Una nuova frontiera per l’educazione dei bambini: i learning game

Proviamo per un attimo a cambiare prospettiva. Invece di pensare alle nuove tecnologie ad al loro utilizzo da parte delle nuove generazioni come un elemento di distrazione, di perdita di tempo, come una minaccia per i bambini. Che ne sarebbe se diventassero un prezioso strumento per imparare?

Sono ad ora, la funzione del telefono cellulare per le nuove generazioni è stata molto ridotta.

È una possibilità data ai genitori per controllare i figli, per poterli raggiungere in ogni momento. Qui la domanda d’obbligo è: fino a che punto questo tipo di controllo è positivo? Fino a che punto si tratta di un’esigenza reale o di un modo per mettersi a posto la coscienza per il tempo che non si riesce a trascorrere con i propri figli?

In un certo senso dare a loro in mano un cellulare può essere un modo per creare una specie di socializzazione anticipatoria o per abituarli ad abituarsi ad avere dimestichezza con quello che è, ormai, per la maggior parte di noi, un’estensione del nostro sé.

Un terzo aspetto, dell’uso dei cellulari da parte dei più piccoli, è il pericolo che non riescano a servirsene nel modo “corretto”, che diventi un motivo di distrazione eccessiva rispetto ai loro doveri (giocare ai videogame piuttosto che studiare….), o, peggio ancora, che dia a loro l’accesso a siti o persone che non dovrebbero rientrare nelle loro esperienze.

Ammesso tutto ciò, c’è però, anche un aspetto molto positivo e promettente nell’utilizzo del cellulare da parte dei bambini.

Il processo di smaterializzazione innescato dalle nuove tecnologie, ormai, interessa non solo la circolazione delle informazioni, ma ha anche varcato le soglie della formazione.

È nata così, per gli apparecchi più evoluti, una serie di applicazioni dedicate all’edu-tainment: la formazione ludica, l’imparare giocando.

Il vecchio Sapientino ed i giochi simili, tanto di moda nei decenni scorsi, sono rimpiazzati da una serie di learning game che danno la possibilità ai bambini, per esempio, di imparare i nomi degli animali e le loro caratteristiche, di acquisire importanti nozioni relative al loro mondo, alle loro abitudini e, pesino, di avvicinarsi all’inglese il tutto giocando e divertendosi con apposite applicazioni.

Talvolta, le storie dietro a tali realizzazioni raccontano molto dei grandi cambiamenti in atto.

È il caso del learning game uscito negli ultimi giorni come applicazione per Android. “L’idea”, spiega Stefano Limberti, che si è occupato della parte grafica del progetto, “è nata dal fatto che il mio amico programmatore, che ha una bimba piccola, voleva realizzare qualcosa di carino per intrattenerla.”

Per inciso, è noto che non ci sia niente di meglio di chi conosce a fondo i gusti e le abitudini delle persone alle quali vuole rivolgersi, per riuscire a creare qualcosa di davvero utile ed apprezzato.

“Sulla base di ciò” prosegue Limberti, “ho pensato ai vecchi giochi di quando eravamo piccoli. Mi sono venuti in mente tutti i quaderni delle vacanze che mia madre aveva in quanto insegnate delle scuole elementari. E, così, ho avuto l’idea di fare quei giochi istruttivi in maniera multimediale come vuole il momento. Allora li abbiamo preparati e li stiamo già commercializzando con ottimi risultati”.

Nell’ambito dei learning game, il mercato sta subendo una rapida evoluzione e stanno comparendo delle applicazioni molto interessanti che potrebbero davvero dare un nuovo significato, pedagogico, formativo, educativo, oltre che di intrattenimento, alla fruizione delle nuove tecnologie da parte dei bambini.

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