Perchè quando siamo infelici preferiamo le sensazioni tattili? Dalla società multisensibile ai nostri consumi

Perchè qunado siamo tristi siamo più propensi ad abbracciare un orsacchiotto invece che a consolarci guardando un bel quadro o un incantevole panorama? Non siamo nella società del vedere? Nella dittatura degli occhi?

O, forse, come ritengono alcuni sociologi, seguendo Maffesoli, siamo in un’epoca all’insegna della tattilità sociale.

Comunque, è indubitabile che la nostra Società è sempre più multi-sensibile.

Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Consumer Research spiega proprio perché cerchiamo un abbraccio quando siamo tristi.

La risposta ha a che vedere con i nostri istinti di mammiferi.

“I sistemi affettivi umani si sono evoluti da quelli dei mammiferi. Quando i mammiferi sono giovani ed incapaci di pensare, i loro sistemi cerebrali fanno in modo che questi cuccioli siano in grado di avere comportamenti ‘corretti’”, spiegano gli autori della ricerca, Dan King (NUS Business School, Singapore) e Chris Janiszewski (University of Florida, Gainesville).

Un modo che utilizza il cervello per incoraggiare il comportamento corretto è di servirsi dello stato affettivo del mammifero modificandone la risposta di piacere a quanto percepiscono i maggiori canali sensoriali.

Per esempio, i cuccioli di mammiferi che si trovano in uno stato negativo, di solito, sono, perlopiù, feriti, malati, infreddoliti o si sono persi.

Il cervello cerca di ripristinare le loro risorse fisiche, aumentandone la risposta di piacere alla stimolazione tattile.

“In questo modo, il mammifero sperimenta il piacere di impegnarsi in comportamenti che mitigano lo stato affettivo negativo (ad esempio, tornando dalla loro mamma per riceverne il calore, la protezione ed il nutrimento),” scrivono gli autori.

Dall’altro lato, i mammiferi che si trovano in una situazione positiva, sono, invece, pronti per dedicarsi alll’esplorazione visiva, per tutelare ed espandere il proprio territorio.

“Gli studi sugli animali hanno dimostrato che gli organismi entusiasti della propria condizione hanno intensificato i propri sistemi visivi ed, inoltre, si dedicano maggiormente alle esplorazioni visive”, sottolineano gli autori.

Analogamente, gli autori, attraverso cinque esperimenti, hanno trovato che i consumatori percepiscono di più il piacere tattile generato dai prodotti quando sono in condizioni negative, e, di contro, sono più inclini al piacere visivo quando sono in una situazione positiva.

Così, in un esperimento, i partecipanti che si trovano in uno stato affettivo negativo, apprezzano di più le qualità tattili di una lozione per le mani, mentre quelli in uno stato positivo godono maggiormente delle sue caratteristiche visive.

“Questa ricerca suggerisce che chi si occupa di marketing può segmentare i propri mercati in base alle propensioni affettive del consumatore, e dare la priorità alle qualità tattili e visive di questi segmenti diversi”, concludono gli autori.”Un dollaro investito nell’attributo ‘corretto’ di un prodotto, genererà più piacere, e, quindi, sarà più probabile che venga anche acquistato.”

A giocare su tale aspetto è, per esempio, l’ultima pubblicità di un noto gelato nella quale la ragazza chiede al ragazzo di mostrare il suo lato più  tenero ed egli si trasforma in un orsacchiotto gigante. Dove, l’abbracciare l’orsacchiotto ha un’evidente valenza regressiva ed indica, nell’immaginario collettivo, tenerezza, protezione, dolcezza, sicurezza,…

Di fatto, nella Società multi-sensibile è estremamente importante che i prodotti siano sempre più ‘poliglotti, che siano in grado di parlare a tutti i sensi generando esperienze multisensoriali.

Ed è indispensabile sottolineare il “tutti” perché, spesso si limitano a coinvolgere solo i cinque sensi tradizionali trascurando le altre centinaia di sensi che abbiamo.

In parallelo, poi, oltre a soddisfare i sensi, devono anche avere un senso e dare un senso al loro ed al nostro esistere, ossia è indispensabile che esprimano dei valori.

Solo con questo mix di senso e sensi, di valore e valori, i prodotti hanno una prospettiva di sopravvivere e di affermarsi in un mercato ipercompetitivo e nelle scelte di un con-sum-atto-re sempre più multi-sensibile.

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3 Risposte to “Perchè quando siamo infelici preferiamo le sensazioni tattili? Dalla società multisensibile ai nostri consumi”

  1. La tristezza toglie alla persona il suo senso di sicurezza,riportandola alla condizione psicologica infantile. Il bisogno quindi di consolazioni tattili riguarda il periodo della mamma consolatrice con abbracci,carezze e spesso qualche dono per riportare la serenità al figlioletto.

  2. […] spiegano, così, per esempio, perchè quando ci sentiamo infelici, preferiamo sensazioni tattili, l’esperienza profonda dell’abbracciare gli alberi, lo stato d’animo positivo […]

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