Il cellulare minaccia il Wellthiness? Fatti e retroscena della dichiarazione OMS

Dopo anni di dibattiti e di risultati diversi, è stato compiuto un ulteriore passo avanti nella delicata questione degli effetti che potrebbero avere i telefoni cellulari sulla nostra salute e il nostro Wellthiness.

Il pericolo dei campi elettromagnetici è un tema molto discusso e di grande attualità ovunque, compreso all’Unione Europea, sollecitato, tra l’altro, anche da una serie di casi tra i quali si è, di recente, aggiunta anche la vicenda della donna britannica allergica all’elettromagnetismo. E, mentre i signori della telefonia, continuano a smentire ogni tipo di probabile influsso negativo sulla nostra salute, altri stanno cercando di approfondire la questione per tentare di risolvere l’amletico dubbio.

Gli esperti di cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno ufficialmente dichiarato che i telefoni cellulari e i cordless pare possano aumentare il rischio di contrarre alcuni tipi di tumori cerebrali e, pertanto, ci invitano a cercare di ridurre al minimo la nostra esposizione.

Un gruppo di lavoro composto da 31 scienziati di 14 paesi diversi riuniti presso l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’OMS ha eseguito un’attenta  revisione di tutte le prove scientifiche disponibili pubblicate sul tema concludendo che  l’uso del telefono cellulare dovrebbe essere classificato come “possibile cancerogeno”.

Così una delle abitudini più diffuse al mondo, parlare con il telefonino, viene inserita nella stessa ampia categoria di rischio cancro (IARC) nella quale trovano posto anche l’esposizione al piombo, al cloroformio e, persino, l’assunzione di caffè. Ciò dovrebbe stimolare le Nazioni Unite a rivedere i propri orientamenti sui telefoni cellulari in tema di salute fisica, o, almeno, così auspicano gli scienziati coinvolti nel lavoro.

Ma, prima di avere una risposta più definitiva su qualsiasi tipo di connessione tra i telefoni cellulari ed il cancro, è indispensabile un’ulteriore serie di ricerche più dettagliate.

In precedenza, l’OMS aveva detto che non c’era nessuna prova che testimoniasse un legame tra l’uso del telefono cellulare e il cancro.

“Dopo aver esaminato in sostanza, tutte le prove rilevanti… il gruppo di lavoro ha stabilito che i campi elettromagnetici a radiofrequenza devono essere classificati come possibili cancerogeni per l’uomo,” ha dichiarato Jonathan Samet, presidente del gruppo IARC.

A sua detta alcune prove suggerirebbero un collegamento ed una certa proporzionalità tra un aumentato di rischio di glioma (un tipo di tumore al cervello) e l’uso del telefono cellulare.

Di fatto l’uso del cellulare è aumentato enormemente da quando sono stati introdotti, nei primi anni 1980, raggiungendo una quota di 5 miliardi di apparecchi attualmente attivi.

E dato che i telefoni sono diventati una parte fondamentale della nostra vita quotidiana, alcuni dicono persino che si tratti, ormai, a tutti gli effetti, un’estensione del nostro Sé, quasi un’appendice esterna di noi, e molti di noi se ne servono anche per navigare sul Web oltre che per parlare con gli altri, gli esperti del settore ritengono che siano diventati una vera e propria minaccia per la nostra salute non iniziamo a smettere di servircene in modo così frequente e continuativo.

“Per ridurre il pericolo, i consumatori interessati” spiega Matthew Thornton dell’Avian Securities, “possono scegliere di acquistare più accessori come auricolari. Dobbiamo riuscire a trovare il modo di spiegare in modo convincente alla gente la gravità della situazione e il rischi che si corre, individuando qualche argomentazione in grado di indurre gli utenti a cambiare le proprie abitudini ed il proprio comportamento”.

La presa di posizione dell’OMS era molto attesa da parte delle società di telefonia mobile e dai gruppi di sensibilizzazione che hanno, immediatamente, sollevato dubbi sul fatto che i telefoni cellulari possano essere dannosi per la salute.

La reazione delle associazioni del settore è stata tempestiva: hanno cercato di sminuire la sentenza, sottolineando che la categoria “possibile cancerogeno” comprende anche sostanze comuni come i sottaceti e il caffè.

