Chi ha un orticello o un giardino urbano è più felice, socievole e sano

Ricordate quanto era divertente fare torte di fango da bambini, mettere le mani nella terra, buttarsi sulle balle di fieno o respirare il polline di un fiore profumato, o, semplicemente, abbracciare una pianta?

La maggior parte dei ragazzi cresciuti in città fino ad oggi, si tratta di esperienze delle quali possono, al massimo, avere sentito parlare, ma che son fuori dalla loro portata.

In non poche ricerche mi è capitato di verificare che i bambini cittadini hanno, spesso, una visione distorta della natura (quando ne hanno una) e non hanno mai provato una serie di piaceri generati proprio dal contatto diretto con la natura stessa.

Nel migliore dei casi identificano la Natura con uno dei parchi urbani. Constatato che le città italiane ne sono molto carenti, il risultato è che un’intera generazione, si è allontanata dalla natura e, perciò, da un lato, ne ha perso il rispetto, dall’altro non è riuscita a colmare un simile vuoto con qualcosa di analogo. 

Gli ultimi studi internazionali, stanno, però, segnalando un drastico cambiamento di rotta, un forte controtrend.

Jill Litt, dell’Università del Colorado School of Public Health e della University of Colorado di Boulder, ha studiato i cambiamenti occorsi nella vita all’interno dei quartieri cittadini e i mutamenti nei livelli di salute durante gli ultimi dieci anni.

La ricerca di Litt ha dimostrato che luoghi come giardini ed orti hanno un notevole impatto in termini di qualità del quartiere e di salute delle persone.

I giardini e gli orti comuni possono fornire una soluzione alternativa ed originale per migliorare gli ambienti di un quartiere ed anche promuovere la salute ed il benessere attraverso una serie di cambiamenti economici, sociali e fisici.

Secondo Litt, producono cibo fresco, portano la ‘natura’ nelle aree urbane, creano un ponte etnico, economico e tra le diverse fasce di età nella comunità, promuovono la bellezza e l’estetica del quartiere, sviluppano varie competenze e conoscenze della vita quotidiana, rafforzano le capacità della comunità e il senso stesso di comunità, promuovono stili di vita attivi e sani.

Lo studio di Litt ha dimostrato che i giardini e glio orti che appartengono alla comunità sono sostenibili ed accessibili alle persone nel corso della vita, senza distinzione di età, razza, status socio-economico o di carriera scolastica.   

“Ho trovato che i giardinieri di questi luoghi coltivano relazioni con i loro vicini, sono più coinvolti in attività civiche, rimangono più a lungo nei loro quartieri, mangiano meglio ed hanno una visione più positiva della propria salute”.

20 minuti di giardinaggio al giorno aumentano in modo statisticamente positivo la salute della gente.

Inoltre, le persone che hanno un loro giardino o orto considerano il proprio quartiere più sicuro, più pulito e più bello, a prescindere dal loro livello di istruzione e di reddito.

Queste differenze sono giustificate dalle varie connessioni culturali, sociali ed ecologiche che si creano all’interno del giardino o dell’orto stesso.

I benefici collaterali di giardini ed orti derivano dalla loro capacità di sostenere una sana alimentazione e una vita attiva.

Più del 50% dei coltivatori urbani segue le linee guida nazionali per un’alimentazione sana, consumando il corretto quantitativo di frutta e verdura quotidiana. Di contro, i non coltivatori urbani che rispettano tali indicazioni sono solo il 25%.

I coltivatori urbani svolgono 12 ore a settimana di moderata o intensa attività fisica, che equivale a circa il 30% in più rispetto ai non-giardinieri/coltivatori.

Allora è indispensabile anche chiederci perché la gente si dedica all’orto o giardino in città?

E la risposta che emerge unanime, è “perché ti rende felice, sano e ti fa sentire completo, appagato”.

La ricerca conferma, dunque, ciò che intuitivamente sappiamo essere vero: sporcarsi le mani è divertente e chi lo scopre ne ha un indubitabile giovamento.

Il giardinaggio e l’orticultura urbani offrono l’opportunità oltre che del semplice coltivare fiori, erbe aromatiche, frutta e verdura, di interagire con la natura, le persone e l’ambiente.

È un’occasione per socializzare e conoscere i  vicini, per costruire la fiducia e sviluppare l’orgoglio, per condividere storie, successi e cibo con gli amici, la famiglia e la comunità. Il giardinaggio è, dunque, un bene per l’anima e per la propria comunità.

Il riavvicinamento alla natura, ai suoi cicli, così come la riscoperta dei prodotti locali, i farmer’s market, i prodotti a km 0, le fattorie didattiche, ed, ovviamente, gli orti in città, sono tante espressioni di una nuova sensibilità nei confronti dell’ambiente e del mondo che ci circonda.

Sono testimonianze concrete del nuovo valore che attribuiamo alla Natura, dei trend socioculturali e degli stili di vita e di consumo che ne conseguono, ma anche del crescente riappropriarci del nostro tempo, dei nostri ritmi personali che portano alla filosofia dello slow living, propria della Società Multisensibile.

Una Risposta to “Chi ha un orticello o un giardino urbano è più felice, socievole e sano”

  1. michaelangelus1 Says:

    Tutte le piante,di ogni genere, sono esseri viventi,che percepiscono le vibrazioni buone e meno buone di chi stà loro vicino, al quale trasmettono a loro volta i loro influssi,quasi sempre benefici. In campagna,infatti,ci rilassiamo , riposiamo e rassereniamo. Curare un’orto ci fà bene anche perchè riporta il nostro spirito alla sua vera natura.I nostri progenitori, da cacciatori e raccoglitori di frutti sono poi diventati coltivatori. Nel nostro DNA continua ad esistere il coltivatore,mentre il lavoro in fabbrica o in ufficio ci ha fatto adattare ad un tipo di vita che,anche se a volte ci piace,non fà parte della nostra natura.

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