Come dipingono l’Aldilà le diverse religioni?

La nostra convinzione o meno dell’esistenza di un aldilà dipende dalle nostra posizioni personali, dalla matrice culturale nella quale siamo cresciuti, dalla fede religiosa nella quale ci identifichiamo.

Nel corso della storia ogni civilizzazione, ogni gruppo etnico ha cercato di dare una propria risposta al dubbio esistenziale “dove vado?” dando risposte più o meno diverse, talora semplicemente guidate dal buon senso comune, dall’osservazione della natura e dei suoi fenomeni, tal altra articolando elaborate disquisizioni ed argomentazioni di stampo teologico, cosmogonico, filosofico…

Scorriamo, insieme, spunti sulle diverse posizioni elaborate in varie culture riguardo al tema dell’aldilà.

EGIZI

Gli antichi Egizi, come testimoniano i complessi rituali elaborati per la conservazione (mummificazione) dei corpi, attribuiscono all’aldilà un valore molto importante perchè è il luogo dove possono rivivere le soddisfazioni ed i piaceri della vita terrena.

Nel corso del tempo, però, la possibilità di accedere alla vita nell’aldilà si è andata, progressivamente dilatando.

Durante l’Antico Regno è un privilegio esclusivamente riservato al faraone, nel Medio Regno la cerchia dei possibili eletti si allarga includendo anche i nobili ed, infine, nel Basso Regno la vita dopo la morte è appannaggio di tutti.

Nel regno dei morti si giunge con la Barca Solare che trasborda le anime sul Nilo. L’anima si presenta davanti ad un consesso di 42 giudici guidato da Osiride che pesano il cuore del defunto. L’organo viene messo su un piatto della bilancia mentre sull’altro viene posta una piuma. Se il cuore pesa meno della piuma significa che è leggero, quindi privo di colpe e che il giudicato è degno di essere ammesso nel mondo dell’aldilà. Qualora, invece, il cuore fosse più pesante della piuma, il soggetto muore per sempre.

EBRAISMO

Inizialmente gli Ebrei non di preoccupano dell’esistenza di un eventuale aldilà, dipinto al massimo, come un luogo asettico dove le ombre squittiscono come i pipistrelli. Il patto che Dio stipula con Abramo è per garantirgli la discendenza promettendogli una terra per il suo popolo. La questione dell’aldilà si pone dopo il II secolo a.C. quando vengono massacrati i Maccabei per essersi rifiutati di combattere il sabato per non contravvenire alla legge divina che impone il risposo nel giorno del Signore. Davanti al massacro dei Maccabei, si apre la prospettiva di una giusta ricompensa per i martiri della fede: potere stare con Dio in un’altra vita.

Così, il paradiso ebraico prevede una situazione spirituale che non può essere identificata con nessuna realtà terrena ed un’esistenza immortale in cielo nella pace di Dio.

VICHINGHI

I Vichinghi chiamano Valhalla il luogo nel cielo dove gli eroi vengono condotti dalle valchirie (donne a cavallo). Qui sono accolti nella splendida residenza del dio Odino, dove sostano in attesa della grande battaglia finale che dovranno combattere, tutti insieme contro il male.

CELTI

Nel sistema celtico l’aldilà si guadagna compiendo buone azioni nella vita terrena. Anche per i celti è un luogo di immortali al quale si accede tramite delle caverne. Qui si celebrano, ininterrottamente, feste.

CRISTIANESIMO

In generale, il cristianesimo parla del Regno dei Cieli e della possibilità, per tutti, di risorgere con il proprio corpo nel giorno del Giudizio Universale. Il Paradiso è un giardino fiorito presieduto da Maria. Nell’iconografia e l’immaginario cristiano hanno avuto un grande impatto le descrizioni del paradiso elaborate dai teologi, dai padri della chiesa, ma anche dagli artisiti. Celebre è l’impostazione delle sfere celesti, presiedute dalle varie gerarchie di Angeli, Arcangeli, Troni, Cherubini, Serafini… che ruotano creando musiche sublimi ed al vertice dei quali, c’è la Santissima Trinità che infonde una luce celestiale. Sant Agostino spiega che in Paradiso l’uomo arriva con un corpo “in forma”.

