E.Coli: dalla cronaca alle raccomandazioni OMS… al Wellthiness

Una misteriosa epidemia di E.Coli sta sollevando serie preoccupazioni in Europa e nel mondo intero. Ma è davvero in pericolo in nostro Wellthiness?

CHE COSA È L’ESCHERICHIA COLI?

L’Organizzazione Mondiale della Salute la presenta come:

un batterio che si trova comunemente nell’intestino degli esseri umani e altri animali a sangue caldo. Mentre la maggior parte dei suoi ceppi è innocua, altri possono causare gravi malattie a trasmissione alimentare. Di norma, l’infezione E. coli è trasmessa attraverso il consumo di acqua contaminata o alimenti, come i prodotti a base di carne poco cotta e latte crudo.

I sintomi della malattia comprendono: crampi addominali e diarrea, che può essere sanguinosa; possono, inoltre, presentarsi sintomi come febbre e vomito. La maggior parte dei pazienti guarisce entro 10 giorni, anche se in alcuni casi la malattia può, persino, diventare pericolosa per la vita

IL BILANCIO

Le fonti ufficiali dell’OMS tracciano uno scenario abbastanza preoccupante.

A partire dal 2 giugno 2011, 520 casi di sindrome emolitico-uremica (SEU), dei quali 11 mortali, e 1.213 casi di enteromorragica Escherichia coli (EHEC), 6 mortali, sono stati segnalati dalla Germania, portando il totale in Germania al 1733 casi, dei quali 17 letali. Si tratta di un aumento in Germania di 50 casi di SEU e 149 casi di EHEC tra il 31 maggio e il 2 giugno 2011.

A livello globale, 552 casi di SEU (12 mortali) e 1271 casi di EHEC senza SEU (6 mortali) sono stati riportati ufficialmente a partire dal 2 giugno 2011, rendendo il numero totale dei casi 1823, dei quali 18 sono stati fatali. Così, tra il 31 maggio al 2 giugno, ci sono stati 56 nuovi casi di SEU (2 mortali) e 156 nuovi casi di EHEC (2 mortali) segnalati nel mondo.

Ad essere interessati sono 10 paesi europei.

Un numero allarmante di vittime – circa 500 – hanno sviluppato complicanze renali che potrebbero risultare letali.

LE CAUSE

Ma mentre i sospetti sulle probabili fonti dei germi sono caduti sui cetrioli, i pomodori crudi e l’insalata lattuga, invero i ricercatori non sono ancora stati in grado di individuare l’alimento responsabile della malattia spaventosa.

GLI SCIENZIATI

Gli scienziati hanno dato l’allerta indicando la situazione attuale come una delle peggiori intossicazioni alimentari che abbiamo mai dovuto affrontare con un focolaio registrato su un “ceppo” del batterio E. coli super-tossico.

Gli scienziati cinesi e tedeschi hanno analizzato il DNA dei batteri E. coli e stabilito che l’epidemia è stata causata da “uno completamente nuovo, classificato come ceppo super-tossico” che contiene diversi geni resistenti agli antibiotici, secondo una dichiarazione della Shenzhen, laboratorio con base in Cina laboratorio di BGI. Pare, inoltre, che il ceppo in questione sia una combinazione di due tipi di E. coli.

“Questo è un ceppo unico che non è mai stato isolato da pazienti prima,” ha dichiarato Hilde Kruse, un esperto di sicurezza alimentare dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Il nuovo ceppo ha diverse caratteristiche che lo rendono più virulento e tossico rispetto ai molti ceppi di E. coli che abbiamo, naturalmente, nel nostro intestino”.

Tuttavia, il dottor Robert Tauxe, un esperto di malattie a trasmissione alimentare, del US Centers for Disease Control and Prevention, si sta domandando se si tratti veramente di un ceppo nuovo, credendo che sia lo stesso che aveva causato un solo caso in Corea nel 1990. A sua detta il patrimonio genetico dei due campioni variano un po’, ma non abbastanza per dire che il ceppo in Europa sia completamente nuovo.

“Anche se sembra essere stato in giro un po’, non ha richiamato l’attenzione come un importante problema di salute pubblica prima”, ha detto Tauxe.

Inoltre, un tecnico di laboratorio all’University Medical Center Hamburg-Eppendorf, ha una cultura di batteri estratti da un paziente, che mostra un’infezione enteroemorragica di E. coli, nota anche come i batteri EHEC.

I DIVIETI

Intanto in un po’ ovunque inizia a diffondersi la paura del contagio. E la situazione è resa ancora più inquetante proprio dal fatto che non abbiamo notizie certe sulle fonti. In alcuni paesi d’Europa è stato il divieto di circolazione delle verdure provenienti dalla Spagna e dalla Germania. La Russia, dove non sono registrati casi né di infezioni né di decessi, ha, invece, bloccato completamente tutto l’import ortofrutticolo dall’Unione Europea per cercare di impedire che l’epidemia si diffonda ad est. Una mossa che l’UE ha immediatamente denunciato come sproporzionata e l’Italia come “assurda”.

UN CASO: I SINTOMI

Ad Amburgo, Philipp (non ha detto il proprio cognome per evitare che la gente sappia che è stato colpito dal ceppo incriminato), un fotoreporter di 29 anni, è stato ricoverato lunedì dopo essersi ammalato.

