La sensibilità ambientale: cardine della nuova società multi-sensibile

Il grande cambiamento si è concluso ed è iniziata una nuova era con valori specifici che si vanno ad aggiungere ai molti principi ormai entrati nel DNA umano.

 

E se è vero che tra i grandi capisaldi etico-morali dell’epoca appena germogliata, appena inaugurata, c’è il wellthiness, altrettanto centrale è il posto occupato dalla sensibilità ambientale, come dimostro nel libro The origins of the multi-sensitivee society.

Così, mentre illustri studiosi si arrovellano per dimostrate la totale assenza di sani principi, specialmente nelle ultime generazioni, invero, sono proprio i giovani stessi a confutare, in modo concreto ed inequivocabile, la diffamante accusa mossa a loro carico.

Uno studio prova che i giovani adulti di Montreal, Halifax e New York City, hanno idee molto specifiche su che cosa sia indispensabile per costruire un mondo più sostenibile.

Sono disposti ad apportare al il loro stile di vita le modifiche necessarie per rendere tale mondo una realtà.

A sostenerlo sono i dati di un sondaggio promosso dall’United Nations Environment Programme (UNEP), nel quale sono stati intervistati 400 giovani tra 18 e 35 anni.

La ricerca si focalizza sulle loro preoccupazioni e speranze per il futuro non meno che sugli interventi prioritari, da parte dei funzionari pubblici per promuovere la sostenibilità.

I dati raccolti dimostrano che i giovani adulti nella zona di New York City, Montreal, Halifax, condividono il sogno di un modo di vivere più equilibrato, ispirato a valori più giusti e più umani e caratterizzato da soddisfazioni nell’ambito del lavoro, ma anche della famiglia e della vita sociale. A differenza delle precedenti generazioni, essi vivono in modo responsabile i consumi gestiti in base alle effettive necessità. Così, tra l’altro, riducono l’uso dell’automobile in favore dei mezzi di trasporto pubblici per i viaggi di routine.

Inoltre, riconoscono la necessità di contenere i consumi di acqua e di energia. L’acquisto di prodotti locali, il riciclaggio e il compostaggio rientrano nel novero delle pratiche che sono disposti ad adottare per migliorare l’ambiente, sottolineando, in particolare, l’importanza di ridurre i rifiuti in ogni forma.

I giovani di tutte e tre le città sono consapevoli che alcune misure richiedano un’azione collettiva, e molti sono convinti che non sia sufficiente una semplice strategia informativa per incentivare la diffusione e l’adozione di comportamenti diversi dagli attuali per rispondere a problemi globali come il cambiamento climatico.

Mentre il 60 per cento crede di poter influenzare le politiche pubbliche, ttanti sono profondamente convinti che la comunicazione sui temi di sensibilità ambientale, in tutte le sue cangianti sfumature, sia davvero carente e latitante.

Tre intervistati su cinque ammettono di sapere poco o nulla su come vengono gestite le proprie comunità. La stessa considerazione è ampiamente riscontrata in giovani adulti provenienti da altre parti del mondo. Da ultimo, lo studio mostra che i valori collettivi e le caratteristiche distintive di ciascuna area urbana, offrono preziose fonti di informazione per lo sviluppo di politiche pubbliche.

Empatia, wellthiness, natura, responsabilità personale, sostenibilità, consumi riflessivi, sono tutti nuovi valori che si stanno, più o meno rapidamente affermando.

D’altro canto, pensando ai nostri comportamenti quotidiani, alle nostre dinamiche relazionali, ai modelli e stili di vita che seguiamo, ai valori e principi che ci guidano o ai quali ci ispiriamo, è evidente che sono cambiati negli ultimi anni. Non di rado si è trattato di un mutamento lento ed impercettibile, eppure c’è stato.

Riflettiamo un attimo su come sono cambiate le dinamiche e le senibilità nei confronti del nostro rapproto con gli altri esseri umani e della questione ambientale negli ultimi anni.

I primi ci vedono sempre più empatici, solidali, responsabili nei confronti del prossimo.

Aumenta in modo esponenziale la consapevolezza dell’esistenza di una coscienza collettiva, di una responsabilità personale, di doveri ai quali siamo chiamati sia nei confronti di noi stessi e di chi ci circonda sia delle generazioni precedenti e future.

Analogamente, la questione ambientale, da discorso  radical chic, estremista, ideologizzata, è diventata una realtà quotidiana, un modus pensandi condiviso dai più: si è “normalizzata”.

Quindi, non è corretto interpretare i fatti che la riguardano in termini politici. L’ambientalismo non è più di una parte piuttosto che di un’altra, è un comune sentire.

Così, dal successo delle giornate mondiali della terra alle migliaia di volontari che sacrificano il weekend per pulire le spiagge ed i fondali marini, dalla raccolta differenziata, alla preoccupazione per l’inquinamento e la morte o l’estinzione di animali, dal boom dei prodotti a Km zero  alla decisione della Germania di bandire il nucleare, passando dalla solidarietà alle vittime di terremoti, tsunami, uragani… tutto rientra nel nuovo paradigma di valori della Società Multi-sensibile e, ripeto, non è corretto, ma anzi, molto limitativo e limitante, leggero in semplici termini ideologico-politici. 

Si tratta di un errore, in primo luogo, perché viene letta una realtà completamente nuova con gli schemi ormai più che obsolescenti Moderni e Postmoderni. Perciò non viene decodificata e compresa nella sua reale portata, nella sua dirompente forza innovativa.

Il cambiamento di prospettiva, è stato, dunque, talvolta spontaneo, spesso indotto da circostanze esterne, da fatti ed eventi che ci hanno spinto ad assumere una nuova prospettiva, a sposare logiche diverse, a diventare sempre più In-dividui, ad avvicinarci, progressivamente, all’ideale dell’essere umano: l’Uni-cum, il protagonista della Società multi-sensibile.

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Una Risposta to “La sensibilità ambientale: cardine della nuova società multi-sensibile”

  1. […] molto più profondo: è l’effetto della nascita di una nuova civiltà, di una nuova via, di nuovi valori, della Società […]

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