I luoghi comuni che possono minare la nostra relazione sentimentale

Costruire e conservare una relazione di coppia, oggi pare molto più difficile rispetto al passato, perché la vita stessa è più complessa, perché c’è stato un profondo cambiamento nella mentalità ed in alcuni valori.

Tuttavia è un errore grave generalizzare in quanto c’è il pericolo di distorcere la realtà.

Certo le tendenze postmoderne al narcisismo, all’edonismo, all’individualismo,  all’egocentrismo, lo stress, il crescente numero di impegni… non contribuiscono in modo positivo alla costruzione di relazioni solide e durature.

Proprio per cercare di ovviare a tali problemi, alcuni studiosi stanno cercando di sensibilizzare la gente nei confronti di una serie di difficoltà che minacciano il rapporto di coppia e che, invero, potrebbero essere abbastanza semplicemente superate.

Terri Orbuch, psicologo clinico del Michigan, identifica tali elementi critici, sui quali si può agilmente lavorare con le centinaia di luoghi comuni sulle relazioni stesse: “Il problema con i miti persistenti è che possono erodere la felicità di un rapporto”, spiega.

“Quando pensiamo che il nostro rapporto dovrebbe essere in un certo modo, e, di fatto, non lo è, insorge la frustrazione e la frustrazione è l’unica cosa che corrode una relazione. Ed essa è direttamente legata proprio a questi luoghi comuni,” secondo Orbuch.

Nel suo studio, la psicologa ne identifica almeno sette. Nella loro descrizione si intravede la differenza tra la cultura statunitense a l’italiana, comunque, lo studio merita di essere menzionato anche solo come spunto di riflessione.

1. UN BUON RAPPORTO SIGNIFICA CHE NON C’È BISOGNO DI LAVORARCI.

“Il più saldo e stabile dei rapporti più duraturi esige un sacco di duro lavoro”, afferma Lisa Blum, psicologa clinica di Pasadena e Los Angeles. Secondo il suo parere “la nostra cultura, il sistema educativo ed i nostri genitori non ci preparano al fatto che anche i buoni rapporti abbiano bisogno di un grande sforzo per continuare ad essere tali.” Per chiarire il discorso, Blum paragona un sano rapporto ad un bel giardino. “È una bella cosa, ma non possiamo aspettarci che prosperi senza un sacco di duro lavoro”

Ma come facciamo a sapere se stiamo lavorando troppo per la nostra relazione? A detta della studiosa “un segno è se ci sentiamo infelici quanto più siamo felici. In altre parole, stai spendendo più tempo a curare il rapporto e tenerlo a galla che a goderne?”

E quando l’infelicità non è più un momento passeggero ma lo “stato normale delle cose, allora c’è qualcosa che non va proprio”, prosegue Blum.

Un altro segnale negativo “è se stiamo cercando disperatamente di apportare miglioramenti e modifiche alla situazione, ma non vediamo un analogo sforzo da parte del partner. “Ci deve essere un senso di collaborazione, l’idea che stiamo cercando veramente entrambi di cambiare perché queste modifiche facciano davvero la differenza’”.

“Il rovescio della medaglia è che se entrambi ci stiamo impegnando e stiamo assistendo a cambiamenti positivi in atto, e ciò avviene almeno qualche volta, è un buon segno”, commenta Blum.

2. SE I PARTNER DAVVERO SI AMANO, CONOSCONO I BISOGNI ED I  SENTIMENTI L’UNO DELL’ALTRA.

“È una illusione di credere che il nostro partner possa leggerci nel pensiero”, prosegue Blum. “Perché quando prevediamo che il nostro voglia conoscere i nostri desideri, invero è quello che stiamo cercando di fare noi con lui. Sviluppiamo questa aspettativa da bambini. Ma da adulti noi siamo sempre responsabili e tenuti a comunicare i nostri sentimenti e bisogni, senza aspettarci che gli altri si sforzino di indovinarli.”