Dopo aver sofferto di dolori di stomaco e feci sanguinolente, ha sviluppato sintomi neurologici e non sentiva più né il braccio né la gamba sinistri. Nonostante tre trasfusioni di plasma sanguigno per cercare di “lavare le tossine” che gli infettavano il suo sangue, la sua situazione non è migliorata.

Philipp ha detto che ricordava di aver mangiato alcune verdure la sera prima di ammalarsi.

Alcuni scienziati sospettano che il ceppo di E. coli mortale possa essere giunto alla catena alimentare passando dal letame utilizzato per fertilizzare le verdure.

Kruse ha spiegato che “non è raro, per i batteri, di evolvere e scambiare geni. È difficile spiegare la provenienza del nuovo ceppo, ma i batteri facilmente passano dagli animali agli esseri umani”.

“Precedenti focolai di E. coli hanno colpito soprattutto bambini e anziani, ma questa epidemia è sproporzionata rispetto alla situazione ‘normale’ del passato, anche perché sta colpendo, soprattutto gli adulti e, in particolare, le donne. Perciò –conclude Kruse- ci potrebbe essere qualcosa di particolare in questo ceppo di batteri che lo rende più pericoloso per gli adulti.”

DALL’OMS

Vediamo insieme le risposta date dall’OMS a tre domande che sempre più persone si stanno ponendo.

1. CHE COSA FARE PER EVITARE IL CONTAGIO?

In generale, le misure per prevenire l’infezione enteroemorragica Escherichia coli (EHEC) sono simili a quelle raccomandate per le altre malattie di origine alimentare, a partire dalla base di buone pratiche igieniche. Il consiglio principale è quello di lavarsi le mani dopo aver usato i servizi igienici e prima di consumare cibo, di lavare gli alimenti accuratamente con acqua pulita, soprattutto se consumati crudi, e per evitare la contaminazione incrociata durante la preparazione degli alimenti.

2. DOVREI EVITARE DI MANGIARE CETRIOLI E ALTRE VERDURE?

Le persone che vivono nella zona del focolaio dovrebbero seguire i consigli delle autorità locali e nazionali. In generale, le persone devono attenersi alle misure igieniche più rigide sul modo di consumare e preparare gli alimenti.

3. CHE COSA SUCCEDE SE HO LA DIARREA?

Se si hanno o si sono avuti recenti contatti con la Germania settentrionale, e si presentano sintomi di diarrea e simili, si deve consultare il proprio medico di base. Si consiglia di mantenere l’igiene rigorosa delle mani, specialmente se si è a contatto con i bambini piccoli e persone immunodepresse. Se si manifesta una situazione di diarrea grave o sanguinante si dovrebbe cercare immediatamente l’assistenza medica e dire al medico che si è stati recentemente in Germania. Va evitata completamente ogni forma di automedicazione per la diarrea, o l’uso di antibiotici, in quanto potrebbero peggiorare la situazione.

Gli operatori sanitari e le autorità dovrebbero assicurarsi di essere informati su come diagnosticare e trattare tali pazienti e segnalare eventuali casi alle autorità nazionali.

 

PERCHÉ ABBIAMO COSÌ PAURA?

La sindrome da pandemia è una caratteristica molto diffusa nel nuovo millennio. Nel libro Wellthiness è interessante la ricostruzione di come è cambiata nel tempo la percezione delle epidemie (a partire dalle devastanti pestilenze dell’antichità, passando per il “male oscuro”, sino a giungere alle più recenti minacce della “mucca pazza”, dell’”aviaria”, della “suina”, poi denominata semplicementi N1H1 per evitare ai musulmani ed agli ebrei, ai quali è interdetto il consumo di carne suina, di venire stigmatizzati).

Le ondate di fobia diffuse dalla prospettiva di un’eventuale pandemia (termine e concetto, a sua volta molto ambivalente, ambiguo e da approfondire per evitare fraintendimenti) hanno molteplici valenze:

  • Sono un forte indicatore dell’importanza assunta dalla salute, trasformatasi, di recente, da bene in valore diventando, così Wellthiness (Benessere+Felicità+Salute)
  • In un certo senso sono anche un potente strumento nelle mani dei catastrofisti , nichilisti, apocalittici, che ci vedono i segnali dell’imminente fine dei tempi
  • Rispecchiano le fobie dei salutisti e degli ipocondriaci, ampiamente alimentate dai mass media
  • Per alcuni, sono una chiara testimonianza della medicalizzazione della società e della farmacrazia (vedasi tutta la polemica delle migliaia di vaccini acquistati inutilmente a fronte del pericolo di pandemia di N1H1
  • Per altri, è uno strumento politico-economico per giustificare il perseguimento di interessi nazionali o locali a discapito delle convenzioni e degli equilibri convenzionali
  • C’è poi chi vi vede un segnale forte della messa in crisi della religione della “scienza” e della “Medicina” che, non riuscendo a gestire le nuove emergenze, dimostrerebbe la propria inevitabile limitatezza. Di contro, però, non manca nemmeno chi esalta tali minacce come ulteriori traguardi e frontiere che la scienza stessa riuscirà a superare, in modo più o meno rapido, affermando ulteriormente, il proprio potere e la propria supremazia
  • C’è poi chi chaima in campo il potere della comunicazione e la sua facoltà di condizionare e di manipolare l’opinione pubblica…

Il quadro è, dunque, molto articolato e difficile da interpretare. Spetta a ciascuno di noi riuscire a gestire le informazioni che riceviamo senza affrontarle in modo superficiale o ipocondiraco, riuscendo a trovare il giusto equilibrio per preservare il nostro Wellthiness.

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