“Questa classificazione IARC non significa che i cellulari causano il cancro,” ha detto John Walls, vice presidente degli affari pubblici per l’associazione CTIA con sede negli Stati Uniti.

Per avvallare la sua ipotesi ha notato che il gruppo di lavoro IARC non ha effettuato nessuna nuova ricerca, ma si è limitato ad esaminare gli studi pubblicati. Inoltre ha aggiunto che altri organismi di regolamentazione come la statunitense Food and Drug Administration hanno dichiarato che “la maggior parte delle prove scientifiche non ha collegato i telefoni cellulari con problemi di salute.”

John Cooke, direttore esecutivo della Mobile Operators Association, ha aggiunto che gli studiosi della IARC hanno solo trovato una possibilità di un evetuale pericolo, niente di più. Ed ha sottolineato che “Per stabilire se si tratti o meno di un reale rischio è indispensabile che siano fatte ulteriori indagini scientifiche”.

STUDI PRECEDENTI SENZA ESITO

Le osservazioni IARC seguono ad uno studio pubblicato lo scorso anno nel quale sono stati analizzati, per più di 10 anni, quasi 13.000 utenti di telefoni cellulari e non è stata trovata nessuna risposta chiara sulla questione se i dispositivi mobili causino tumori al cervello.

Molte ricerche precedenti non sono riuscite a stabilire un chiaro nesso con il cancro, ma uno studio statunitense, a febbraio, ha rilevato che l’uso del cellulare può modificare l’attività delle cellule cerebrali.

Christopher Wild, della IARC, sottolinea che è importante che vengano effettuate ulteriori ricerche, in particolare sugli effetti a lungo termine e su chi usa il cellulare in modo molto frequente e continuativo.

“In attesa di avere a disposizione tali informazioni, è importante adottare misure pragmatiche per ridurre l’esposizione ai cellulari ed invitare la gente a servirsi dei dispositivi che consentono di avere le mani libere o degli sms,” ha concluso Wild.

Infine, Malcolm Sperrin, direttore della sezione di fisica medica e ingegneria clinica presso la Royal Berkshire Hospital, ha appoggiato la mossa della IARC poiché riflette le “prove aneddotiche che i tumori possono essere associati con l’utilizzo del telefono.” Ma ha anche aggiunto: “È di vitale importanza per comprendere pienamente se ci sia o meno una correlazione definitiva”

La questione è scottante perchè da un lato, si schierano gli interessi economici di potenti aziende, dall’altro la minaccia per la salute, per il Wellthiness della gente, ma a rendere il tutto ancora più complicato è una serie di dinamiche socioculturali che stanno plasmando la società in stato nascente.

Tutti i fenomeni del networking, delle community, dei social network, la progressiva importanza assunta dall’essere connessi, in rete, dall’accesso, di partecipare, in presa diretta, a quanto accade nel più remoto e sperduto angolo del globo, il crescente ruolo proprio della comunicazione come una delle cifre portanti della nuova era, la società dell’informazione, il crescente potere di chi detiene il know how, la conoscenza, i dati e sa come servirsene proprio per gestire la propria posizione rilevante all’interno del mercato, della politica, ma anche di rapporti interpersonali, la centralità della relazione, del dialogo, del confronto… tutto ciò ha una inestricabile connessione con i new media, inclusa la telefonia cellulare.

Si tratta di strumenti che stanno trasformando in modo significativo la nostra esistenza, il nostro modo di vivere, di pensare, di relazionarci agli altri, di pensare a noi stessi, perciò affermare semplicemente che potrebbero essere dannosi per la nostra salute, non è sufficiente. Ben venga, dunque, il fatto che, oltre a lavorare sull’attendibilità scientifica delle prove di pericolosità, gli scienziati inizino anche ad interrogarsi sui modi per promuovere una serie di comportamenti, di abitudini più sane nell’uso di tali strumenti. 

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Una Risposta to “Il cellulare minaccia il Wellthiness? Fatti e retroscena della dichiarazione OMS”

  1. E’ urgente che le Società internazionali e nazionali di pediatria scendano in campo per evitare che i bambini siano esposti per decenni a dosi sempre maggiori di radiazioni ionizzanti e di altri inquinanti e che i pediatri, trovino il modo per informare i genitori circa l’esistenza di un rischio che non può e non deve essere più sottovalutato

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