Basta un occhio per farci sentire il timore di Dio e comportare bene

Spesso siamo abituati a vedere rappresentato Dio come un occhio inserito dentro un triangolo.  

È un’immagine che esprime e ci ricorda che siamo sempre, e comunque, sotto lo sguardo di Dio, che Egli non smette mai di vederci e di scrutare il nostro cuore.

Una teoria sulle origini della religione è che l’idea di un Dio in grado di vedere e sapere tutto e che punisce i comportamenti cattivi, ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo dell’Homo sapiens e di un elevato livello di cooperazione sociale.

E molte religioni credono che il male sia punito da Dio e la virtù, invece, premiata.

Perciò chi non si comporta correttamente o è avaro, ha la sua degna punizione divina.

E, la forma di altruismo promossa da una simile convinzione potrebbe aiutare a spiegare l’evoluzione della religione.

Ma è davvero qualcosa di istintivo un comportamento retto, come suggerirebbe questa interpretazione della religiosità?

Uno studio ha scoperto che è sufficiente uno sguardo o l’immagine di un paio di occhi per incutere il timore di Dio in una persona.

Il risultato della curiosa ricerca può aiutare a spiegare perché si è evoluta la diffusa credenza in un dio onnipresente. Pierrick Bourrat, dell’Università di Sydney, ed i suoi colleghi, hanno mostrato, a più di 90 persone, due racconti di trasgressioni morali.

Alla metà degli intervistati hanno dato le storie scritte su un pezzo di carta con disegnati spora anche degli occhi, i testi dati all’altra metà erano, invece, accompagnati dall’immagine di un fiore.

Chi ha ricevuto il testo accompagnato dall’immagine degli occhi ha espresso grande disapprovazione per la cattiva condotta.

Altre ricerche hanno mostrato che sono sufficienti un paio di occhi per triplicare il numero di chi ha messo il proprio denaro per pagare il te o il caffè consumato in una scatola per i fondi raccolti per beneficienza.

Una possibile spiegazione è che gli occhi inconsciamente innescano un meccanismo mentale di base che noi esseri umani abbiamo sviluppato per affinare la nostra sensibilità all’impressione che facciamo sugli altri così da potere salvaguardare la nostra reputazione, o come direbbe Goffmann, per salvarci la faccia.

Bourrat sostiene che il suo studio ha proprio smentito questa teoria.

Invero, un paio di occhi indiscreti non indica necessariamente un osservatore soprannaturale, e è ben noto che le persone tendono a comportarsi correttamente anche quando sono sotto lo sguardo di un soggetto che non necessariamente deve essere necessariamente divino.

Ma indica, comunque, un processo mentale al quale potrebbero essere ricondotte le credenze nell’esistenza di un dio onnisciente.

Per provarlo Bourrant ha anche utilizzato la World Value Survey, una ricerca svolta su 87 paesi, che tenta di definire quali siano i valori principali in una determinata nazione.

L’analisi dei risultati ha provato che chi ha una religione con un Dio onnisciente e che giudica, come i Cristiani, i Musulmani e gli Ebrei, considera tutti i comportamenti di trasgressione morale in modo più severo di chi non crede in un Dio con tali caratteristiche come i Buddisti, gli agnostici o gli atei.

Il discorso, specialmente per i Cristiani, è in parte corretto ma dimentica l’aspetto fondamentale che aggiunge all’onniveggenza di Dio anche la sua misericordia, oltre al libero arbitrio.

Ossia malgrado noi siamo creature e, in quanto tali anche soggette al peccato, Dio ci ama anche per i nostri difetti ed è pronto a perdonarci. Così, nell’Eden Adamo ed Eva, dopo avere peccato, si nascondono allo sguardo di Dio proprio perché si vergognano e sentono la colpa del loro gesto.

Dio li vede ugualmente, vede nei loro cuori e, malgrado li punisca, promette anche a loro di mandare suo Figlio per salvarli.

Ossia Dio non è solo un deterrente, non è solo punitivo, ma, prima di tutto è Amore.

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Una Risposta to “Basta un occhio per farci sentire il timore di Dio e comportare bene”

  1. aldocannav Says:

    Cristiani,Ebrei e Mussulmani hanno lo stesso concetto di Dio perchè lo hanno appreso dagli stessi testi sacri.Dio oltre che amore infinito è giustizia infinita e punisce i nostri errori per il nostro bene.Certamente la figura del suo occhio al quale non sfuggiamo stimola la nostra coscienza a comportarci nel modo migliore.Gli Induisti,ritenuti da molti politeisti,sono pure monoteisti,poichè credono che Brahma sia il solo Dio,mentre le altre loro divinità siano Avatar,cioè sue incarnazioni. Loro credono pure Gesù come Avatar. Il mahatma Gandhi asseriva che si sarebbe fatto cristiano,avendo studiato le Sacre Scritture del Cristianesimo,ma ha preferito restare induista a causa del cattivo esempio dei cristiani.Naturalmente conosceva gli Inglesi, che come invasori dell’ India non si sono comportati con gli Indiani secondo le regole evangeliche.Gli osservanti delle religioni che non pretendono la confessione dei peccati danno meno importanza allo sguardo di Dio,poichè sono di coscienza più elastica,perchè di natura l’uomo è portato a giustificare i suoi errori e, preferiscono considerare più l’amore di Dio che la sua giustizia.

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