Rachel Crossland rinuncia alla chemio per salvare le gemelline in grembo

Mentre alcuni medici, di routine, suggeriscono l’aborto alle donne gravide costrette a sottoporsi a chemioterapia o radioterapia, una casalinga inglese, nel 2009, ha avuto il coraggio di dire no scegliendo la vita dei bambini in grembo nella consapevolezza che ciò avrebbe potuto esserle letale.

Rachel Crossland with her four-month-old twins Saffron, left, and Poppy

Poche ore prima dell’intervento chirurgico per rimuovere un tumore aggressivo, Rachel Crossland riceve anche la gioiosa notizia di essere incinta di due gemelli.

“Ero devastata”, spiega. “Prima, ero solo molto preoccupata per la mia vita. Volevamo davvero tenerli, ma non sapevamo se fosse stato possibile”

I medici la informano che il tumore sulla sua vescica ha le dimensioni di una pallina da golf, e che, dopo l’intervento chirurgico, avrà bisogno di sottoporsi a chemioterapia e radioterapia.

“I medici mi hanno raccontato un sacco di storie di orrore di ciò che sarebbe accaduto ai bimbi se avessi fatto i cicli di cure durante la gravidanza. Così ero davvero atterrita e mortificata”.

“In quel momento ero incinta da 13 settimane ed era fuori discussione ogni idea di sbarazzarmi dei miei bambini per  combattere il cancro. Ero a un punto di svolta ed ho deciso di provare”.

Così, la donna di 29 anni, rifiuta la chemioterapia e la radioterapia per evitare di danneggiare i due figli che porta in grembo.

La sua più grande preoccupazione è che il marito Adam potrebbe dovere crescere da solo i loro figli: i gemelli, Jake, di 12 anni, le gemelle Abigail e Bethany, di 11, e Fleur, di 4 anni.

“Nella mia mente c’era sempre una vaga possibilità che non tutti e tre avremmo potuto farcela e di avere fatto la scelta sbagliata” spiega Rachel.

“Ad un certo punto ho pensato che se fossi morta ed i gemelli fossero  sopravvissuti, avrei messo Adam in una posizione impossibile, perché l’avrei costretto a crescere ed educare da solo tutti i nostri bambini.”

Alla fine, i chirurghi dell’Ospedale Whiston di Liverpool, la operano con una semplice anestesia spinale.

Dopo l’intervento, Rachel soffre molto ed è alquanto affaticata: non sa se i sintomi siano dovuti al cancro o al fatto di essere incinta.

A 32 settimane, sta tanto male da dovere essere ricoverata in ospedale.

Due settimane dopo, viene sottoposta ad un taglio cesareo di emergenza, perché i due gemelli si sono messi in una posizione pericolosa.

Un polmone di Rachel è danneggiato durante il travaglio, così devono farle un’anestesia totale per consentirle di partorire.

Sta quasi per finire in terapia intensiva così non riesce a vedere i suoi due piccoli tesori, Poppy e Saffron, che pesano solo 2,27kg, fino al giorno successivo.

Rachel racconta: “Ero disperata quando non riuscivo a vederli. Ma alla fine mi sono resa conto che eravamo tutti vivi e, malgrado avessimo davvero poche  probabilità di raggiungere questo obiettivo. Erano i miei piccoli miracoli”.

Cinque giorni dopo il parto, Rachel è dimessa dall’ospedale e inizia la chemioterapia.

Inizia così la sua nuova vita con i quattro figli avuti da una precedente relazione, il nuovo marito ed i due gemellini.

“Sono così felice che ce la siamo cavata tutti. Ora voglio solo andare avanti con la mia vita con Adam e prendermi cura di lui e dei miei bambini.”

Benchè ci siano molte storie di madri che rifiutano di sottoporsi ad alcuni tipi di trattamento per salvaguardare la vita dei bambini che portano in grembo, alcuni studi medici hanno dimostrato che la chemioterapia durante una gravidanza non sia necessariamente una scelta tra la vita della madre e la vita del bambino.

In uno studio pubblicato su Lancet nel 2004, i ricercatori sostengono che anche se la chemioterapia può rappresentare un “pericolo per un bambino nel grembo materno, alcune donne gravide, soprattutto durante il secondo e terzo trimestre, si sono sottoposte alla cura senza danni per i nascituri”

Un altro studio condotto in Texas, pubblicato su Lancet nel 2005, ha confermato che “i feti esposti alla chemioterapia nel secondo e terzo trimestre possono essere portati a termine e nascere senza anomalie congenite e svilupparsi normalmente.”

I ricercatori del dipartimento di Medicina Interna presso l’ospedale Meir, Sapir Medical Center ad Israele, hanno però  trovato, nel 2008 che, sebbene il rischio di anomalie fetali sia alto con la chemioterapia nel primo trimestre di gravidanza, tuttavia “questo rischio diminuisce con l’avanzare della gravidanza.” Concludendo che “quando la diagnosi è fatta in una fase avanzata della gravidanza normale, la paziente può sottoporsi a chemioterapia senza essere costretta, necessariamente, ad abortire”

Certo che per una donna incinta si tratta di una responsabilità non indifferente.

La decisione di Rachel di non sottoporsi al trattamento è molto coraggiosa perché preferisce la vita dei suoi gemelli alla propria ma è anche una grande responsabilità in quanto, se non riuscisse a sopravvivere, lascerebbe al marito il grave compito di crescere da solo i quattro figli nati da un’altra relazione della donna, più i due neonati.

Tante volte un gesto di immenso amore e coraggio comporta delle decisioni etiche e morali molto delicate anche rispetto alle conseguenze a breve e lungo termine.

L’esempio di Rachel ci serve a capire quanto possa essere difficile capire quale sia il minore dei mali.

Tuttavia, in ultima istanza, il suo caso è un inno alla vita, al coraggio, all’amore.

Una mamma disposta a sacrificare la porpria esistenza, a non sottoporsi alle debite cure pur di preservare i bimbi che porta dentro sé è davvero un’immensa testimonianza di quanto si sbagli chi sostiene che ci troviamo in una società egoista, opportunista, senza valori.

Nell’Era Multisensibile c’è ancora spazio per l’amore incondizionato, per il sacrificio, per il coraggio di gridare di sì alla vita andando contro le logiche del mondo. Di gridare un sì alla salvezza del prossimo, anche se ciò significa mettere in pericolo la propria sopravvivenza. È la legge dell’Amore che, malgrado tutto, è scolpita nel nostro cuore!

Una Risposta to “Rachel Crossland rinuncia alla chemio per salvare le gemelline in grembo”

  1. L’amore è universale. Se finisce a qualche ostacolo è solo un surrogato. Oggi purtroppo molti confondono il surrogato con l’essenza.Il valore dell’amore è il più appagante perchè dà la pienezza assoluta.

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