Randy Paush, l’ultima lezione di un amante della vita davanti alla morte

Dire addio è una parte dell’esperienza umana che compiamo ogni giorno, a volte con noncuranza, a volte con grande emozione.

Poi, alla fine, arriva il momento per l’ultimo, vero addio. Quando la morte è vicina, come scegliere le nostre parole? Come possiamo mostrare il nostro amore?

Randy Pausch, professore di informatica alla Pittsburgh Carnegie Mellon University, è un eroe che ci ha mostrato il coraggio, la forza, la dignità e l’amore che un uomo può concentrare all’interno del suo ultimo commiato alla vita, alle persone care, al mondo.

Nelle università statunitensi c’è la curiosa abitudine, di compiere un esercizio accademico definito “the last lecture”, l’ultima lezione, nella quale un docente finge di dover tenere la sua ultima lezione prima di morire così da comunicare agli studenti il cuore dei propri insegnamenti.

Un’idea bizzarra ed, in un certo senso, quasi scaramantica.

Infondo, però, il professore sa che se non dicesse qualche cosa questa volta, avrà sempre la possibilità di dirla l’anno dopo, perché, in vero, è solo una farsa.

Randy Paush ha deciso di consegnare la sua eredità agli studenti, ai colleghi ed ai propri figli, con una vera Ultima Lezione.

La sua conferenza finale si è trasformata in un fenomeno mediatico, visto da milioni di persone su Internet.

Mentre sta per morire di cancro al pancreas, Randy Paush mostra un amore per la vita ed un approccio alla morte che sono un importante esempio, per tutti.

Per noi, la sua lezione è un monito un avvertimento che che il nosrto destino è uguale, indipendentemente dal lavoro che svolgiamo, dalla ricchezza che siamo riusciti ad accumulare, dalla fama che abbiamo conseguito, da quanto abbiamo imparato, costruito, amato. Memento mori, ricordati che devi morire, dicevano gli antichi latini. Il destino di Randy è identico al nostro, solo che è accelerato dalla malattia, dal tumore, niente di più.

In qualche modo, Randy si riconcilia pacificamente con il proprio fato, e, a suo modo, lottata fino in fondo per restare attaccato alla vita, pur sapendo di dovere morire.

La conferenza che tiene poco tempo prima di lasciare la vita, è diretta alla sua “famiglia”, è un appello ed un richiamo per le persone a lui care, per i suoi studenti e per i suoi colleghi ad andare avanti senza di lui a “fare grandi cose”.

In sostanza, il suo discorso si concentra prevalentemente sulla sua vera famiglia, la moglie Jai ed i loro tre figli di 6, 3 ed un anno.

Per mesi, dopo aver ricevuto la diagnosi di un tumore terminale, Randy e Jai lo tengono nascosto ai bambini. È stato loro consigliato di aspettare fino a quando i sintomi di Randy fossero diventati più evidenti. E, visto che le condizioni non peggiorano, i bambini restano ignari a lungo: “Sto ancora abbastanza bene e così i miei figli non sanno ancora niente e non sono consapevoli che ogni volta che li incontro sto dicendo a loro addio. C’è questo senso di urgenza che cerco di non farle emergere, ma c’è”

Randy, attraverso la sua ultima lezione e la sua vita, ci offre un quadro realistico di come dovrebbe essere il nostro ultimo addio.

Il suo approccio è pragmatico, sincero, a volte stravagante, spesso gioioso, non può non stupirci e sollevarci alcuni interrogativi: dove trova la forza? Da dove viene il suo coraggio? E noi, io, sarei, sarò capace di dire addio?

Per capire lo spirito di Randy, all’idea della sua ultima lezione scommette con un amico 50$ che non riuscirà a riempire l’auditorium da 400 posti perché la data fissata è in una calda giornata di settembre e la gente ha sicuramente di meglio da fare che ascoltare la vera, Ultima Lezione di un professore morente.

Randy, inutile dirlo, perde la scommessa. La sala è gremita all’inverosimile. Ed, entusiasta della partecipazione, è determinato a tenere un discorso nel quale mette sul piatto, davvero, tutto ciò che di meglio può offrire al mondo, ai colleghi e gli studenti, alla famiglia, ai figli.

