Science herores: David Nalin e la scoperta della terapia dell’idratazione orale

È sicuramente più semplice che venga riconosciuto come eroe qualcuno che compie un’impresa spettacolare piuttosto che una persona impegnata, dietro le quinte della storia pur salvando milioni se non miliardi di persone grazie alle loro scoperte scientifiche.

L’aspetto più straordinario è che, tante volte, si tratta di soluzioni semplici, al limite della banalità, ma la loro portata, in termini di vite umane, è davvero molto significativa.

Così, proviamo a chiederci: quale medicina ha salvato più vite di ogni altra e può essere fatta da ciascuno di noi, nella sua cucina di casa, nella camera da letto, in viaggio o in un qualsiasi luogo purché abbia a disposizione dell’acqua potabile?

“La risposta è: otto cucchiaini di zucchero, mezzo cucchiaino di sale ed un litro di acqua, miscelare il tutto e bere! Non esige nessuna strumentazione speciale. Si serve di ingredienti che si trovano ovunque e si può conservare a lungo. Ha scarsissimi effetti collaterali e può essere preparata in grandi quantità: è la medicina perfetta!

Tra gli eroi della scienza defilati e, spesso, misconosciuti, c’è proprio l’uomo che l’ha “inventata” introducendo la terapia della reidratazione orale e segnando, così, un momento cruciale nella storia dello scorso secolo.

Nel 1987, l’Unicef ha steso un rapporto speciale nel quale ammetteva: “Nessun altro singolo progresso medico nel corso del XX secolo ha avuto un così ampio potenziale di prevenire tante morti in un periodo così breve e con costi tanto ridotti”.

L’eroe dietro a tale operazione che sa quasi del miracoloso è David Nalin.

Ogni anno milioni di persone muoiono di disidratazione causata dalla diarrea ed i bambini sono i più vulnerabili. Un paziente colpito da una grave forma di diarrea può perdere fino a 20 litri di acqua al giorno (pari al 10-20% del proprio peso corporeo), il che gli procura una grave disidratazione, poi choc, coma e, nel giro di poche ore, spesso prima di potere essere sottoposto alle debite cure mediche, il decesso. Il colera è un killer proprio perché uno dei suoi principali sintomi è una devastante diarrea.

Nell’autunno del 1968, David Nalin, un giovane ventiseienne, dopo aver completato solo il suo primo anno medicina, sta lavorando a Dacca, in Bangladesh, al Pakistan SEATO Cholera Research Lab, allorchè scoppia una grave epidemia di colera vicino a Chittagong, lungo il confine orientale birmano.

Il giovane lavora in una tenda che accoglie un flusso costante di pazienti, in un piccolo ospedale missionario nella giungla.

Nalin si trova davanti al fallimento clamoroso di una procedura che tenta di reintegrare i liquidi nei pazienti affetti dal colera, per via orale e non più mediante una somministrazione endovenosa di soluzioni. Fino a questo momento è l’unico trattamento conosciuto.

Nalin si rende conto che il procedimento potrebbe funzionare solo se venisse cambiato.

Inoltre, si accorge che tale trattamento potrebbe sostituire completamente il precedente e potrebbe funzionare anche per tutti gli altri tipi di diarrea oltre a quella causata dal colera.

La sua scoperta nasce dalla consapevolezza che i pazienti devono essere reidratati alla stessa velocità con la quale si trovano a perdere i liquidi.

Così, insieme al collega Cash Richard, malgrado la mancanza di fondi e la persistenza di un clima avverso, si impegnano in una serie di prove scientifiche che dimostreranno la validità della terapia di reidratazione orale (ORT).

Con il trattamento tradizionale endovenoso la stragrande maggioranza delle persone del terzo mondo colpite da colera o da qualsiasi malattia che porta a gravi forme di diarrea, ha pochissime possibilità di sopravvivere, non fosse altro che non possono permettersi di sopportare i costi la terapia endovenosa o della sua inaccessibilità.

L’efficacia della ORT può essere riassunta proprio in una sola parola: straordinaria.

La soluzione, che ha salvato milioni di vite fin dalla sua nascita 40 anni fa, può essere fatta, semplicemente, con l’acqua di casa, sale e zucchero.

Inoltre, può essere eseguita direttamente a casa senza dovere andare in un ospedale.

Ma, per trovare una soluzione così geniale, sebbene semplice, ci sono voluti l’intelletto acuto di David Nalin e la persistenza di mettere tutti i pezzi del puzzle insieme per risolvere il problema.

La prestigiosa rivista medica inglese, The Lancet, nel 1978, ha incoraggiato l’adozione del trattamento ORT in tutto il mondo, affermando che si tratta “potenzialmente, del progresso più importante in campo medico del questo secolo.”

Con l’adozione di questo tipo di intervento poco costoso e facilmente applicabile, il tasso di mortalità a livello mondiale per i bambini con diarrea acuta infettiva è precipitato da 5 milioni a circa 1,3 milioni di morti all’anno.

Più di cinquantaquattro milioni di vite sono state salvate negli ultimi 40 anni dall’applicazione dell’ORT.

Tra le curiosità segnalate riguardo alla terapia di Nalin, c’è il fatto che il noto integratore Gatorade agisce sul medesimo meccanismo dell’ORT ma non può sostituirlo in caso di diarrea.

Perché? 

Per il semplice motivo che il Gatorade è stato pensato per atleti sani, prevalentemente per integrare i sali minerali persi sudando,e non per bambini ammalati o gli adulti colpiti da diarrea che hanno bisogno di altre soluzioni acquose.

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