“E, una volta che abbiamo comunicato i nostri bisogni e sentimenti, il nostro rapporto migliora davvero se il partner ascolta davvero quello che stiamo dicendogli/le”

3. SE SIAMO VERAMENTE INNAMORATI, LA PASSIONE NON TRAMONTERÀ MAI.

A causa dei film e dei romanzi d’amore, siamo portati a credere che, se davvero amiamo qualcuno, “la passione, l’attenzione sollecita ed amorosa non spariranno mai. E se lo fanno, vuol dire che non era la storia giusta, che c’era qualcosa che non andava nel rapporto o che, comunque, la relazione è in crisi”, precisa Orbuch.

Invero, la passione diminuisce naturalmente in tutti i rapporti.

“I colpevoli sono la routine e la quotidianità che subentrano rendendo tutto banale, sempre uguale, indifferente, scontato”, afferma Blum. Come aumentano le responsabilità e gli impegni iniziano ad aumentare, i membri delle coppie hanno sempre meno tempo ed energia da dedicare l’uno all’altra. Ma ciò non significa che la passione sia sparita definitivamente. Il segreto per mantenerla viva e di organizzarci un po’ e di condire tutto con un pizzico di ludicità, di sana giocosità, che riesce ad alimentare ancora la passione, l’attrazione reciproca, l’intesa.

Blum ammette che ci siano molte relazioni nelle quali la passione è viva e vegeta. “Il sesso passionale è un sottoprodotto di un’intimità emotiva con un senso continuo di avventura, di esplorazione e di giocosità”. Orbuch sottolinea, inoltre, l’importanza di fare cose nuove insieme, per rafforzare il legame, l’unione di coppia, la relazione. E quando si tratta di una passione che riesca a sopraffare la routine, Blum suggerisce alle coppie di domandarsi: “Come possiamo cambiare la nostra vita in modo tale da riuscire a trovare il tempo e l’energia da dedicare al nostro partner?”

4. AVERE UN FIGLIO RAFFORZERÀ IL RAPPORTO O IL MATRIMONIO.

“Gli studi hanno dimostrato che la felicità di un rapporto, invero, diminuisce con l’arrivo di ogni bambino” secondo Orbuch.

“Ciò non significa che ci amiamo di meno o che non ci legheremo con un amore incondizionato ai figli” prosegue.

Ma, di fatto, le sfide e le difficoltà di seguire anche un figlio, possono complicare le situazioni esistenti andando a minare un rapporto già in crisi o difficoltà, invece di salvarlo.

“Avere aspettative realistiche aiuta le coppie a prepararsi ai loro nuovi ruoli di genitori”, aggiunge Orbuch. “State attenti, dunque, quando pensate che un figlio possa migliorare il vostro rapporto, nella maggior parte dei casi vi sbagliate, perché non fa che aggiungervi ulteriori complicazioni.”

“Le ipotesi ed i ‘dovrebbe’ non consentono di vedere ciò che l’altro sta facendo per rafforzare e gestire il nostro rapporto, e queste aspettative offuscano i nostri giudizi. Quindi quando pensate di avere un figlio, ricordatevi sempre che dovete parlare di cambiamenti che questo comporterà, che possono non essere risolutivi di una situazione delicata.”

5. LA GELOSIA È UN SEGNO DI VERO AMORE E  DI INTERESSE.

“La gelosia ha più a che fare con quanto siamo sicuri di noi stessi e della nostra relazione”, commenta Orbuch.

“Facciamo un esempio: se avete un partner geloso, si potrebbe tentare di mostrare loro quanto è importante per noi, così che smetta di essere geloso. Ma vi accorgerete presto che qualsiasi tipo di attenzione non serve a diminuire la sua gelosia. Mentre si può essere, invece, di aiuto” sempre secondo Orbuch, “aiutate il partner a lavorare su le cose che lo rendono insicuro. Ma deve essere un suo lavoro. Perché non importa quello che fai, non è possibile che tu riesca a farlo sentire più sicuro o fargli cambiare la fiducia in sé, se non lo vuole”.

Inoltre, l’idea di cercare di rendere il partner geloso, può diventare un boomerang. Mentre gli uomini e le donne hanno le stesse probabilità di provare gelosia, le loro reazioni sono diverse, molto diverse.

“Uomini o stanno molto sulla difensiva o si arrabbiano, ritenendo che il rapporto non ne valga la pena”, aggiunge Orbuch.

