Le centinaia di bambini coinvolti nella pulizia delle spiagge hanno potuto capire, in modo concreto, il valore negativo di un semplice gesto come buttare per terra o nel mare un rifiuto.

E, a fine giornata, malgrado le molte provviste messe a disposizione di una nota catena di super-/ipermercati, nessuno ha lasciato una carta, una lattina, o un qualsiasi altro tipo di rifiuto in spiaggia: tutti sono stati riposti nei debiti contenitori.

Il protagonismo delle nuove generazioni, ma anche dei volontari, è un modo nuovo, proattivo di essere attenti all’ambiente, un modo positivo e propositivo che riscuote molto più successo delle semplici campagne che mostrano il problema come lontano, irrisolvibile e, pertanto, incapace di coinvolgerci direttamente, se non nei suoi eventuali effetti dannosi e pericolosi.

Invece, la sensibilità ambientale, è qualcosa che ci riguarda e ci tocca in prima persona, nelle nostra piccole abitudini quotidiane, nei gesti che compiamo in modo automatico e che assommati possono davvero fare la differenza.

Tante volte ci vuole davvero poco per ri-sintonizzarci sulla Natura, basta essere meno distratti, meno superficiali, ed è molto importante che le nuove generazioni inizino a riscoprire questo valore, così antico, così fondamentale.

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3 Risposte to “Giornata delle “Spiagge e fondali puliti”: risintonizzarci sul valore della Natura”

  1. Ciao, grazie per aver segnalato di questa iniziativa, io c’ero e ti posso assicurare che avrebbe davvero fatto bene a chiunque partecipare anche solo con un gesto, un piccolo gesto: raccogliere dal mare o da una spiaggia un rifiuto che non fosse nostro. Io ho fatto parecchie immersioni nella mia vita in posti meravigliosi, in tutto il mondo ma credo davvero che questa, pur non essendo la più emozionanate per i colori, i pesci, i coralli, non la dimenticherò mai perchè mi ha responsabilizzata e sensibilizzata in maniera profonda. Alla fine dell’immersione tutti noi sub ci siamo confrontati su quello che abbiamo trovato e raccolto e si è creata una bella solidarierà, un legame che aveva come comune denominatore il rispetto.

    “dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vivere come prima”
    Jacques-Yves Cousteau

  2. Aldo Cannavò Says:

    Bisogna cominciare dalle scuole elementari ad educare i bambini a rispettare la natura,cominciando dal non lasciare rifiuti in giro,poichè è difficile ormai spiegare a certi adulti che la natura è di tutti e bisogna trattarla con lo stesso riguardo col quale trattiamo casa nostra. Se non sporchiamo l’ambiante risparmiamo pure la fatica di doverlo poi pulire.

  3. […] successo delle giornate mondiali della terra alle migliaia di volontari che sacrificano il weekend per pulire le spiagge ed i fondali marini, dalla raccolta differenziata, alla preoccupazione per l’inquinamento e la morte o […]

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