Un gesto comune che si trasforma in un miracolo: i gigli e la donna che non parlava

Quando compiamo un gesto, spesso, non pensiamo, specificamente, agli effetti che esso potrebbe avere su noi, su chi ci circonda e, in un certo senso, persino, sul mondo.

Talvolta rimaniamo sorpresi, in positivo o in negativo, dell’inimmaginabile potenza di una nostra parola o di una nostra azione.

Rimaniamo attoniti, increduli nello scoprire che basterebbe così poco per compiere un miracolo e che, proprio ciascuno di noi, nella propria quotidianità, potrebbe esserne capace.

La storia di oggi è ambientata a Wyoming, negli Stati Uniti.

Uno dei protagonisti, P.J. Rose racconta che “è stata una bella festa di Pasqua a Seder. L’abbiamo trascorsa presso la nostra piccola chiesa e poi abbiamo mangiato tutti insieme su dei tavoli adornati con fiori di stagione messi in vasi di vetro”.

Dopo cena, mentre Rose stava aiutando a ripulire con altre persone, il suo amico Brian ha raccolto alcune delle composizioni floreali, e lo ha invitato a fare lo stesso ed a seguirlo.

“Abbiamo camminato in una mite notte di primavera alla volta di una casa di riposo nelle vicinanze. Il luogo era molto tranquillo e poco illuminato all’interno. A quanto sembrava i residenti erano tutti a riposare a letto”, prosegue Rose.

Giunti a destinazione, i due uomini hanno portato i fiori nella sala delle infermiere dicendo a queste ultime di distribuirli come meglio credessero.

“Mentre stavamo chiacchierando con due gentili infermiere, improvvisamente abbiamo sentito un rumore strano, un cigolio dietro di noi,” precisa Rose.

I due amici, voltandosi, hanno visto completo un’anziana signora avanzare lentamente verso loro su una sedia a rotelle.

La donna era magra, con i capelli bianchi, indossava un abito blu ed un paio di occhiali di tartaruga appesi al collo con una catenina di perline.

Dopo avere raggiunto la postazione degli infermieri, l’anziana, con uno sforzo evidente, si è appoggiata sui braccioli della carrozzella sino a riuscire a sollevarsi quel tanto che le bastava per mettere il naso nei fiori di uno dei vasi portati dai due protagonisti.

Dopo un respiro profondo, seguito da un sospiro soddisfatto, si è lentamente riadagiata sulla sua sedia a rotelle, dicendo: “Ah, i gigli. I miei fiori preferiti”.

“Poi, prosegue Rose, abbiamo visto la sua carrozzella scivolare rapidamente lungo il corridoio e sparire nella sua stanza. E, girandoci dalla parte delle due infermiere, le abbiamo viste ammutolite, stupite, sconvolte e con sguardi attoniti.”

Una volta che le due donne si sono riprese, una di loro ha spiegato che l’anziana sulla sedia a rotelle, era più di un anno che non parlava più e tutti i medici ormai erano convinti che avesse perso la capacità di comunicare”.

Chi avrebbe mai potuto immaginare che un simile gesto di gentilezza, casuale, compito di due amici avrebbe potuto avere delle conseguenze tanto importanti, avrebbe potuto determinare un cambiamento, una svolta radicale per qualcuno?

“Quello che era iniziato come un piccolo, gentile pensiero dal mio amico ha fatto un’enorme differenza nella vita di qualcuno. Ha fatto un miracolo in una donna che tutti pensavano fosse ormai spacciata, impossibile da recuperare. Ma ha fatto un miracolo altrettanto grande anche nelle vite delle altre quattro persone che hanno assistito a questo piccolo miracolo, in quella speciale notte di aprile”, conclude Rose.

I fiori sono un modo di comunicare universale, parlano il linguaggio dei sentimenti, dei profumi, dei colori… il linguaggio della vita.

Quante volte non ci rendiamo conto dei prodigi che possiamo compiere con un piccolo atto di gentilezza, con un sorriso, con uno sguardo, con una parola?

Basterebbe davvero così poco per aiutare chi è in difficoltà, non solo materiale, ma spesso siamo ptroppo distratti, troppo impegnati per avere il tempo (e la voglia) di ascoltare, di sentire, di vedere…

In un mondo stracolmo di messaggi, di informazioni, di inquinamento visivo ed acustico, di spettacolarizzazione e di gesti plateali, spesso, siamo portati a dimenticarci, di quanto siano importanti e potenti, anche gli aspetti più umili, più banali, più dimessi della quotidianità.

E non consideriamo nemmeno che quanto a noi, personalmente, sembra privo di significato, potrebbe, invece, riuscire persino a cambiare radicalmente la vita di un’altra persona e anche la nostra. 

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