S. Lorenzo e la magia delle stelle cadenti

Il seducente e poetico spettacolo delle stelle cadenti, dei fuochi di San Lorenzo o, scientificamente, di uno sciame di meteoriti, anche quest’anno è di scena nel trapuntato manto della volta celeste notturna.

Ma che cosa c’è dietro un fenomeno fisico così tanto intrigante da scomodare poeti e cantanti, giovani ed anziani, da indurre, almeno per una volta all’anno, migliaia di persone nel mondo, a smetterla di guardare in basso nella materia, nel qui ed ora ed alzare, invece, lo sguardo verso l’universo, verso l’infinito, verso il mistero? Quale è l’alchimia di quelle scie luminose che tracciano piste scintillanti nel nero della notte?

La storia e le leggende sulle stelle cadenti del 10 agosto hanno radici antichissime: risalgono al III secolo d.C quando,  San Lorenzo è stato martirizzato.

Malgrado sappiamo poco di lui, la Chiesa lo tiene molto in considerazione. È uno dei martiti che hanno colpito molto ed a lungo la comunità cristiana delle origini, meritandosi, così, un posto speciale nel cuore della popolazione.

Lorenzo era un diacono romano sotto il pontificato di San Sisto II ed è stato decapitato quatto giorni dopo l’uccisione del Papa stesso, probabilmente, nell’ambito delle feroci persecuzioni perpetrate dall’imperatore Valeriano.

Secondo alcune credenze, le “stelle cadenti” sarebbero o le lacrime versate dal martire per le terribili sofferenze patite o le scintille del fuoco sotto la graticola che lo ha bruciato.

La nota leggenda vuole, dunque, che Lorenzo un uomo importante nella comunità cristiana dei suoi tempi in quanto responsabile dei beni materiali della Chiesa e della distribuzione delle elemosine ai poveri.

Appena l’uomo seppe che sarebbe stato arrestato come il papa, cercò qunati più poveri, vedove ed orfani c’erano a Roma, per donare a loro loro tutto il denaro che aveva a portata di mano, vendendo anche alcuni vasi sacri per incrementare la somma.

Quando il prefetto di Roma sentì racontare il fatto, pensò che i cristiani dovessero possedere un notevole tesoro. Così mandò a cercare Lorenzo e gli disse: “Voi cristiani dite che siamo crudeli contro voi, ma voglio dimostrarvi che non è vero. Mi hanno detto che i vostri sacerdoti ricevono offerte in oro, che il Sangue Sacro viene distribuito in tazze d’argento, che avete candelabri d’oro per le funzioni serali. Ora, la tua dottrina dice che bisogna dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio. Allora porta questi tesori all’imperatore che ne ha bisogno. Dio non vuole che contiate i  soldi: il suo tesoro non è la parola? Dammi i soldi, dunque, e tu sii ricco di parole.”

Lorenzo rispose che la Chiesa era davvero ricca. “Io vi mostrerò una parte considerevole di ciò. Ma datemi il tempo di mettere tutto in ordine e fare un inventario.”

Dopo tre giorni Lorenzo, raccolti un gran numero di ciechi, zoppi, storpi, lebbrosi, vedove ed orfani, li mise in fila. Arrivato il prefetto gli disse semplicemente: “Questi uomini sono il tesoro della Chiesa”.

Il prefetto si infuriò aggiungendo che per ciò Lorenzo meritava il martirio… ma con una morte lenta.

Così ordinò di preparare un’enorme graticola con sotto carboni accesi. E comandò di mettervi sopra il diacono.

Questa è la leggenda su San Lorenzo.

Di fatto, nell’emisfero boreale, guardando in cielo, fino al 15 agosto,  possiamo lasciarci incantare da una delle meraviglie  della natura: le stelle cadenti.

Scientificamente si tratta di una pioggia di meteoriti delle Perseidi, detriti della cometa Swift-Tuttle che, sembrano “cadere” dalla costellazione di Perseo.

Il fenomeno è particolarmente visibile proprio in questi giorni, benchè, invero, analoghe strisce di luce compaiono anche verso il 17 luglio fino al 24 agosto.

Per ammirare le lacrime di fuoco di San Lorenzo, basta che, verso mezzanotte, ci rechiamo in un luogo, il più lontano possibile dalle luci della città, e che puntiamo lo sguardo verso Nord-Est.

La tradizione vuole che, quando vediamo una stella cadente pronunciamo la frase “Stella, mia bella stella, desidero che…” ed esprimiamo un desiderio il quale, a patto che non lo riveliamo a nessuno, si realizzerà durante l’anno.

Nella tradizione religiosa, invece, dopo avere assistito allo spettacolo, si invoca San Lorenzo affinchè preghi per noi.

Il tenero romanticismo, l’inestinguibile speranza, la grande forza di guardare al futuro, si mescolano con la polvere di stelle suscitando in ciascuno di noi le stesse riflessioni che hanno indotto Kant a pronunciare la celebre frase

Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.

Buona visione a tutti!

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