Randy arriva sul palco con una standing ovation, ma immediatamente fa cenno al pubblico di sedersi. “Lasciate che mi guadagni questi applausi”, esordisce con tono ironico.

Durante la lezione accenna solo di sfuggita al tumore: dice esplicitamente, mentre mostra le immagini mediche della diffusione del male nel suo corpo, che non ne parlerà perché tutti lo sanno ed ha, invece, qualcosa di più importante da comunicare.

Vuole dimostrare come si può reagire ad una situazione così drammatica, con uno spirito forte e coraggioso. Allora si scusa, se sta deludendo il pubblico, perché non è depresso, non è triste, ma egli ha imparato a vivere con una fondamentale dissonanza cognitiva che vede il suo corpo, apparentemente sano ed in forma, mentre è divorato dal tumore.

E, per mostrarlo, si lascia cadere a terra e compie degli esercizi ginnici.”Così, se qualcuno volesse compatirmi, prima venga qui a fare lo stesso!”

Oltre a non volere indugiare sulla propria malattia, Randy non parla nemmeno di spiritualità o di religione, e qui aggiunge un altro guizzo di straniante ironia “anche se, invero, negli ultimi tempi mi sono convertito anch’io a Mac”

Così inizia a trascinare tutti in un incredibile viaggio attraverso le più importanti lezioni che ha imparato nel corso della sua intensa vita.

Spiega l’importanza dei sogni d’infanzia.

La sua infanzia è stata, indubbiamente, felice, a dimostrarlo sono le foto: non ce ne è mai una nella quale non sorride.

Da piccolo sognava di giocare a football come professionista, ma non c’è riuscito. Tuttavia un suo allenatore gli ha dato un grande insegnamento. Continuando a correggerlo ed a costringerlo a ripetere gli esercizi perché non li eseguiva in modo perfetto gli ha insegnato che “se stai sbagliando tutto e nessuno tenta di correggerti, vuole dire che non gli importa di te”. Quanti genitori non correggono i figli, per paura di scontrarsi con loro, di offenderli, di ferirli, di inibirli? Un tempo la correzione fraterna era una virtù, era un segno dell’effettivo amore reciproco… e oggi?

Mostrare agli altri dove sbagliano (quando eseguito in modo sincero) è un modo per aiutarli a crescere, a capire, a migliorare.

Po, Randy mostra l’importanza della forza necessaria per superare ostacoli.

“I muri di mattoni sono li per un motivo. Sono li per dimostrarci quanto teniamo a qualcosa. Sono li per fermare le altre persone e non chi crede vermente in qualche cosa”

Ma per una vita veramente piena e soddisfacente, è importante condividerla ed aiutare il prossimo. Perché, comunque, noi non possiamo farcela da soli, abbiamo bisogno dell’aiuto degli altri e dobbiamo spostare il focus da noi stessi a chi ci circonda.

Così Randy incoraggia il suo pubblico ad essere paziente con gli altri, a non smettere di cercare il meglio negli altri, e di avere la pazienza di continuare ad “aspettare il tempo necessario, e vedrete che la gente vi sorprenderà e vi impressionerà”

Perché, in fondo, ogni essere umano ha in sé del bene, è solo questione di riuscirlo a vedere, di riuscire a trovarlo, di aiutare a farlo emergere

In 70 minuti, Randy dà modo al suo pubblico di riconsiderare le ragioni delle proprie ambizioni, e per trovare nuovi modi di guardare ai difetti ed ai talenti propri ed altrui.

Celebra l’amore per le persone care e l’importanza di non focalizzarsi su se stessi.

Ed attraverso pochi gesti semplici, inclusa una torta di compleanno per la moglie, mostra a tutti la profondità del suo amore per la propria famiglia.

Il sorriso sulle labbra, la vitalità che attraversano Randy nella lezione sembra quasi impossibile che sia un uomo sul punto di morte eppure, questa, performance è stato il suo addio. È il suo modo per accomiatarsi dalla vita, non rimpiangendola, ma apprezzandola nei suoi minimi particolari.