Le donne, invece, rispondono cercando di migliorare il rapporto o se stesse.

6. I LITIGI ROVINANO LE RELAZIONI.

Invero, a rovinare il rapporto non è cercare di risolvere la conflittualità, per Blum. “Ogni tanto qualche scontro può essere sano e una forma importante di comunicazione e di compensazione.”

Certamente gli scontri che chiudono le porte, che portano i membri della coppia a non parlarsi per giorni, o che, addirittura, passano alla violenza fisicopsicologica, sono deleteri per il rapporto. Ma ci sono anche delle conflittualità positive che aiutano a rinsaldare il legame perché portano ad una decisione comune su come gestire il dissenso .

7. AFFINCHÉ IL RAPPORTO ABBIA SUCCESSO, L’ALTRO PARTNER DEVE CAMBIARE.

Spesso siamo molto bravi ad incolpare il partner delle difficoltà ma non siamo altrettanto capaci o disponibili a prenderci le nostre responsabilità. Così ci aspettiamo che sia il partner a dovere cambiare per salvare o migliorare la relazione. A meno di casi estremi, come gli abusi o l’infedeltà cronica, Blum ritiene che “bisogna sempre essere in due per apportare modifiche, per fare dei cambiamenti! Ma ancor più di questo, sta a voi capire che cosa si può fare. Anche se è sempre più facile puntare il dito. È necessario un profondo cambiamento mentale quello di imparare a guardare che cosa posso fare io e ciò che posso cambiare io, prima che l’altro”.

Certamente alcune osservazioni sono molto valide e pertinenti anche nella nostra cultura e nella nostra società, tuttavia in alcuni passaggi si sente profondamente la differenza tra l’approccio statunitense all’idea di coppia e quello italiano.

Resta, comunque, il fatto che, lungi dall’essere un’osservazione scontata e banale, per essere una coppia si deve essere sempre in due e per costruire qualcosa di duraturo è indispensabile la collaborazione e l’impegno di entrambi, la disponibilità a compiere sacrifici, a mettersi in gioco… il che non è facile oggi, ma nemmeno impossibile.

Una Risposta to “I luoghi comuni che possono minare la nostra relazione sentimentale”

  1. Un rapporto di coppia varia secondo la maturità sentimentale dei partners.Purtroppo oggi la maggiorparte dei giovani non riesce a superare l’egocentrismo dell’infanzia.Questo perchè molti sono cresciuti come figli unici.Il figlio unico non ha dovuto condividere l’affetto dei genitori con altri fratelli,i giocattoli ricevuti,i vari doni ecc… – Osservando nella mia esperienza di educatore come capo branco e capo clan nell’ ASCI (ora AGESCI ) e come presidente dell’azione cattolica giovanile,codificherei per il figlio unico la sindrome del ” principino”,cioè chi è cresciuto assecondato in tutto dai genitori e parenti. Resta in lui un abito mentale, salvo eccezioni,che si porta dietro anche nella vita adulta,compreso quello di coppia.Allora prevalgono i sentimenti di gelosia,di egoismo,di predominanza ecc…acquisiti nella famiglia di origine.Per quanto riguarda chi è cresciuto con fratelli e sorelle,è più difficile restare egocentrici,perchè si è imparato a condividere i doni familiari. L’ attuale generazione inoltre è cresciuta senza poter giocare sulla strada, per evitare le insidie che essa oggi presenta.Nel gioco con i coetanei si impara a rispettare le regole,poichè non esiste gioco senza regole ed a rispettare anche i diritti dei compagni, quindi la socialità. Il tempo pieno scolastico priva inoltre la gioventù della frequenza ai circoli parrocchiali e della loro formazione educativa.Oggi quindi molti adulti non sono maturi per una convivenza equilibrata,per il tipo di ambiente nel quale sono cresciuti. Ritengo quanto sopra fra i motivi principali che rendono problematica una sana convivenza di coppia.Per un padre maturo,l’arrivo del primo e degli altri figli è solo motivo di gioia e collante per una maggior unione familiare. Se per molti ciò non avviene è perchè si è ancora succubi dell’egocentrismo infantile non superato, che impedisce inoltre di convivere con gli inevitabili difetti del partner.

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