ISLAM

I Musulmani dipingono il Paradiso in contrasto con le condizioni di stenti, privazioni tipiche vita terrena (spesso condotta in ambienti ostili come il deserto) alle quali sono abituati. Perciò si tratta di un’oasi celeste, un giardino come ruscelli di acqua fresca, latte e miele, palme cariche di datteri, frutta profumata e succulenta, animali esotici e cibi deliziosi. Ci sono anche sontuosi appartamenti dotati di tutti i comfort nei quali i trapassati vengono serviti da vergini ed efebi.

AZTECHI

Gli Aztechi parlano del paradiso esclusivamente riservato agli affogati ed a chi è stato sacrificato agli dei. Lo descrivono come un luogo nel quale abbondano il cibo ed i fiori presieduto da Tlaloc, dio della pioggia.

PELLEROSSA

Molte tribù del Nord America identificano il paradiso in un luogo dove vivono le anime degli antenati. Lo scenario è molto simile alle loro praterie ma si caratterizza per una maggiore abbondanza di selvaggina a disposizione.

TAOISMO

Nell’antica Cina si crede nella vita eterna in cielo ma è solo destinata all’imperatore. In seguito, anche qui l’accesso alla vita futura si è “democratizzato” coinvolgendo dapprima i nobili e poi anche tutti gli altri. Come in Egitto, anche qui sono state ritrovate varie mummie che testimoniano un elaborato culto dei morti. L’aldilà è un’isola per gli immortali presieduta da otto divinità. Si tratta di un meraviglioso giardino circolare, un grande albero di giada con rami d’oro custodito da draghi.

INDUISMO e BUDDISMO

Le due religioni prevedono vari paradisi nei quali le anime in attesa di reincarnarsi vengono rifocillate. A differenza dell’Ebraismo, del Cristianesimo, dell’Islam, l’obiettivo finale non è di avere una vita spirituale individuale nell’aldilà, ma un’unione spirituale al Dio creatore con l’annullamento del sè.

Un fil rouge spesso ripetuto è la descrizione di un luogo meraviglioso, nel quale abbondano cibi e bevande, con una copiosa e lussureggiante flora e fauna. Ciò dipende dal fatto che la maggior parte delle religioni è nata in un contesto di povertà, di stenti, di scarsità di risorse e, quindi, l’aldilà viene auspicato come un mondo nel quale l’uomo debba smettere di combattere per sopravvivere e possa, finalmente, iniziare a vivere o  come, secondo la tradizione biblica, ritornare a vivere in un Paradiso terrestre, nell’Eden.

L’altro aspetto comune è che in “Paradiso”, inteso in senso lato, non ci può andare chiunque, indifferentemente, ma vi è accolto, chi (a vario titolo) lo merita.

Ossia, in un certo senso, è un modo per ristabilire una “giustizia divina”, per premiare chi, nella vita terrena, si è distinto (generalmente per le proprie azioni rette, buone, caritatevoli).

Così, se è vero che l’homo sapiens è l’unico di tutti gli esseri viventi ad avere coscienza che la propria vita ha una fine (oltre che un fine) è naturale che si sia posto e si continui a porre dei quesiti sul significato della vita, su da dove viene e dove va.

Perciò è inevitabile che chiunque, almeno una volta nella vita, si ponga o si sia posto il dubbio e cerchi o abbia cercato di darvi una risposta che, comunque, non può mai fornire una risposta con un’evidenza scientifica, razionale, logica  tale da escludere in modo categorico se non la realtà, almeno la possibilità di un aldilà.

Una Risposta to “Come dipingono l’Aldilà le diverse religioni?”

  1. Aldo Cannavò Says:

    Probabilmente il Paradiso è come quello che Dio ha creato per Adamo ed Eva,un immenso giardino con alberi e fiori.Poichè i nostri progenitori lo hanno rifiutato per avere la conoscenza del bene e del male prospettata da Satana,noi ora lo dobbiamo riconquistare con la correttezza della nostra vita.Poichè sappiamo che il nostro corpo risorgerà,sarà esso che ci permetterà di godere per l’infinito le gioie del Paradiso.Non è però importante sapere come sarà,l’importante sarà il godere della presenza di Dio e della ricompensa dei meriti accumulati sulla terra.Dalla tua descrizione sulla percezione dell’ aldilà che esiste nelle varie religioni,si comprende che gli uomini di tutte le razze intuiscono che dopo la morte del corpo ognuno riceverà la sua ricompensa.Il tuo articolo bellissimo fà capire che lo Spirito ( Santo ) soffia dove vuole,come di dice il Vangelo e, tutti i popoli del mondo conoscono,pur in modo diverso,Il fine di questa vita terrena.

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