La guerra dei post-it: un fenomeno interessante della Società Multisensibile

Tra i segnali positivi che indicano un profondo desiderio di uscire dal tunnel di mestizia, di sconforto, di solitudine, di pessimismo innescato dai postmoderni ed accentuato dalla crisi, c’è la bizzarra guerra dei post-it che ha luogo a Parigi in zona Defance.

Il fatto curioso è incominciato un giorno dello scorso mese di maggio, quando una ragazza che lavorava nell’ufficio Ubisoft di Parigi ha decorato la sua finestra con un’immagine formata da post-it che rappresentava Space Invaders.

Un paio di suoi colleghi hanno seguito l’esempio con altre opere realizzate con post-it sulle proprie finestre.

Qualcuno presso la sede della banca BNP Paribas dall’altra parte della strada ha visto le opere di post-it ed ha deciso di rispondere con una propria creazione artistica di post-it.

Così, si è innescata una divertente escalation tra i dipendenti delle due società da un lato e dall’altro della strada.

I due edifici hanno continuato, ininterrottamente, la colorata e creativa guerra delle rappresentazioni artistiche in post-it sulle finestre dal momento che, con un paio di blog e forum (e di una grande quantità di media francesi) hanno iniziato a monitorarne i risultati.

Le battaglie a colpi di personaggi celebri che vanno da Space Invaders a Pac-Man, da Donkey Kong a SuperMario.

Poiché si dice che una qualsiasi guerra si possa concludere con l’impegno di un unico e ben posizionato assassino, allora la Ubisoft Paris, per cercare la vittoria definitiva, ha, di recente, creato, sempre con i post-it, l’immagine dell’assassino Ezio, tratto dal videogame Assassin Creed, che campeggia su tre piani del palazzo.

Inutile dire che il messaggio lancato agli “avversari” è inequivocabile: “non potrete vincere voi questa battaglia. Semttete di creare immagini con i post-it e ritornatevene a lavorare”

Invero la strampalata guerra dei post-it ci offre un interessante indizio del desiderio di sdrammatizzare la situazione attuale, del ri-diffondersi uno spirito di serio ludere (di giocare seriamente) per affrontare la realtà quotidiana mettendo da parte tutte le ossessioni, lo stress, le ansie, le angosce, l’aggressività, la spietata competizione o i drammatico isolamento, l’individualismo a lungo propungati come modelli di vita da seguire dalla Modernità e dalla Postmodernità.

La tacita sfida che si è instaurata tra gli occupanti dei due palazzi, non ha nessun doppio fine di matrice pubblicitaria, economica, finanziaria, commerciale, si tratta solo di un desiderio di ritornare a comunicare, di ricucire rapporti relazioni con gli altri, con il prossimo (anche nel senso stretto del termine dei vicini di ufficio, di palazzo), di smetterla di ignorarsi reciprocamente seguendo un nefasto modello di spersonalizzazione, di indifferenza, di chiusura in se stessi.

La fantasia, la creatività, la volontà di giocare, di scherzare, di confrontarsi con gli altri in modo non convenzionale, libero dagli schemi rigidi convenzionali, rivelano un’altra faccia dello spirito nuovo, multisensibile che anima l’era appena inaugurata.

Il risultato del divertente scontro ha una forte valenza sociale e socializzante: gli impiegati negli uffici dei due palazzi, oltre a sfidarsi nella creazione di opere sempre più raffinate, hanno anche iniziato a parlarsi tra loro, a conoscersi e, persino,  ad andare a mangiare insieme.

Nella nuova società che, da un lato, non è più strutturata in base alle caste, ai ceti, alle classi sociali, ma in virtù degli interessi, delle passioni, delle esperienze condivise tra le persone aggregate proprio attorno a tali aspetti comuni, e che, dall’altro, vede i legami interpersonali basati su legami e flussi di comunicazione ibridi (personale, via telefono cellulare, Social network, Skype…), la guerra dei post-it riassume tali aspetti e ribadisce la centralità nella vita di ciascuno di noi di essere anche “con” e “per” gli altri.

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