Sam Esquivel: il bambino con i piedi nel cervello

Le problematiche sollevate dalla bioetica hanno sempre livelli di ambivalenza estremamente elevati e ci costringono a riflettere sui nostri valori, sui nostri principi.

Una malattia potenzialmente mortale può diventare uno strumento per migliorare la qualità della vita ad altre persone?

A sollevare il dubbio è una patologia rara che fa crescere all’interno del feto un altro feto.

Ed il quesito è: possiamo usare queste parti di corpo per impiantarle in chi ne ha bisogno?

La storia rimanda al 1° ottobre 2008, allorchè, Tiffanie Esquibel, alla quarantunesima settimana di gravidanza, dà alla luce, con taglio cesareo, al piccolo Sam.

Il parto viene indotto a causa di un tumore, rivelato da una risonanza magnetica, che sembra si stia sviluppando nel cervello del feto.

La mamma Tiffnie ed il papà Manuel, si aspettano, dunque, che, semplicemente, l’emergenza sia dovuta alla presenza di una massa cancerogena nel cervello del neonato.

Ma, invero, la situazione è molto diversa. Giorni dopo il parto di Sam, Paul Grabb si accinge ad operare il bambino al cervello presso il Memorial Hospital Colorado Springs.

L’intento è di rimuovere ciò che, in precedenza, è stato identificato come un teratoma, una forma di tumore dei tessuti embrionali composto da tessuto tiroideo, osseo, cartilagineo, muscolare ed abbozzi dentari.

I teratomi, di solito, non contengono parti complete del corpo.

Le immagini raccolte dai chirurghi pediatrici in tutto il mondo, non hanno mai le immagini, quando indicato, non ha mai documentato nulla di simile a quanto scopre il team medico nel piccolo Sam.

All’interno della testa del bambino Grabb trova un piede. Ma non solo, sempre nel cervello di Sam identifica anche quello che può sembrare una parte di un intestino, un abbozzo di una mano, una coscia ed un altro piede. Il tutto, ovviamente, mette a serio repentaglio la sopravvivenza di Sam.

A fronte di ciò, Grabb prende atto che si tratti di una situazione “del tutto anormale”.

I teratomi sono spesso scoperti in età adulta, come i tumori benigni.

Un gemello del feto che cresce all’interno del feto stesso (feto in fetu) è molto più raro di un teratoma normale. E solo in circa 10 dei 90 casi noti il secondo feto si è sviluppato all’interno del cervello del primo.

L’intervento su Sam ha un esito più che positivo e non ha nessun impatto neurologico pericoloso.

Un lato del corpo del bambino è debole ed alcune funzioni dei suoi occhi non sono ottimali.

Nel corso della riabilitazione post-operatoria Sam compie molti progressi rapidamente.

La soddisfazione dei genitori è, però, minata dal fatto che il tumore potrebbe tornare, il che li costringerà a tenere costantemente monitorate le sue condizioni.

Tiffnie dice che non vuole esporre mediaticamente il suo bambino per timore che la gente si prenda gioco di lui.

Alla fine della terapia, Sam ha compiuto molti progressi e l’unico segno dell’operazione è una piccola cicatrice residua che non si nota nel suo volto molto normale.

Grabb dice che il caso solleva domande su come il corpo forma le sue estremità.

Ed, ovviamente, la questione sollevata, mette in luce importanti quesiti di ordine etico e morale.

Può un organo o un arto essere coltivato per i pazienti che ne hanno bisogno?

Se così fosse, si potrebbero aprire nuove possibilità per curare varie patologie?

E che cosa comporterebbe tutto ciò?

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