Wang rifiuta i sussidi per essere normale ma con i piedi al contrario

L’etica di un popolo e di una persona si misura anche nella sua correttezza. Dati alla mano, nel 2010 l’Inps ha revocato 10.608 pensioni si invalidità, pari all’11,06 per cento delle posizioni controllate.

Non c’è mese che nelle notizie date dai mass media o dai new media, non compaia la denuncia di qualche falso disabile scoperto ad incassare una pensione che non meriterebbe. Ovviamente il tutto ai danni dello stato e di chi, invece, avrebbe veramente bisogno di un sostegno perché impossibilitato a mantenersi.

Queste persone celano la propria “normalità” pur di guadagnare, illecitamente, del denaro.

Ma c’è anche chi è davvero menomato e preferisce rinunciare ai sussidi per dimostrare a se stesso ed agli altri che, nonostante, i propri reali problemi fisici, è una persona “normale”, come tutte le altre.

Inutile dire che un uomo o una donna con un simile coraggio, merita di essere annoverato nel nostro elenco degli “eroi della quotidianità” e la sua storia di venire raccontata e divulgata.

Wang Fang è una giovane di Chongqing, una città della Cina occidentale.

Wang è una cameriera nata con una grave malformazione che la vede con i piedi al contrario.

La ragazza è salita agli onori delle cronache mondiali per avere rifiutato di venire classificata come disabile rinunciando, così, a beneficiare della pensione di invalidità la quale le sarebbe spettata di legge.

Wang ammette di essere stata in grado di vivere una vita normale malgrado la propria condizione.

Così assolve, senza nessun tipo di problema, ai propri impegni in ogni frangente, incluso nell’ambito lavorativo.

“Ho un lavoro regolare come cameriera nel ristorante della mia famiglia. Perciò non c’è nessun motivo per il quale io debba farmi classificare come disabile” afferma Wang.

Alla sua nascita i medici erano preoccupati del fatto che la bambina non avrebbe potuto riuscire a camminare normalmente.

Tuttavia la sua famiglia sostiene che non solo la ragazza cammina normalmente, ma che, effettivamente capace, è anche capace di correre più veloce della maggior parte dei suoi parenti.

E se la “normalità” di Wang si misura nei piccoli gesti della quotidianità, la sua extra-ordinarietà sta proprio nel fatto che sia stata così tanto forte da non lasciare che la sua menomazione potesse intaccarle la qualità della vita.

Così è anche mamma d un bambino di cinque anni.

È, di sicuro una donna coraggiosa, trasparente, per nulla interessata a trarre dei vantaggi, anche economici, dalla propria condizione.

“Lo ripeto sempre perché per me è molto importante. Posso camminare come chiunque altro e perfino correre più veloce degli altri: io sono come tutti gli altri. Tranne, naturalmente, per il fatto che, quando devo mettere le scarpe, le devo infilare al contrario,” spiega Wang.

L’insegnamento che ci dà Wang è l’esempio di un’integrità etica che, purtroppo, spesso, viene sacrificata nel mondo postmoderno abituato a mettere il guadagno davanti a tutto ed a tutti.

È il coraggio di non lasciarsi intimidire dalle difficoltà che la vita ci pone ma di imparare a sconfiggerle o a trovare il giusto equilibrio per con-viverci impedendo a loro di impedirci di “sentirci normali”.

Anche perché, giova sempre ricordarlo, la “normalità” è, sempre e comunque, un concetto relativo.

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