Alle origini del Ferragosto

Mircea Eliade, un importante storico delle religioni, spiega che il tempo della feste tradizionali è un tempo sui generis. È il tempo sacro, un momento nel quale la vita di tutti i giorni, il tempo profano, si ferma e ci immergiamo, in un tempo parallelo, senza tempo, il tempo assoluto, il tempo nel quale viviamo un’esperienza più intensa, più autentica.

È il tempo che fa breccia nella realtà, che ci dà il modo di ricollegarci all’infinito, al tempo mitico: “la periodica riattualizzazione dei gesti creativi compiuti dagli esseri divini in illo tempore costituisce il calendario sacro, il complesso delle festività. Una festa ha sempre luogo nel tempo originario. È appunto la reintegrazione di questo tempo originario che rende il comportamento umano durante la festa diverso da quello prima e dopo la festa”.

Come spesso accade, le origini delle festività cristiane sono da ricercare nel mondo bucolico, nel calendario pagano.

Così al loro interno, con una raffinata operazione di sincretismo, si miscelano superstizioni e riti agresti, verità di fede cristiana ed usanze, creando un’affascinante realtà multisfaccettata.

Agosto segna la fine dei principali lavori agricoli, con la raccolta dei cereali. Al termine delle fatiche nei campi, gli antichi romani si godono una giornata di riposo insieme agli animali che li hanno aiutati durante l’anno, non di rado inghirlandati e bardati con fiori.

Così, nello stesso periodo dell’anno, a Roma si celebrano i Consualia, una festa dedicata alla divinità protettrice dell’agricoltura Conso.

Poi, dal 18 a.C., con l’inizio dell’età imperiale, i Consulia, si trasformano negli Augustali, in onore dell’ Imperatore Augusto, il quale dà il nome anche al mese stesso.

“Ferragosto”, nell’antica Roma, è, dunque, Feriae Augusti, il “riposto di Agosto”.

Il giorno di Ferragosto, i padroni dei poderi danno anche una mancia agli uomini che lavorano le loro terre. Un’usanza che, durante il Rinascimento, diviene obbligatoria in seguito ad un apposito decreto pontificio e nella quale alcuni ravvisano una forma primordiale di tredicesima.

Il Ferragosto cristiano, nel quale si celebra l’Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo, è importato in occidente dalla chiesa orientale Bizantina, probabilmente nel VI-VII secolo. Le sue origini sono avvolte da un mantello di mistero che si ricollega ai vangeli apocrifi e non ai canonici, nei quali è narrato che Gesù stesso, appare a sua Madre annunciandole, con tre giorni di anticipo, la sua morte.

Alcuni ricollegano la festa mariana anche ai culti della dea egizia Iside o della Grande Madre mediterranea.

A rendere ancora più intrigante la situazione, non possiamo trascurare che, a livello di zodiaco,  il cielo è dominato dai segni del Leone e della Vergine, indiscutibili emblemi l’uno di Cristo e l’altro di Maria.

Una seconda notazione di tipo astronomico, è che proprio, nello stesso periodo, la “stella del Mattino”, Sirio, simbolo di Iside e della Madonna, è, per la prima volta, visibile prima dell’albeggiare. Da qui i grandi festeggiamenti, anche nell’antico Egitto, in onore di Iside.

Malgrado possiamo essere portati, da tutto ciò, a credere che Ferragosto abbia una valenze esclusivamente femminile, invero non è corretto, perché, sin dall’antichità vi sono associate anche molti aspetti di virilità, iniziando dal sole e la sua luce.

Ne consegue che, in molte località, per celebrare il Ferragosto, vengono accesi i falò, simbolo, tra l’altro, di purificazione e rigenerazione, emblema del trionfo del sole nel corso del suo lungo ciclo annuale.

E la rigenerazione,  il fuoco, la natura, rimandano, immediatamente, alla luce della vita eterna, all’assunzione in cielo, alla donna che schiaccia con il calcagno la testa del serpente, sconfiggendo il male e la morte per entrare definitivamente nel tempo extra-ordinario, dell’armonia, della pace, della contemplazione di Dio, nell’eternità.

BUON FERRAGOSTO a tutti!

2 Risposte to “Alle origini del Ferragosto”

  1. Tiziana Terzi Says:

    Buon ferragosto anche a te e complimenti per l’articolo.

  2. Considero normale che le antiche feste pagane vengano sostituite da quelle cristiane,come è normale che un bambino crescendo debba cambiare i vestiti che non gli stanno più con altri della sua misura.Tutto fà parte dell’evoluzione umana e della sacralità della vita.

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