Alla fine della lezione, Randy pensa di trascorrere tranquillamente tutto il tempo che gli resta con Jai e ai bambini. Non avrebbe mai immaginato l’uragano che sta per travolgerlo.

La conferenza è stata videoregistrata e le riprese iniziano a diffondersi su migliaia di siti web. Randy è tempestato da email da tutto il mondo.

La gente gli scrive per ringraziarlo perché la lezione li ha spronati a passare più tempo con i propri cari, a smettere di autocompatirsi, o, persino, di togliersi dalla mente la tragica idea di suicidarsi. I malati terminali ai quali Randy si rivolge durante la conferenza lo ringraziano perché riescono finalmente a “godere fino in fondo ogni giorno che resta a loro, perché non c’è nessun altro modo per stare al gioco della vita”.

Randy è travolto dall’amor, dalla solidarietà, dall’ammirazione di migliaia di persone in tutto il mondo ed è commosso dalla risposta. Eppure, mantiene il suo senso dell’umorismo. “C’è un limite a quante volte uno può leggere quanto sei grande e quanto sei stato una grande fonte d’ispirazione. Ma io non ci sono ancora arrivato.”

Randy ha un modo speciale di vedere le esperienze umane attraverso una lente speciale di umorismo e di ottimismo non comune.

Eppure soffre all’idea di quanto dolore proverano i figli e così, cerca, nei mesi successivi alla Lezione, di dare loro i migliori ricordi così che restino come un elemento consolatore quando non ci sarà più.

Allora porta il figlio di sei anni, Dylan a nuotare con i delfini. “Un ragazzo non si dimentica facilmente di avere nuotato con i delfini “, dice. “E, comunque, abbiamo fatto un sacco di foto”.

Poi porta Logan, di 3 anni, a Disney World per incontrare il suo eroe, Mickey Mouse. “Così glielo ho potuto presentare”

Poi Randy parla con persone che hanno perso i genitori quando erano molto giovani. Gli dicono che hanno trovato una grande consolazione sapere quanto le loro madri e padri li amavano. Quanto più lo sapevano tento più potevano sentire ancora il loro amore. Allora Randy crea degli elenchi separati dei suoi ricordi di ogni bambino. E scrive anche un consiglio speciale per loro: “Se potessi darti solo tre parole di consiglio, sarebbero, ‘Dimmi la verità’. Se, poi, ne avessi altre tre, mi piacerebbe aggiungere, ‘Tutto il tempo’”

Il consiglio per Chloe, di due anni, include anche: “Quando gli uomini sono interessati a te, è davvero semplice, basta ignorare tutto quello che dicono e solo prestare attenzione a ciò che fanno”. Chloe è la più piccola e rischia di non avere memoria di suo padre. “Ma io voglio che cresca sapendo, che io sono stato il primo uomo ad innamorarsi di lei.”
Poco dopo la sua diagnosi terminale, Randy si trasferisce da Pittsburgh nel sud-est della Virginia. In un primo momento, Jai non vuole  nemmeno che Randy ritorni a Pittsburgh per la sua ultima lezione, pensa che dovrebbe stare a casa. “Chiamami egoista,” Jai gli dice, “ma ogni volta che ti dedichi al lavoro per questa conferenza è tempo perso, perché è tempo lontano dai bambini e da me.”

Jai desiste quando Randy le spiega quanto desideri fare un ultimo discorso. “Un leone ferito ha ancora voglia di ruggire”.

Nei mesi dopo il discorso, mentre la chemioterapia cerca di domare il tumore, Randy non usa la parola “fortuna” per descrivere la sua situazione. Eppure,dice “una parte di me si sente fortunata perché non ha perso il treno “. Il cancro gli ha dato il tempo di parlare con Jai che non avrebbe avuto se il suo destino fosse stato di morire di infarto o in un incidente d’auto.

L’insegnamento di Randy è la lezione della vita, la lezione dell’amore, la lezione, che non si è spenta con lui nel 2008, ma che continua a vivere in noi perché, riprendendo una sua frase durante la conferenza: “se vivete in modo giusto, saranno i sogni a venire da voi, e non voi a dover cercare di andare da loro.”

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